19/05/2012

«Silenzio e Parola»: giornata delle comunicazioni sociali

Domenica, solennità dell’Ascensione, si celebra la 46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il tema di ques’anno è «Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione» ed è al centro del messaggio di Benedetto XVI diffuso lo scorso 24 gennaio in occasione della memoria liturgica di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. In questi mesi in tutte le diocesi si sono svolti incontri e dialoghi, partiti proprio dall’analisi delle parole del Papa, che hanno preparato le comunità all’appuntamento. In questa pagina troviamo il contributo fornito da alcune diocesi, a testimonianza dell’attenzione che le Chiese locali dedicano alla sfida della comunicazione.

 
© riproduzione riservata Avvenire 16.5.12
 
 

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17/05/2012

Thomas Williams, il Legionario doppiamente padre

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

16 maggio, 2012

thomas

Il 15 maggio i direttori territoriali dell’Italia e del Nord America dei Legionari di Cristo hanno dato notizia dello scandalo che ha riguardato un membro di primo piano della congregazione, padre Thomas Williams, 50 anni, americano del Michigan, dal 2001 al 2007 decano della facoltà di teologia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, apprezzato commentatore per le catene televisive NBC e CBS.

Lo stesso Williams ha così descritto la sua situazione, in una dichiarazione pubblica inclusa nel comunicato dei direttori territoriali:

“Alcuni anni fa ho avuto una relazione con una donna, dalla quale è nato un bambino. Sono profondamente pentito per questa trasgressione ed ho cercato di riparare. I miei superiori ed io abbiamo deciso che la cosa migliore per me sarà prendere un anno per riflettere sui miei doveri di sacerdote, senza esercitare ministero pubblico. Sono veramente mortificato per tutti coloro che saranno feriti da questa rivelazione e vi chiedo preghiere mentre cerco la maniera migliore di procedere per il futuro”.

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16/05/2012

Matrimonio e omosessuali: i «laici» argomenti dei cattolici

Anche seri opinionisti ne propongono deformazioni fuorvianti
 
di Francesco D'Agostino, Avvenire, 15.5.12
 
Anche Pierluigi Battista (si veda la sua rubrica dal titolo inequivocabile «Il matrimonio gay non è una minaccia», apparsa ieri sul Corriere della Sera), prende posizione, palesemente favorevole, in merito alla legalizzazione delle unioni omosessuali. Posizione ovviamente rispettabile, anzi, tanto più rispettabile in quanto lo stile di Battista è tra i più lucidi e garbati.

Proprio per questo, però, dispiace dover rilevare come anche lui assuma una posizione argomentativa preconcetta e infondata, quella di chi pensa che i cattolici, convinti che questo tema costituisca «un’offesa alla religione cristiana», si oppongano per ragioni confessionali al riconoscimento dei diritti civili delle coppie gay. Di qui l’esortazione (sgradevolmente paternalistica) da lui rivolta ai credenti a smetterla di avvertire, quando si parla di questo argomento, un’«aura di sulfureo, peccaminoso, intollerabilmente anomalo».
Le cose non stanno così.

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14/05/2012

Per ricordare l'Abbé Pierre nel centenario dalla nascita: “Rendiamo illegale la miseria” - “Tutte le sfide dell'Abbé Pierre”

http://pietrevive.blogspot.it/2012/05/per-ricordare-labbe...

 
A cinque anni dalla morte (22 gennaio 2007) e a cento dalla nascita (5 agosto 1912) dell’Abbé Pierre, al secolo Henri Grouès, fondatore delle comunità Emmaus, il Movimento internazionale di solidarietà per la giustizia, organizza due iniziative, in programma rispettivamente l’11 e il 13 maggio.
 
“Rendiamo illegale la miseria”. Questo il filo conduttore dell’incontro organizzato da Emmaus Italia per domenica 13 maggio alle 21 all’Auditorium Antonianum di Roma. L’appuntamento ricorda i 100 anni dalla nascita dell’Abbé Pierre, frate cappuccino, fondatore di Emmaus, che si è battuto con forza contro la miseria e l’ingiustizia. Per approfondirne la figura, Lorena Leonardi per il Sir ha intervistato Renzo Fior, presidente di Emmaus Italia, che coordina i tredici gruppi italiani del movimento internazionale fondato dall'Abbé.
Leggi tutto: La miseria illegale

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13/05/2012

Crisi finanziaria, suicidi, media e Chiesa

http://pietrevive.blogspot.it/

Si sono presi porte in faccia dappertutto. Negli ultimi giorni della loro esistenza hanno girato a vuoto fra associazioni di categoria, sportelli comunali e sindacali, Caritas, sindaci, banche e finanziarie. Per chiedere un aiuto, la riscossione di un credito, un margine di tempo, un prestito, una parola di conforto. Non hanno cavato un ragno dal buco. E hanno finito la loro vita al chiuso di un capannone o di un ufficio, con una pistola alla tempia o una corda stretta al collo. 
 
