Le buone notizie oscurate dagli intrighi

Fughe di documenti, complotti, lotte di potere: le cronache vaticane parlano solo di questo. E così non vedono che nel frattempo accadono altre cose. Non cattive ma buone. Proprio quelle volute dal papa

 di Sandro Magister, http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350171

ROMA, 16 febbraio 2012 – Domani, vigilia del quarto concistoro del suo pontificato, Benedetto XVI riunirà attorno a sé tutti i cardinali per una giornata “di riflessione e di preghiera” su un tema molto elevato: “L’annuncio del Vangelo oggi”.

Tra i cardinali ci saranno anche Darío Castrillon Hoyos e Paolo Romeo, cioè i due porporati finiti nei giorni scorsi al centro di un caso che elevato non è, originato dal resoconto anonimo di un colloquio tra Romeo e alcuni interlocutori cinesi dal quale costoro avrebbero ricavato la sensazione “che sia in programma un attentato contro il Santo Padre”.

Entrato in possesso di questo resoconto anonimo – zeppo di considerazioni sui conflitti di potere in Vaticano e sull’elezione del papa futuro –, all’inizio di gennaio il cardinale Castrillon Hoyos lo consegnò alla segreteria di Stato. E il 10 febbraio l’intero suo testo apparve sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”:

> “Strettamente confidenziale per il Santo Padre”

Difficile pensare che la “riflessione” dei cardinali col papa non risenta dei contraccolpi di questo e di altri ben più attendibili documenti, inopinatamente filtrati all’esterno e divenuti pubblici, che gettano sul governo centrale della Chiesa cattolica una luce sinistra.

Mercoledì prossimo, giorno d’inizio della Quaresima nel rito romano, Benedetto XVI imporrà inoltre le ceneri sul capo di vari cardinali residenti a Roma. E la settimana successiva prenderà parte con i capi di curia a un ritiro spirituale predicato da un cardinale fatto venire opportunamente da lontano, dal Congo, l’arcivescovo di Kinshasha Laurent Monsengwo Pasinya.

Ma, visto ciò che accade, appare improbabile che questi pii esercizi basteranno a purificare l’aria malsana che si respira oggi nella curia vaticana.

Lo scorso 28 gennaio, una riunione dei capi dicastero di curia finalizzata a studiare come elaborare e pubblicare i documenti vaticani senza più gli infortuni che ne avevano costellato la storia recente era finita con tanti buoni propositi, compreso quello di meglio difendere la segretezza degli archivi.

Ma appena pochi giorni dopo, le fughe di documenti non solo sono ricominciate, ma si sono moltiplicate in più rivoli e con i peggiori effetti. E nulla fa presagire che l’emorragia sia finita.

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Nel commentare queste fughe di documenti e l’ondata di discredito che esse gettano sul Vaticano e sulla Chiesa, il numero uno dei vaticanisti americani, John L. Allen del “National Catholic Reporter”, ha tratto due considerazioni.

La prima fa riferimento al caso di monsignor Carlo Maria Viganò, il nunzio negli Stati Uniti del quale sono divenute pubbliche due lettere al papa e al cardinale Bertone piene d’accuse contro vari dirigenti di curia, accuse definite non fondate da un comunicato del governatorato della Città del Vaticano:

> Wikileaks in Vaticano. La replica del governatorato

Scrive Allen:

“Alcuni dei cardinali hanno già grosse questioni da affrontare a casa loro, e gli attuali intrighi vaticani non sono loro d’aiuto. Timothy Dolan di New York, ad esempio, è attualmente impegnato in una guerra all’ultimo stadio con l’amministrazione Obama, circa le regole assicurative [che obbligherebbero le associazioni cattoliche a pagare per i loro dipendenti anche i premi per i contraccettivi e l’aborto]. Sarebbe bello se un autorevole e ben sostenuto ambasciatore papale fosse sulla scena a Washington per aiutare a navigare in queste tensioni, ma ovviamente non è questo che accade”.

La seconda considerazione riguarda il concentrarsi dell’attenzione dei media sui soli intrighi, invece che su concomitanti eventi di Chiesa ben più di rilievo:

“I contraccolpi degli intrighi hanno messo in ombra quella che doveva essere  una coppia di buone notizie per il Vaticano. La scorsa settimana il Vaticano ha patrocinato un summit sugli abusi sessuali, avviando una risposta globale e preventiva e impegnando se stesso in riforme. Inoltre, proprio ora i dirigenti vaticani stanno muovendo mari e monti per portare le loro istituzioni ai livelli degli standard internazionali di trasparenza finanziaria. Probabilmente in nessun altro momento della sua storia il Vaticano è stato così impegnato a cooperare con corpi regolatori laici, esterni. In un normale circuito di notizie, dei servizi dedicati a questi fatti potrebbero ricalibrare le immagini del Vaticano e della Chiesa in una chiave positiva. Ma oggi come oggi essi rivaleggiano, e sostanzialmente perdono, con i racconti degli scandali”.

