Cattolici e politica: che cosa è non negoziabile?

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I “valori non negoziabili” hanno sicuramente un’eco meno vasta nel dibattito politico di oggi, sia per il cambio di governo sia per l’attuale prevalenza delle questioni economiche su quelle bioetiche. Il presidente della CEI Bagnasco, comunque, li ha riproposti come bussola per l’impegno politico dei cattolici nella sua relazione al forum di Todi (17 ottobre 2011). Lo si può cogliere in questo passaggio.

Oggi, dunque, la sensibilità generale è puntata in modo speciale sull’uomo nello sviluppo della sua vita terrena, e quindi sulle vie migliori per assicurare  giustizia sociale,  lavoro,  casa e salute,  rete accogliente e solidale,  pace: valori, questi e altri, che vanno a descrivere ciò che è chiamata “etica sociale”.

 Ma la giusta preoccupazione verso questi temi non deve far perdere di vista la posta in gioco che è forse meno evidente, ma che sta alla base di ogni altra sfida: una specie di metamorfosi antropologica. Sono in gioco, infatti, le sorgenti stesse dell’uomo: l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino. Proprio perché sono “sorgenti” dell’uomo, questi principi sono chiamati “non negoziabili”. Quando una società s’ incammina verso la negazione della vita, infatti, “finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono” (Benedetto XVI, Caritas in veritate, n. 28). Senza un reale rispetto di questi valori primi, che costituiscono l’etica della vita, è illusorio pensare ad un’etica sociale che vorrebbe promuovere l’uomo ma in realtà lo abbandona nei momenti di maggiore fragilità. Ogni altro valore necessario al bene della persona e della società, infatti, germoglia e prende linfa dai primi, mentre staccati dall’accoglienza in radice della vita, potremmo dire della “vita nuda”, i valori sociali inaridiscono. Ecco perché nel “corpus” del bene comune non vi è un groviglio di equivalenze valoriali da scegliere a piacimento, ma esiste un ordine e una gerarchia costitutiva.

C’è però un grosso problema, da un punto di vista esclusivamente politico, nel ricorso a questa formula. E’ il salto che viene operato dai valori alle norme, per cui a diventare non negoziabili di fatto sono state delle norme particolari, identificate come necessarie o inaccettabili: è il caso della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita, del disegno di legge sui DICO e della legge sul testamento biologico.

Queste norme, in momenti diversi, sono diventate delle vere e proprie trincee su cui si sono combattute battaglie politiche e culturali in cui la CEI è intervenuta con particolare energia per indicare ai cattolici una scelta di campo senza distinguo. Davvero i valori “stavano o cadevano” su queste leggi? Davvero ogni volta c’era una sola scelta possibile per garantire le “sorgenti dell’uomo”?

Io tendo a rispondere negativamente, perché sono convinto che il concetto di valori non negoziabili presenti delle ambiguità di cui bisognerebbe discutere. E’ quello che ho provato a fare in un editoriale per il sito Viandanti in cui spiego la mia predilezione per il concetto di “persone non negoziabili”.

Spostare l’accento dai valori alle persone, sul piano pratico significa spostarlo dalla difesa alla promozione, senza cercare tensioni e scontri quanto piuttosto la reciproca comprensione. Questo mi sembra, per portare un esempio positivo, l’orientamento che ha sempre guidato Carlo Maria Martini. Faccio cenno a lui per l’uscita di una sua raccolta di scritti sulla famiglia.

La parola di Martini continua a risuonare autorevole e a trovare ascolto anche ora che è malato e non ricopre più incarichi di prestigio, come quando era alla guida della diocesi di Milano. E’ facile fare audience solo quando si occupano posizioni importanti. Diverso è percepire un’autenticità che dipende dalla persona e non dal suo ruolo.

Cattolici e politica: che cosa è non negoziabile?ultima modifica: 2012-02-21T17:23:19+00:00da borgosotto
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