Pazienti gesti d’unità dal successore di Pietro

di Salvatore Mazza, AVVENIRE 20.10.09

Passo dopo passo, “perché tutti siano uno” 

Potenzialmente, una rivoluzione che potrebbe cambiare il volto della Comunione anglicana così come l’abbiamo conosciuta fino a oggi. Con centinaia di migliaia di credenti – ma qualcuno dice milioni – che potrebbero passare da Canterbury a Roma. Un’emorragia di parrocchie e intere diocesi difficile, al momento, da calcolare, ma comunque di certo ampio. Tanto da far già parlare, sulle rive del Tamigi, di «resa» del primate Rowan Williams di fronte alle questioni che per oltre vent’anni hanno scavato fino a lacerare il tessuto connettivo dell’anglicanesimo: l’ordinazione delle donne, e l’accesso all’episcopato ancora delle donne, e di omosessuali dichiarati e conviventi. In realtà – anche in attesa di conoscere nel dettaglio cosa prevede la Costituzione apostolica, annunciata ieri, che consentirà il rientro nella piena comunione con Roma delle comunità anglicane che vorranno richiederlo – la situazione è molto più complessa, e significativa, di quanto possa apparire in un primo momento. E coinvolge da un lato il futuro della Comunione anglicana e, dall’altro, la visione ecumenica di Benedetto XVI. Il quale, in assoluta coerenza con quanto dichiarato nella sua prima omelia da Pontefice, ha impresso al cammino per l’unità un’accelerazione davvero impressionante.

Pazienti gesti d’unità dal successore di Pietroultima modifica: 2009-10-22T11:06:10+00:00da borgosotto
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