La rivoluzione di Benedetto

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VATICANISTA DE LA STAMPA, 27.2.12
Raramente sui mass media viene evidenziata la portata “rivoluzionaria” dell’attuale pontificato. In realtà, nella bimillenaria storia della Chiesa quello attuale verrà ricordato soprattutto come quello del ritorno alle radici, cioè ai dieci comandamenti e al Vangelo. Insomma, parole semplici, cariche di significato, con un’eco profonda nel cuore degli uomini di ogni epoca. “Non rubare”, “Non uccidere”. Precetti che ciascuno può recepire e far propri a prescindere dalle appartenenze culturali e sociali.Joseph Ratzinger, oltreché come 265° Papa, passerà alla storia come uno dei più importanti teologi del XX secolo. Da accademico e scrittore, il Pontefice teologo e pastore ha dedicato tutta la sua vita alla teologia e alla predicazione. E’ altamente significativo perciò che Benedetto XVI abbia indetto l’Anno della Fede. Oggi la Santa Sede ha reso noto  un documento dai toni netti segreteria del Sinodo che ha dedicato la sua riunione dei giorni scorsi alla prossima assemblea sinodale che avrà per tema la Nuova Evangelizzazione e si terrà a ottobre. I contenuti, di puro stampo ratzingeriano, configurano quasi un “mea culpa” della Chiesa universale, troppo incentrata nella sua missione su una prospettiva intellettualistica e sempre meno “evangelicamente” comprensibili dai fedeli.

Per questo occorre ripartire dalle fondamenta: dai dieci comandamenti e dal Vangelo. Un appello che suona anche come un forte invito alla conversione in un momento in cui la Curia romana è scossa dai conflitti tra cordate di cardinali e da scandali finanziari.Il documento  pubblicato oggi denuncia «l’infecondità dell’evangelizzazione attuale, anche in presenza di certi influssi della cultura attuale che rendono particolarmente difficile la trasmissione della fede e rappresentano al contempo una sfida per i cristiani e per la Chiesa». Insomma, la crisi di fede che tanto preoccupa la Chiesa Cattolica rappresenta «anche una crisi di trasmissione della fede stessa». A tale proposito -l’indizione dell’Anno della Fede sarà “un’occasione propizia per approfondire il dono della fede ricevuto dal Signore per viverlo e trasmetterlo agli altri. Il luogo originario della trasmissione della fede è stato indicato nella famiglia, dove la fede viene comunicata ai giovani che nella esperienza di famiglia imparano sia il contenuto sia la prassi della fede cristiana».

La rivoluzione di Benedettoultima modifica: 2012-02-29T11:57:22+00:00da borgosotto
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