Tettamanzi: “Siate più gentili e salutatevi”

di Susanna Marzolla

in “La Stampa” del 20 giugno 2008

«Buongiorno come sta?»; «Prego, si accomodi»; «Posso aiutarla?». Quante volte si sentono pronunciare queste frasi un po’ retrò, magari accompagnate da un sorriso? Poche, pochissime. Oggi è assai più facile incrociarsi senza neanche un saluto, trovare chi ti passa avanti in malo modo, vedere ragazzi seduti sull’autobus indifferenti all’anziano barcollante davanti a loro. Eppure quelle frasi e quei gesti sono il miglior modo per «rendere domestico un luogo anonimo» quali sono le nostre città. «Rispetto e gentilezza aiutano a umanizzare il territorio: quando si è disposti a fare un piacere gratuito, quando si dà volentieri la precedenza o si cede un posto, quando si coltivano sentimenti di fiducia più che di diffidenza».

Così scrive il cardinale Dionigi Tettamanzi nella sua lettera pastorale «Famiglia diventa anima del mondo» che spazia dalle «piccole cose», come i gesti di tutti i giorni, a temi più complessi. La convivenza nelle nostre città, ad esempio, «che sono – scrive l’arcivescovo di Milano, rifacendosi a definizioni bibliche – contemporaneamente Babilonia e Gerusalemme, luogo di vita attiva, intreccio di relazioni fitte e audaci. In esse coesistono miseria e benessere, esibizione di ogni spettacolarità e nascosta sofferenza». Non è facile viverci, tantomeno costruire una famiglia e farci crescere i figli.

A partire dal lavoro dove «una situazione diffusa di precarietà è uno dei problemi più difficili e pesanti da sopportare e gestire per una famiglia, perchè genera ansia e insicurezza». Insicurezza aggravata dal problema della casa, in particolare a Milano che sta diventando «una città di case senza abitanti e di abitanti senza casa». «Darle in locazione a prezzi accessibili» chiede il cardinale; rivolgendosi «innanzitutto alle comunità parrocchiali, agli istituti religiosi, alle famiglie» ma anche «a chi investe in patrimoni immobiliari, li gestisce o comunque ne trae frutti». Chi tra tante difficoltà riesce comunque a costruirsi un’esistenza solida vive poi in un clima di chiusura, in una «cultura della difesa» che dalla «richiesta di garanzie per la propria sicurezza» sconfina «nell’intolleranza ed esclusione di persone soltanto perchè appartenenti a una determinata etnia o gruppo sociale». Invece, ricorda Tettamanzi, «la terra è di Dio ed è luogo dove le popolazioni si incontrano». Perciò occorre aprirsi: «Oggi l’incontro arricchente, anche se non privo di problemi, è molto spesso quello con etnie, lingue, tradizioni, religioni e abitudini differenti».

Il primo e più importante luogo di questo incontro è la scuola. Famiglie e istituzioni devono collaborare perchè «questa esperienza di inserimento sociale e di integrazione sociale, spesso di non facile e immediata comprensione, è necessaria, per il bene, attuale e futuro, di tutti». In questa visione aperta, interculturale del mondo Tettamanzi individua in internet il mezzo di comunicazione per accellenza. Lui che ha scelto di predicare anche su YouTube, sollecita le famiglie a «educare i figli all’uso responsabile di internet», poichè «equivale a educare pressochè a tutti gli strumenti».

Internet infatti «rappresenta la sintesi del “vecchi mass media” tradizionali» ed è per questo «molto efficace ed attraente per gli adolescenti e i giovani». Da preferire alla tv che è stato sì «strumento prezioso di comunicazione culturale» ma ora fa passare «attraverso programmi di grande ascolto modelli di famiglia e di vita molto discutibili». Dice questo il cardinale, ricordando la vana attesa di «una più alta qualità della produzione televisiva». Viva il computer collegato con il mondo, quindi, assieme all’«antico e prezioso strumento della lettura: il libro».

Tettamanzi: “Siate più gentili e salutatevi”ultima modifica: 2008-06-21T08:33:01+00:00da borgosotto
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