 
Esiste una parte di opinione pubblica che si sorprende quando la chiesa, anziché usare la ferocia di una disciplina dismessa, parla il linguaggio di misericordia che le è proprio. Lo si è visto dopo la morte di Lucio Dalla e ora per le esequie di Maurizio Cevenini. Il politico bolognese che s'è tolto la vita e che riceverà sabato un funerale cristiano. Probabilmente lo shock causato dal rifiuto delle esequie cristiane a Piergiorgio Welby ha pesato nel formarsi di questa attesa (smentita) di una chiesa spietata. Ma al netto di quella controproducente forzatura del diritto canonico, bisogna ricordare che la pretesa di disciplinare i morti è finita con il regime di cristianità e quella fine ha giovato alla comprensione del Vangelo.
 

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11/05/2012

Schüller: “Né dissidente, né rivoluzionario, sono solo un parroco”

Helmut Schüller

Il referente dell’Iniziativa dei preti austriaci intervistato dal dehoniano Lorenzo Prezzi

Maria Teresa Pontara Pederiva, 10.5.12, http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dett...

“Non mi riconosco né come dissidente, né come rivoluzionario. Siamo tutti quanti impegnati ogni giorno nella pastorale parrocchiale. Non pochi di noi sono decani che coordinano, mettono insieme e aiutano i vescovi a risolvere i problemi quotidiani della base”. E’ un’immagine alquanto diversa da quella che tanti, non conoscendolo, si sono costruiti in questi mesi sulla base delle notizie che giungevano da oltre Brennero in merito alla Pfarren –Initiative – nota da noi come Iniziativa dei parroci austriaci - di cui monsignor Helmut Schüller è il referente e tra i primi firmatari e alla quale si è riferito – pur senza citare nomi e neppure il paese - anche Benedetto XVI in occasione dell’omelia pronunciata il Giovedì Santo.

Intervistato da p. Lorenzo Prezzi, direttore di “Settimana”, il settimanale di attualità pastorale delle edizioni dehoniane, l’ideatore di quello che è passato da noi come “appello alla disobbedienza”, sgombra innanzitutto il campo sul fatto di aver usato una “formulazione così discutibile”.

Come spesso accade è una questione di traduzione di termini da lingue con radici diverse. Era accaduto anche con il documento Kirche 2011 dei teologi tedeschi (più articolato, ma analogo in quanto a richieste), passato qui in Italia come “una svolta è necessaria”, mentre il tedesco recita Ein notwendiger Aufbruch, quindi “ripartire è necessario”, inteso come immobilismo da smuovere, più che rivoluzione in sé.

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08/05/2012

Chiesa e omosessualità, intervista a Vito Mancuso

http://temi.repubblica.it/micromega-online/chiesa-e-omose...

di Pasquale Quaranta, da Pride, maggio 2012

Vito Mancuso è docente universitario di teologia moderna e contemporanea ed editorialista del quotidiano la Repubblica. Nel 1986, all’età di 23 anni, è stato ordinato prete dal cardinale Carlo Maria Martini. Un anno dopo ha chiesto di essere dispensato dall’attività pastorale e di dedicarsi solo allo studio della teologia. Ricevuta la dispensa papale dal celibato, si è sposato e ha avuto due figli. I suoi scritti hanno suscitato interesse da parte del pubblico, come L’anima e il suo destino (un caso editoriale: 80 mila copie vendute in pochi mesi) e La vita autentica, editi entrambi da Raffaello Cortina, ma hanno ricevuto anche severe critiche.

Il vasto fronte conservatore interno alla chiesa cattolica attacca la teologia laica di Mancuso, accusandolo più o meno esplicitamente di eresia per l’indipendenza dei suoi ragionamenti dalla dottrina ufficiale e per la sua volontà di dialogare seza tabù con la cultura contemporanea. Di questo dialogo “eretico” fa parte anche il confronto impegnato con il tema dell’omosessualità, che ha portato Vito Mancuso a partecipare lo scorso 31 marzo al Forum dei cristiani omosessuali di Albano Laziale, alle porte di Roma, che si è svolto presso una sala messa a disposizione dalla congregazione dei padri somaschi su richiesta dei volontari del progetto Gionata. È in questa sede che lo abbiamo ascoltato, incontrato e gli abbiamo rivolto alcune domande.

