Chiesa, troppe leggende nere

Da Pio XII «papa di Hitler» ai Vangeli manipolati: lo storico tedesco Michael Hesemann smaschera le falsità anticristiane.

 
 
 
 
 

L’imbarazzo è solo nella scelta, ora che l’anti-cattolicesimo è diventato à la page con i successi di Dan Brown e l’anti-clericalismo ha assunto toni colti con i tomi di Corrado Augias. Ma per Michael Hesemann, storico tedesco, è ora di rilanciare la palla nel campo delle critiche prevenute alla Chiesa e smascherare l’anti­cattolicesimo, «l’antisemitismo degli intellettuali». Hesemann, già autore di un saggio sull’iscrizione della croce di Cristo, Titulus Crucis, che fece discutere gli esperti, torna ora in libreria con Contro la Chiesa. Miti, leggende nere e bugie (San Paolo, pp. 374, euro 28). Qui lo studioso di Düsseldorf sviscera le leggende nere sul conto dei cattolici lungo gli ultimi due millenni di storia.

 

          Le stragi delle Crociate, le violenze dell’Inquisizione, la caccia alle streghe, Pio XII come il Papa di Hitler. Qual è, tra queste, l’accusa più inverosimile rivolta alla Chiesa?

«La leggenda nera che ancora causa un danno considerevole è la pretesa che Pio XII fosse il Papa rimasto silenzioso durante l’Olocausto oppure il Papa di Hitler. Non si può immaginare una peggior distorsione della verità. Prima di diventare Pio XII, Eugenio Pacelli fu nunzio vaticano a Monaco e Berlino, fu testimone dell’ascesa al potere di Hitler. Come Segretario di Stato della Santa Sede portò avanti i negoziati per il Concordato con i nazisti nel 1933. Quest’uomo ­diventato papa nel ’39 – conosceva Hitler e i nazisti, ne era disgustato fin dall’inizio. Egli definì il nazismo la più grande eresia del nostro tempo e bollò Hitler come una persona fondamentalmente cattiva».

Chiesa, troppe leggende nereultima modifica: 2009-09-14T08:19:29+00:00da borgosotto
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