Il 2011 di papa Benedetto

di John Thavis | 31 dicembre 2011 http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=689

Il riassunto dell’anno di Ratzinger nel bilancio tracciato dal vaticanista dell’agenzia di informazione dei vescovi degli Stati Uniti.

 

Anche quest’anno propongo su Vino Nuovo, in una mia traduzione, la mirabile sintesi del 2011 di papa Benedetto XVI tracciata dalla penna – o meglio, dalla tastiera – di John Thavis, «vaticanista» americano di rara sensibilità e misura, per le pagine web del Catholic News Service, l’agenzia di stampa della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti.

Ma quest’anno c’è un motivo in più per ascoltare John: tra un mese esatto lascerà a Francis X. Rocca l’incarico di responsabile dell’ufficio di corrispondenza a Roma del Catholic News Service, per fare ritorno nel suo Minnesota. Thavis è stato a capo di quell’ufficio per quindici anni, guadagnandosi la stima di tutti i colleghi che popolano la Sala stampa della Santa Sede e molti pubblici riconoscimenti, tra i quali sicuramente il più importante consiste nell’essere stato compreso tra i 14 «vaticanisti» che su richiesta di Giovanni Paolo II stesero i testi delle meditazioni della Via Crucis al Colosseo del 2002.

Credo che il modo migliore di dirgli arrivederci (nell’era di Internet, il Minnesota non è poi così lontano) sia riferire a lui le parole che un altro grande giornalista religionista anglosassone, John Wilkins, scrisse al momento di lasciare, nel 2004, la direzione del settimanale cattolico inglese The Tablet: «Servire questa Chiesa come giornalista cattolico significa a volte pensare per la Chiesa, oltre che con la Chiesa. Quando ho cercato di farlo, è stato con timore e tremore, che è il solo modo in cui si possa adempiere a questo compito: solo per tentativi, e disponibili a cambiare».(Guido Mocellin)

Un incontro interreligioso ad Assisi, un nuovo libro su Gesù di Nazaret e il lancio di un sito web sfiorando un iPad sono le principali immagini del 2011 di papa Benedetto XVI.

Sebbene nell’anno vi sia stato un ulteriore taglio delle udienze private, questo papa ottantaquattrenne si è nuovamente espresso in dodici mesi intensi e produttivi, incontrando privatamente più o meno 400 leader ecclesiali e civili, rivolgendosi a più di 180 gruppi e presiedendo circa 40 liturgie pubbliche.

Ha viaggiato in Croazia, Spagna, Germania e Benin, disseminando la strada di sessanta discorsi. Le catechesi settimanali in Vaticano, cui hanno partecipato circa mezzo milione di persone, sono consistite in una serie di riflessioni sui grandi maestri della Chiesa e sulla preghiera, in linea con quel «ritorno ai fondamenti» che ha tipicamente segnato il suo pontificato.

La riduzione degli incontri e l’introduzione di una pedana mobile per il suo ingresso nella basilica di San Pietro hanno alimentato qualche speculazione intorno alla salute del papa. Gli osservatori che gli sono più vicini dicono che, come la maggior parte degli ottantenni, il pontefice oggi è più facile a stancarsi, ma che non ha alcun grave problema di salute.

L’anno 2011 ha visto la piena messa a fuoco di due dei temi più cari a papa Benedetto: la nuova evangelizzazione e la libertà religiosa. Egli ha sempre più legato le due questioni, dicendo ai vescovi che entrambi questi compiti richiedono una coraggiosa affermazione della verità in contesti talvolta ostili.

Non vi è da dubitare che il papa abbia i «suoi» più bei ricordi dell’anno che si sta concludendo. Dal punto di vista giornalistico, ecco la lista dei «dieci momenti» del 2011 che più degli altri sono sembrati cogliere il nocciolo di Benedetto XVI:

  1. In ottobre, il papa ha convocato un incontro interreligioso ad Assisi, in Italia, ma vi ha impresso una sua personale svolta: ha invitato quattro eminenti non credenti, e ha dato la possibilità a una di loro di prendere la parola nel corso dell’evento. Questo per sottolineare la sua convinzione che la nuova evangelizzazione deve oltrepassare i confini tradizionali della Chiesa.