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07/05/2012

Il maso chiuso dei cattolici. IL CASO COMUNIONE E LIBERAZIONE

http://www.corriere.it/editoriali/12_maggio_05/maso-chius...

C'è nella parabola di Comunione e Liberazione, nella crisi d'immagine e di senso in cui è precipitata, qualcosa in cui si rispecchia un nodo storico cruciale dell'intero cattolicesimo italiano.
Germogliata dal tronco inesausto della fede cristiana, alimentata e cresciuta per la speranza che questa ancora e sempre continua a recare con sé, Cl si è trovata a un tratto a dover fare i conti con la politica. Checché se ne dica e se ne pensi da parte delle anime belle che immaginano il mondo secondo quanto è prescritto dai principi, il destino della politica, la sua vocazione, sono iscritte nel Dna stesso del cristianesimo. Non si combatte impunemente per due, tre secoli l'impero romano; non si decide di uscire dalla dimensione della setta e dell'etnicità per diventare un'istituzione universale; non si decide di stare nella storia e di cimentarsi con il secolo ad ogni istante, sotto ogni cielo e in ogni ambito, senza fare i conti con la politica. Senza essere obbligati a entrare nella sua dimensione.

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05/05/2012

L’Agesci: “No a capi scout che siano gay dichiarati”

scout in cerchio

Le linee guida alle Diocesi. Le associazioni: “Documento disumano”. Ma i responsabili frenano "solo uno spunto di riflessione"

Giacomo Galeazzi, 5.5.12, http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/news/dettaglio...

Non è un «diktat» ma uno «spunto di riflessione» e una copia viene inviata, in ogni diocesi d’Italia, a tutti i capi scout. Appare destinata a far discutere la «proposta educativa» sull’omosessualità dell’Agesci, associazione cattolica di 180mila soci riconosciuta dalla Cei che ha approvato il suo statuto e ne nomina l’assistente ecclesiastico. Toni espliciti quasi quanto quelli della contestata uscita nel ‘98 di Gianfranco Fini: «Chi è dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro elementare».

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04/05/2012

Don Juliàn Carrón: da chi ha sbagliato un'umiliazione per Cl

LA REPUBBLICA di martedì 1 maggio 2012

Caro Direttore, leggendo in questi giorni i giornali sono stato invaso da un dolore indicibile nel vedere cosa abbiamo fatto della grazia che abbiamo ricevuto. Se il movimento di Comunione e Liberazione è continuamente identificato con l'attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato, qualche pretesto dobbiamo averlo dato. E questo sebbene Cl sia estranea a qualunque malversazione e non abbia mai dato vita a un "sistema" di potere. Né valgono le pur legittime considerazioni sulla modalità sconcertante con cui queste notizie vengono diffuse, attraverso una violazione, ormai accettata da tutti, delle procedure e delle garanzie pur previste dalla Costituzione. L'incontro con don Giussani ha significato per noi la possibilità di scoprire il cristianesimo come una realtà tanto attraente quanto desiderabile. Per questo è una grande umiliazione costatare che a volte per noi non è bastato il fascino dell'inizio per renderci liberi dalla tentazione di una riuscita puramente umana.

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03/05/2012

Un riforma per le suore americane contrarie al magistero della Chiesa

Il cardinal Levada: "Una situazione dottrinale e pastorale molto grave". Nominato delegato per l'iniziativa l'arcivescovo Peter Sartain

 

di Salvatore Cernuzio

ROMA, 19 aprile 2012 (ZENIT.org) - Una profonda riforma della Leadership Conference of Women Religious (LCWR), il gruppo che riunisce circa l’80% delle religiose negli Stati Uniti. E' quanto richiesto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dal cardinal William Levada, ex arcivescovo di San Francisco, che ha nominato l’Arcivescovo di Seattle, Peter Sartain, come suo delegato per supervisionare l’opera di riordino.

L'iniziativa avviene dopo un’indagine segreta portata avanti dalla istituzione vaticana dal 2008, che si è conclusa, mercoledì scorso, con la dichiarazione del porporato: "La situazione dottrinale e pastorale attuale della LCWR è grave ed è un argomento di seria preoccupazione".

Un intervento del Vaticano per riformare il gruppo era dunque necessario.