Alle due “buone notizie” richiamate da Allen se ne potrebbe aggiungere una terza:  l’evento internazionale su “Gesù nostro contemporaneo” promosso dalla conferenza episcopale italiana e ideato principalmente dal cardinale Camillo Ruini:

> Gesù nostro contemporaneo

> Italia, terra di missione

All’evento, che si è svolto a Roma dal 9 all’11 febbraio ed ha avuto tra i suoi momenti forti una memorabile lezione del teologo e vescovo anglicano Nicholas Thomas Wright sulla risurrezione di Gesù, hanno assistito 1800 persone attentissime, più altre migliaia che l’hanno seguito via web.

Ma proprio negli stessi giorni è esploso il caso del presunto “complotto delittuoso” contro il papa, che ha annullato l’impatto dell’evento sui media.

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Quanto alla prima delle due “buone notizie” richiamate da Allen e oscurate dagli intrighi curiali, www.chiesa ne ha riferito nel seguente servizio:

> La prima volta di Marie Collins

Questo simposio internazionale “Per la guarigione e il rinnovamento”, tenuto alla Pontificia Università Gregoriana con la partecipazione di alte autorità vaticane e dei rappresentanti di 110 conferenze episcopali e di oltre 30 ordini religiosi, è stata la prima grande iniziativa finora convocata in campo cattolico per affrontare su scala globale e coordinata il fenomeno degli abusi sessuali sui minori, con priorità assoluta data alla cura delle vittime.

Ed è stata anche la prima iniziativa di grande portata promossa dalla Chiesa cattolica non come reazione successiva e subalterna al montare delle denunce e dello scandalo, ma come azione preventiva. In concomitanza col convegno, è stato inaugurato a Monaco di Baviera un centro di formazione internazionale alla lotta contro gli abusi sessuali.

Tutto questo avviene per impulso di Benedetto XVI, fin dagli inizi del suo pontificato. E fa sì che la Chiesa cattolica – nonostante le sue riconosciute colpe e omissioni passate e presenti – sia ormai da considerarsi come l’istituzione più attiva al mondo nel contrastare il crimine degli abusi sessuali sui minori, nel “guarirne” le ferite e nel “rinnovare” i metodi di azione, molto più attiva e coerente di tanti organismi internazionali, governi, corti giudiziarie e corti mediatiche.

Inoltre – notizia anche questa passata in second’ordine –, il 10 febbraio, il giorno dopo la fine del convegno della Gregoriana, negli Stati Uniti si è conclusa con l’archiviazione, cioè con una clamorosa sconfitta, l’azione legale denominata “John Doe 16 v. Holy See” che puntava a incriminare anche la Santa Sede e lo stesso papa Benedetto XVI per gli abusi sessuali su minori compiuti da un sacerdote nel Wisconsin.

Il principale promotore dell’azione legale, l’avvocato Jeff Anderson, ha depositato la sua rinuncia a procedere per scongiurare l’ormai sicuro pronunciamento contrario della corte distrettuale del Wisconsin, che avrebbe pregiudicato il successo della stessa azione legale contro la Santa Sede e il papa presso altre corti.

Una dettagliata cronaca di questa importante svolta giudiziaria è in questo servizio della Radio Vaticana, con una dichiarazione dell’avvocato della Santa Sede negli Stati Uniti, Jeffrey Lena:

> Abusi su minori: archiviata causa contro Santa Sede

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Quanto poi alla seconda “buona notizia” richiamata da Allen e oscurata dagli intrighi, va detto che negli uffici della segreteria di Stato, nella Terza Loggia del Palazzo Apostolico, c’è un albo sul quale dal 26 gennaio è affisso un decreto d’urgenza, che introduce delle modifiche nella legge 127 dello Stato della Città del Vaticano.

La legge 127, emanata il 30 dicembre 2010 ed entrata in vigore il 1 aprile del 2011, riguarda la prevenzione e il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo:

> “Trasparenza, onestà e responsabilità”

Essa è la legge principale, ma non l’unica, che potrà consentire alla Santa Sede di essere ammessa nella “white list” degli Stati che hanno i più alti standard al mondo di trasparenza finanziaria.