  2. In agosto, quando un temporale ha minacciato di troncare la veglia della Giornata mondiale della gioventù a Madrid, il papa sarebbe stato libero di ritirarsi ma ha scelto di rimanere. Quando la pioggia è finita, una folla di un milione e quattrocentomila persone fradicie si è inginocchiata ad adorare l’eucaristia. E questo segno deve averlo profondamente impressionato.

  3. In maggio, ha beatificato Giovanni Paolo II nel corso di una messa cui partecipava un milione di persone: la più grande folla che si fosse vista in Vaticano dal tempo dei funerali del precedente papa, nel 2005.

  4. Con la pubblicazione del secondo volume di Gesù di Nazaret, in marzo, ha offerto ai lettori «la Passione di Cristo» secondo il papa. Il libro presenta Gesù non come un politico rivoluzionario o un semplice maestro di morale, ma come il figlio di Dio che ha inaugurato una nuova via di salvezza basata sulla forza dell’amore.

  5. In ottobre, incontrando alcuni esperti della nuova evangelizzazione, il papa ha annunciato che avrebbe indetto uno speciale «Anno della Fede» nel 2012-2013, per aiutare la Chiesa a rinnovare il proprio impulso missionario. L’iniziativa ha ribadito la convinzione del papa che i cattolici abbiano bisogno di conoscere meglio la propria fede, per poterla poi condividere con gli altri.

  6. Nel corso del primo di una serie di discorsi ai vescovi degli Stati Uniti in visita ad limina, a fine novembre, il papa ha detto che la risposta alle sfide di una cultura secolarizzata richiede per prima cosa la ri-evangelizzazione degli stessi membri della Chiesa. Ha anche esortato i vescovi a parlare in pubblico «umilmente ma insistentemente in difesa della verità morale» su questioni come il matrimonio – un tema che senza dubbio rimarrà in primo piano nel corso del prossimo anno elettorale.

  7. Il viaggio che il papa ha fatto in settembre in Germania, suo paese natale, si è rispecchiato nel suo discorso al Bundestag, il parlamento nazionale, dove ha difeso con forza il ruolo del cristianesimo nella promozione e nella protezione della giustizia sociale. Ma ancor più notevoli sono stati i suoi fermi rilievi al laici cattolici tedeschi. Ha detto loro che la Chiesa in Germania è «organizzata in modo ottimo», ma manca di forza spirituale; la nuova evangelizzazione, ha detto, dovrà fare affidamento non tanto sulle grandi strutture ecclesiali, ma su quanto le piccole comunità cattoliche e le singole persone riusciranno a condividere le loro esperienze di fede.

  8. In un discorso sulla dottrina sociale della Chiesa, pronunciato in maggio, papa Benedetto ha criticato con forza gli squilibri globali tra ricchi e poveri, e ha puntato il dito contro il sistema finanziario internazionale, che «è tornato a praticare con frenesia dei contratti di credito che spesso consentono una speculazione senza limiti». Nel corso dell’anno, ha costantemente messo in discussione il consumismo su cui si reggono le moderne economie, e le sue devastanti conseguenze per l’ambiente.

  9. In Croazia, in giugno, il papa ha guidato una veglia di cinquantamila giovani nella piazza principale di Zagabria, che rimarrà memorabile per una cosa: il quasi assoluto silenzio di un lungo momento di preghiera. Papa Benedetto ha insistito sull’importanza del silenzio per la riflessione spirituale, e ha perfino posto il tema del silenzio al centro del suo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2012.

  10. Quel tocco sull’iPad che ha lanciato, in giugno, il nuovo portale di notizie online del Vaticano è stato chiaramente una messa in scena, per un papa che ancora scrive i documenti a mano. Ma anche se rimane esitante a sostituire il contatto umano diretto con le relazioni virtuali, papa Benedetto XVI è molto impegnato a usare le risorse digitali – compresi i social networks – per diffondere il Vangelo. Come ha detto a un suo collaboratore che gli proponeva di comparire su YouTube: «Voglio essere presente ovunque si trovano delle persone».

Il 2011 di papa Benedettoultima modifica: 2012-01-07T11:05:16+00:00da borgosotto
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