Bilancio di un papato

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Sta avendo una grande eco il libro di Marco Politi, Joseph Ratzinger. Crisi di un papato (Laterza). Anche all’estero. Forse, perché fa un’analisi critica globale dell’attuale “governo cattolico” che non si incaglia nella polemica spicciola e allo stesso tempo si distanzia dai toni sempre encomiastici e triofalistici di certa pubblicistica ecclesiale.

Così, Politi, sul profilo di Benedetto XVI:

Joseph Ratzinger è una personalità interessante. Un pensatore, un predicatore. Nel privato non è affatto così rigido come affermano certi stereotipi. 
Per esempio sostiene che se un prete è sinceramente innamorato di una donna ed è convinto di formare con lei una coppia solida, allora è giusto che segua questa strada. 

Ma Benedetto XVI è anche un temperamento solitario, monacale, che non sembra avere il piglio del governante, del leader di un’istituzione che conta un miliardo e cento milioni di fedeli. 

Di sicuro non aveva l’ambizione di fare il pontefice. Sono stati i cardinali più conservatori e gruppi come l’Opus Dei a spingerlo. Manca nel suo pontificato una visione geopolitica. 

C’è il desiderio profondo di fare rivivere la fede, ma senza fare quelle riforme di cui la Chiesa ha bisogno. 

Ratzinger inoltre ha un numero infinitamente più ristretto di contatti di quanti ne avesse papa Wojtyla. E questo si sente.

Il “peccato” più grande di questo pontificato è che in Vaticano si discute poco, si dibatte poco sulle scelte strategiche da fare.

Non è possibile guidare in maniera solitaria una realtà mondiale come il cattolicesimo.

Alcuni passaggi del libro sono stati riportati dal Fatto Quotidiano.

Bilancio di un papatoultima modifica: 2011-12-22T14:54:06+00:00da borgosotto
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