Jovanotti, Fango e Quaresima: video, testo e commento

MUSICA e PASTORALE (a cura di don Bigatti)

LA QUARESIMA : TEMPO DI RISCOPERTA DELLA PROPRIA VERA ESSENZA “TRA GRAZIA E CADUTA”

VIDEO: FANGO di Jovanotti

Per la Quaresima di quest’anno propongo una bellissima canzone dell’ultimo cd di Jovanotti.

Inizia con alcune parole che chiaramente possono rimandare a molteplici significati, se riferiti a Dio: “Io lo so che non sono solo anche quando sono solo”.

La canzone mostra che la vita dell’uomo è piena di segni, gesti, parole e avvenimenti che la rendono grande e meravigliosa, ma nello stesso tempo il cuore dell’uomo può anche morire in se stesso quando si diventa insensibile a tutto e a tutti (…ma l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente…) Non è forse il rischio della nostra società contemporanea che anestetizza le emozioni proponendo surrogati di vita nelle esistenze da “Grande fratello”?

La vita dell’uomo è una commistione tra il cielo e il fango, tra tutto ciò che sa di eterno e di divino e le cadute, gli errori e le fragilità. (…e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango)

Come non ritrovare rimandi al simbolo austero delle Ceneri, che posto sul capo all’inizio della Quaresima dice tutta la fragilità dell’uomo e la grandezza di Dio che brucia ogni peccato nel Fuoco del suo Amore?

La testo infine invoca la capacità di vivere la vita in questo mondo in un modo diverso: saper perdonare, saper guardare all’altro con occhi diversi, smettere di giudicare l’altro ma riuscire portare i suoi stessi pesi… (ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio…)

La canzone ci presenta uno sguardo “misericordioso” e positivo sul mondo, pieno di realismo, ma anche di ciò che il cristiano chiama “Speranza”.
 

FANGO

Testo e musica di:LORENZO JOVANOTTI

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango

Jovanotti, Fango e Quaresima: video, testo e commentoultima modifica: 2008-02-14T09:40:00+00:00da borgosotto
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