20 gennaio: II Domenica del Tempo Ordinario

ba6cd4de05bcbf8edbc67885dc3dea5f.jpgECCO L’AGNELLO DI DIO

Giovanni (1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me . Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo . E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

– Dal Tempo speciale del Natale al Tempo Ordinario: dalla EPIFANIA/manifestazione alla SEQUELA-vocazione:

– Dalle 3 letture emergono 3 personaggi (Servo di Yahvè- Paolo- Giovanni) chiamati a testimoniare e servire il Signore. Caratteristica comune è che tutti loro incontrano ostacoli e oppositori che li conducono ad una morte violenta nel tentativo di farli tacere (ma muore il testimone, non la testimonianza che è arrivata fino a noi).

– Tutto ciò ci ricorda come “la fede non ci mette al riparo dalla vita, non ci protegge dalle difficoltà come fosse una sorta di assicurazione: ieri come oggi Dio chiama delle persone, assicura la sua presenza, ma non elimina le ostilità e i problemi che da questa vocazione possono derivare. Ieri come oggi l’annuncio della Parola e la testimonianza del vangelo” insieme al consenso trova e provoca “spesso una reazione di rifiuto nei confronti del messaggio. Chi si sente minacciato nei suoi privilegi o disturbato dalla messa in discussione del suo modo di vedere le cose, facilmente se la prende con il profeta di turno e cerca di screditarlo o di chiudergli la bocca” (D.Scaiola).

– Questo discorso torna fortemente alla ribalta pensando ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il Papa nella sua rinuncia a parlare all’università La Sapienza di Roma.

– E’ inevitabile condannare l’intolleranza di chi, in nome della libertà, vieta ad una persona (che fra l’altro nelle università ha insegnato per molti anni) di parlare. Il cristiano è pronto alle critiche e, non sarebbe la prima volta, alle persecuzioni, ma l’impegno di dialogare, di rendere AMABILE LA CHIESA , di comprendere le opinioni contrarie deve rimanere vivo!

– Torniamo alle letture e al Tempo Ordinario che abbiamo appena inaugurato: è questo il tempo per approfondire la conoscenza e seguire Gesù Cristo.

 – Chi è Gesù Cristo?

* Nella1L Isaia ci dice che Lui (il Servo di Yahvè) è la LUCE del MONDO venuto per RIUNIRE e SALVARE.

– Abbiamo iniziato venerdì scorso la SETTIMANA di PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI (che fra l’altro celebra il suo centenario): di fronte allo scandalo della divisione tra fratelli che credono nello stesso Signore Gesù siamo chiamati a PREGARE INCESSANTEMENTE, a far nostra la missione di Gesù stesso: UNIRE e ILLUMINARE le genti perché possano trovare SALVEZZA (perché vivendo nel buio e nella divisione siamo destinati a perdere il senso della nostra vita che è quello di lasciarci amare e di riamare a nostra volta Dio e i fratelli).

 * Giovanni è il testimone che ha visto e ha testimoniato che Gesù è l’AGNELLO di DIO che toglie il peccato del mondo, il FIGLIO DI DIO, su cui lo Spirito è disceso come una COLOMBA.

AGNELLO e COLOMBA: 2 animali che evocano importanti fatti raccontati nell’A.T. (l’agnello il cui sangue libera dalla morte gli ebrei schiavi in Egitto, la colomba con il ramo d’ulivo la fine del diluvio e la possibilità, per la famiglia di Noè- vedi anche il carro di carnevale- di cominciare una nuova vita) e che ci indicano come Gesù sia colui a cui quegli eventi fanno riferimento.

 * S.Paolo infine ci dice che Gesù Cristo è colui che ci chiama e ci INVIA ai fratelli, santi per vocazione, perché possiamo essere suoi tramiti, suoi strumenti di grazia e pace.

– Al centro rimane tuttavia il discorso su COME VEDERE (e poi TESTIMONIARE) Gesù Cristo, vivo e operante in mezzo a noi.

– “Ciascuno di noi è arrivato alla fede perché ha incontrato dei TESTIMONI, delle persone anche molto semplici, che ci hanno fatto conoscere qualcosa del mistero di Dio. La testimonianza che noi abbiamo ricevuto è consistita forse in esempi, o in discorsi, si è tradotta in gesti semplici, attraverso i quali però abbiamo percepito qualche aspetto del mistero di Dio (D.Scaiola)”.

– Non possiamo esimerci dal testimoniare la fede, ma questo deve impegnarci ancor più a cercare di conoscere (= di vedere) Gesù Cristo per poi INDICARLO come ha fatto Giovanni: questo è il Figlio di Dio: questo pane conservato con cura, questa è la sua parola…).

– Chiediamo al Signore la grazia di avere occhi limpidi, liberi dalla suggestione del peccato e gli OCCHIALI della fede che ci facciano captare nel buio attuale i segni della sua presenza, che ci correggano le nostre miopie (che ci fanno vedere solo quello che abbiamo vicino, il contingente, il transitorio  e non ci permettono di guardare oltre). Alleniamoci in questo tempo ordinario, domenica dopo domenica, a scorgere la presenza di Gesù e a indicarla agli altri (senza paura di non essere noi al centro dell’attenzione).

O Dio,
dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare;
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare;
la saggezza per distinguer le une dalle altre.
Concedimi di vivere un giorno alla volta,
assaporare un momento per volta,
accettare le prove come un sentiero verso la pace;
prendere, come Gesù ha fatto,
questo mondo di peccato così come è,

e non come io lo vorrei;
credere che Egli opererà tutto bene
se io mi arrenderò alla sua volontà.
Fa’ che io possa essere abbastanza felice

in questa vita
e sommamente felice in quella eterna,

con Lui per sempre. Amen.
(Reinhold Niebuhr).

20 gennaio: II Domenica del Tempo Ordinarioultima modifica: 2008-01-17T14:50:00+00:00da borgosotto
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