Chiesa 2.0 Il boom di internet in parrocchia

Fonte: Avvenire, 18.1.09

di Vincenzo Grienti
P
escatori di uomini sì, ma nella Rete delle reti, evitando di rimanere intrappolati però nei meandri di internet. Con più di duemila anni di storia e il Vangelo da annunciare al mondo la Chiesa e la sua missione salvifica potrebbe sembrare distante dal
world wide web, un ambiente virtuale ed elettronico che ha avuto la sua ampia diffusione popolare non più di quindici anni fa. Eppure andando sui browser e nei motori di ricerca si scopre che on line c’è una marea di pagine personali, blog, siti parrocchiali, di associazioni e movimenti che crescono di giorno in giorno confermando come il cristianesimo nelle diverse fasi storiche, compresa quella che stiamo vivendo, si è sempre incarnato e inserito nelle culture del suo tempo.
  In Italia fino al marzo 2008 il numero di siti cattolici ha raggiunto quota 12mila secondo la lista curata da Francesco Diani. Di questi il 24,2 per cento sono riconducibili a siti di comunità parrocchiali mentre il 20 per cento ad associazioni e movimenti, il 7 per cento ai siti personali. Un dato che conferma la ricerca dell’Università di Perugia condotta da Paolo Mancini, docente di sociologia della comunicazione, su un campione di 1338 persone: quasi l’ 86 per cento delle parrocchie italiane posseggono un computer e nel 70 per cento dei casi esiste una connessione a internet; circa il 62 per cento delle comunità parrocchiali ha un indirizzo di posta elettronica e « ciò avviene nonostante l’età piuttosto avanzata della maggior parte dei parroci italiani – dice la ricercatrice Rita Marchetti che ha collaborato all’indagine –. Basta pensare che quasi il 50 per cento
di essi ha più di sessant’anni » .
  La ricerca che verrà presentata al convegno « Chiesa in rete 2.0 » promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della Cei, che si terrà a Roma domani e martedì 20 gennaio e a cui interverranno, tra gli altri, Leticia Soberón, del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, Francesco Ognibene, giornalista diAvvenire, Adriano Fabris, docente di Filosofia morale all’Università di Pisa, Paolo Mancini, docente di Sociologia della comunicazione all’Università di Perugia.
  Per Daniel Arasa, docente di struttura dell’informazione e comunicazione digitale presso la Pontificia Università della Santa Croce, « qualsiasi istituzione che desideri trasmettere una sua immagine pubblica d’accordo con l’identità di se stessa, non può fare a meno dell’uso di internet e, concretamente, di avere un sito web » . Il problema quindi, secondo Arasa, che è autore di
Church
 communications through diocesan websites. A model of analysis,
non è tanto se avere un sito web oppure non averlo, ma quale tipologia di sito costruire. « Il web 2.0 – aggiunge – ha fatto sì che questi elementi siano sottomessi ad una nuova dinamica: alla diffusione dell’informazione si sono aggiunti lo scambio e il feedback » . È il caso del sito , più di un semplice blog curato da Luca Paolin, che fa parte della comunità virtuale promossa da alcuni insegnanti di religione. Ad oggi raccoglie più di cento membri attivi in tutta Italia all’indirizzo sito offre spunti e suggestioni dall’attualità, aree di documentazione e link di approfondimento. Si propone come una raccolta di strumenti utili e segnalazioni per una didattica della religione in stile web 2.0. Il sito de La vita cattolica di Udine  () è un esempio di convergenza cooperativa, perché il settimanale della diocesi si integra con la radio e il sito dell’arcidiocesi stessa, mentre su , il sito internet istituzionale della diocesi siciliana, è possibile percorrere un itinerario multimediale delle Chiese barocche. Nel portale dell’arcidiocesi di Napoli () invece le parrocchie hanno un’area a loro dedicata in cui comunicare gli orari delle Messe, gli incontri delle varie pastorali, le date dei pellegrinaggi e dei ritiri spirituali.
  « Parrocchie Map » permette inoltre di cercare la parrocchia più vicina alla propria abitazione. Il portale ha infatti lo scopo di collegare in rete il tessuto di parrocchie e realtà ecclesiali della diocesi partenopea.
  n impegno, quello di essere presenti su internet, che mette in evidenza come la Chiesa abbia accettato dal Concilio Vaticano II, con la pubblicazione del decreto
Inter Mirifica, le sfida provenienti dai mezzi di comunicazione e in seguito anche dei nuovi media.
  « Non basta usarli per diffondere il messaggio cristiano, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa nuova cultura creata dalla comunicazione moderna » scriveva nella
Redemptoris missio Giovanni Paolo II. Nel ’ 99 il convegno promosso dalla Cei ad Assisi, « Chiesa in rete. Nuove tecnologie e pastorale » , testimoniava un interesse per le nuove tecnologie applicate alla comunicazione e alla trasmissione del Vangelo. A Milano, nel 2002, l’Università Cattolica prese spunto dalla 36esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che aveva come tema Internet: un nuovo forum per proclamare il Vangelo,
 puntando ad accendere i riflettori sul fenomeno internet come un nuovo
forum, nel senso attribuito a questo termine nell’antica Roma, cioè di uno spazio pubblico dove si conducevano politica e affari, dove si adempivano i doveri religiosi, dove si svolgeva gran parte della vita sociale della città e dove la natura umana si mostrava al suo meglio e al suo peggio. Il 22 febbraio 2002 il Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali pubblica La Chiesa e internet e Etica in internet. Due documenti utili per orientarsi nel mare del web, così come il Direttorio sulle comunicazioni sociali della Cei. Infatti, per quanto potenti ed affascinanti possano essere questi nuovi strumenti occorre comprendere che restano in mano all’uomo e alla sua responsabilità. Allora anche internet diventa terreno di scontro tra bene e male, dibattito tra entusiasti e critici, tra verità e menzogna, spazio di dialogo, di contatto, di relazioni umane, di incontro tra culture, ma anche strumento di frodi e di abusi. Per questo risulta interessante e c’è attesa per il messaggio di Benedetto XVI in occasione della 43esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2009, sul tema « Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia » . Tema su cui riflettere anche per via dell’espansione dei social network, ossia di quelle « reti sociali » che hanno traghettato il web in una nuova fase: il web 2.0.
 Quasi l’86 per cento delle parrocchie possiede un computer e nel 70 per cento dei casi è connesso alla Rete. Il 62 per cento delle comunità ha un indirizzo di posta elettronica. Nonostante l’età avanzata dei parroci

<>L’ACCORDO
 Google mette in Rete ( e su YouTube) parole e immagini di Benedetto XVI

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La Santa Sede stringerà accordi di collaborazione con Google per favorire la fruizione diretta delle parole e delle immagini del Papa su Internet. Il contenuto di tali accordi sarà illustrato venerdì in una conferenza stampa dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi e da Henrique de Castro, managing director media solutions di Google. L’incontro con i giornalisti è convocato in occasione della presentazione del messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, dal titolo « Nuove tecnologie, nuove relazioni.

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