Anche questo cammino di pulizia e di riordino delle finanze vaticane è stato ed è fermamente voluto da Benedetto XVI. Le indiscrezioni trapelate in queste settimane su modalità ed episodi di scorrettezza finanziaria rivelano appunto ciò contro cui si batte l’azione riformatrice in corso.

Le modifiche alla legge 127 incluse nel decreto d’urgenza del 25 gennaio sono anche l’effetto di un’ispezione di cinque giorni compiuta in Vaticano lo scorso novembre da una nutrita squadra di ispettori di Moneyval, l’organismo del Consiglio d’Europa che si occupa di valutare le procedure antiriciclaggio vigenti in ciascun paese.

Le modifiche apportate non sono ancora state rese pubbliche. Lo saranno quando il decreto d’urgenza che le include sarà trasformato in legge ordinaria, entro novanta giorni dalla data dell’affissione, previo esame della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Questa commissione ha come presidente il nuovo governatore dello Stato, l’arcivescovo e prossimo cardinale Giuseppe Bertello, e ha tra i suoi membri il cardinale Attilio Nicora, presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria, istituita anch’essa il 30 dicembre 2010 con un motu proprio di Benedetto XVI.

L’AIF – novità senza precedenti – ha poteri di controllo su ogni singola operazione finanziaria dei dicasteri della curia romana e di tutti gli organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede, compresi l’Istituto per le Opere di Religione, il governatorato e la stessa segreteria di Stato.

È già trapelato, ad esempio, che tra le modifiche introdotte alla legge 127 ci sono sanzioni più elevate per i trasgressori. L’AIF può punire ogni singola scorrettezza finanziaria di un organismo vaticano con multe fino a 2 milioni di euro.

Alcune delle modifiche alla legge 127 sono state anticipate dal vaticanista Andrea Gagliarducci in questo servizio su korazym.org del 1 febbraio:

> Il Vaticano migliora la legge antiriciclaggio

Mentre il loro senso generale è stato enunciato dal ministro degli esteri vaticano, l’arcivescovo Dominique Mamberti, su “L’Osservatore Romano” del 27 gennaio.

Altre modifiche tese a rendere le leggi vaticane ancor più rigorose e stringenti sono state inoltre anticipate nelle repliche del Vaticano alle accuse lanciate nei giorni scorsi da alcuni media sulla base di documenti giunti in loro possesso:

> Riciclaggio di denari? No, di accuse, dicono in Vaticano

Ad esempio, in una di queste repliche, quella del 9 febbraio, si legge testualmente che “l’articolo 28, comma 1, lett. b), del nuovo testo della Legge 127, modificato per Decreto del Presidente del Governatorato il 26 gennaio 2012, stabilisce che i soggetti sottoposti agli obblighi della medesima Legge (tra i quali lo IOR) devono eseguire ‘gli obblighi di adeguata verifica… quando eseguono transazioni occasionali il cui importo sia pari o superiore ad euro 15.000, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con una transazione unica o con più transazioni collegate'”.

Anche quando lo IOR opera su banche estere – soprattutto tedesche, come lo si accusa di fare “per sfuggire ai controlli dell’Italia” – è stato ribadito che “tutti i movimenti di denaro sono regolarmente tracciati ed archiviati”.

Quanto infine alle transazioni finanziarie precedenti il 1 aprile 2011, data dell’entrata in vigore della legge 127, è stato assicurato che “l’autorità giudiziaria vaticana ha il potere di indagare anche [su di esse], e ciò anche nel quadro della cooperazione internazionale con i giudici di altri Stati, inclusa l’Italia”.

Insomma, ha ragione Allen quando scrive che in materia finanziaria “probabilmente in nessun altro momento della sua storia il Vaticano è stato così impegnato a cooperare con corpi regolatori laici, esterni”.

Questo per quanto riguarda le “buone notizie”.

Mentre per quelle cattive, che oscurano non solo le buone ma la stessa luminosità di questo pontificato, vale l’intervista del cardinale Walter Kasper a Gian Guido Vecchi, sul “Corriere della Sera” del 13 febbraio 2012:

> Kasper: “C’è uno stile cattivo nella curia”

In essa Kasper dice tra l’altro:

“È un problema di mancanza di ecclesialità. Chi si presta a queste cose manca di lealtà nei confronti della Chiesa. Provoca confusione nel popolo cristiano. E questo proprio mentre c’è un papa che lavora per il rinnovamento della Chiesa: lui, che quando ha visto degli abusi, ha voluto fare ordine”.

Le buone notizie oscurate dagli intrighiultima modifica: 2012-02-19T09:33:36+00:00da borgosotto
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