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02/05/2012

Perchè serve un giorno di festa (E.Bianchi)

1974, affresco su tela cm 24,5x41,5La Stampa, 29 aprile 2012

Le recenti polemiche sull’apertura di negozi e centri commerciali alla domenica e nelle festività civili come il 25 aprile o il 1° maggio ci porta a riflettere su una delle grandi conquiste registratesi in occidente, grazie soprattutto all’ebraismo e al cristianesimo: l’affermazione di un giorno settimanale – il sabato per gli ebrei, il giorno dopo, la domenica, per i cristiani – come giorno di riposo per tutti, tempo di festa condivisa e anche di assemblea per i credenti, che insieme confessano la loro fede e celebrano il culto al Signore nel quale mettono la loro speranza. Un giorno di tregua al neg-otium, al tempo che “nega l’ozio”, per dedicarsi appunto all’ otium che non è il “far niente” della pigrizia, ma una presa di distanza dalla propria opera, un antidoto all’alienazione possibile anche nel lavoro.

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28/04/2012

Dopo sette anni. Il segreto di papa Ratzinger

Benedetto XVI sarà ricordato più per le omelie che per le encicliche. E per i suoi gesti audaci, controcorrente. Come quando a Madrid, di fronte a un milione di giovani e nel bel mezzo di un violento temporale...

 di Sandro Magister, http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350232

 

ROMA, 27 aprile 2012 – Nessuno l'ha detto, una settimana fa, nel diluvio di omaggi per il settimo compleanno di Benedetto XVI da papa. Ma l'elemento che più ha svelato il senso profondo del suo pontificato è stato un temporale.

Era una notte torrida a Madrid, nell'agosto del 2011. Davanti a papa Benedetto, nella spianata, un milione di giovani, età media 22 anni, un'incognita. All'improvviso un turbine d'acqua, di fulmini, di vento si abbatte su tutti, senza riparo. Saltano grappoli di riflettori, volano via cartelloni, anche il papa si infradicia. Ma resta al suo posto, davanti all'esplosivo tripudio di ragazzi e ragazze per l'inaspettato fuori programma dal cielo.

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26/04/2012

L'antipolitica in sacrestia

Don Andrea Gallo di GenovaGrillo conquista i preti di strada. Cresce il consenso nelle Comunità di base. Don Vitaliano: ci saldiamo con la sua contestazione

Giacomo Galeazzi, 23.4.12, http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/news/dettaglio...

Tra le «cinque stelle» brilla a sorpresa quella cattolica. Comunità del dissenso, parrocchie «disobbedienti», Chiesa di base. Il vento dell’antipolitica soffia forte anche in sagrestia. «Non siamo antipolitici, siamo antipartitici: Beppe Grillo pone problemi reali nei quali è sacrosanto riconoscersi - precisa da Sant’Angelo a Scala, il sacerdote campano don Vitaliano Della Sala, «cappellano» dei no global -. Noi preti operiamo sul territorio e abbiamo il polso dell’opinione pubblica, a differenza di chi vive nei palazzi del potere civile ed ecclesiale».

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25/04/2012

25 aprile. Il martirio dei preti per la libertà

di Agostino Giovagnoli, Avvenire, 22.4.12 

Sono tanti i sacerdoti uccisi dai nazisti, dai fascisti o dai loro alleati in Europa. In Germania furono ammazzati 164 preti diocesani e 60 religiosi, molti dei quali morti nei campi di sterminio. Ci furono preti uccisi anche nella Francia di Petain e nell’Italia fascista, nell’Olanda e nel Belgio occupati dai tedeschi e in tanti altri Paesi europei. In Polonia il loro numero fu particolarmente alto: tra il 1939 e il 1945 morirono qui circa 3.000 preti, di cui 1.992 nei campi di concentramento e in particolare 787 in quello di Dachau (tra di loro vi fu il vescovo Michal Kozal). Le circostanze e le motivazioni della loro cattura e del loro assassinio furono molto diverse. In Germania, il giovane gesuita Alfred Delp fu ucciso perché accusato (ingiustamente) di complicità nel fallito attentato contro Hitler. In Olanda, padre Tito Brandsma fu arrestato e mandato a Dachau, dove venne ucciso nel 1942, per la sua opposizione al nazismo e, in particolare, per la sua strenua difesa della libertà religiosa. In Polonia fu decisivo l’intento di distruggere ciò che i tedeschi consideravano la massima espressione dell’identità nazionale polacca e, quindi, della resistenza nei confronti dell’occupante: la Chiesa cattolica.

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