A margine dell’ultima «piazzata»

di Roberto Beretta | 21 maggio 2010

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Quando i cattolici scendono in piazza l’apologetica di contrattacco non manca mai: come se ci fosse sempre bisogno di un «nemico» (un complotto) cui replicare

Si è appena consumata l’ultima «piazzata» cattolica (anzi, del cattolicesimo italiano) e quindi non si fa danno a nessuno – soprattutto a quanti hanno organizzato il 16 maggio la giornata romana di solidarietà col Papa – se ci permettiamo qualche osservazione critica.

Uno. Tutti sanno i rischi insiti nelle manifestazioni di massa, che nella loro speciale retorica comprendono anche la compiacenza del contarsi («Avete visto quanti siamo?») e la tentazione della prova di forza. Il mondo cattolico – dai «baschi verdi» di geddiana memoria fino all’ultimo Family Day «elettorale» – ha già abbondantemente dimostrato di non saper affatto sfuggire a tale rischio.

Due. Stare accanto al Papa in un momento difficile sta bene, anzi benissimo; ma per dimostrare affetto in genere si usa una carezza: non si fa il braccio di ferro… Invece quando i cattolici scendono in piazza l’apologetica di contrattacco non manca mai: come se ci fosse sempre bisogno di un «nemico» (un complotto, un assedio) cui replicare a suon di truppe cammellate di movimenti & diocesi.

Tre. È palese quanto il genuino voler bene al Papa di tanta gente si presti purtroppo ad essere strumentalizzato (magari anche inconsciamente) dal trionfalismo ecclesiastico. Il presidente della Cei Bagnasco, in una recente intervista, dedicata proprio all’evento del 16 maggio, ha dichiarato: «Il rapporto degli italiani con la Chiesa è genetico»… Ma per piacere! Sembra di sentire il vecchio ritornello della «Francia figlia primogenita della Chiesa»: e – guarda caso, o (meglio) vendetta della storia ­- oggi Parigi è l’avanguardia della secolarizzazione in Europa!

Quanto meno trionfalista (e più cristiano) il monito che solo poche ore dopo lo stesso Papa lanciava a Lisbona: «Spesso ci preoccupiamo affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista». Che stesse alludendo proprio all’Italia?

A margine dell’ultima «piazzata»ultima modifica: 2010-05-22T18:06:44+00:00da borgosotto
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