Festa della donna, sotto scacco è l’uomo

Costanza Mirianodi Raffaella Frullone, 7.3.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-festa-della-donnasotto-scacco–luomo-4722.htm

Domani è l’8 marzo. Costanza Miriano, giornalista al Tg3 e autrice del libro “Sposati e sii sottomessa”, 20 mila copie vendute in un anno, come ha pensato di festeggiare la donna?
«
No non festeggio, non credo ci sia bisogno di festeggiare. Se spegniamo la tv, chiudiamo i giornali e ci guardiamo intorno non mi pare che le donne abbiano bisogno di una giornata in cui avanzare rivendicazioni, anzi, mi sembra casomai di vedere che ad essere sotto scacco sia l’uomo… »

Ma come? Ogni giorni ci sono statistiche e studi che ci ricordano come le donne che ricoprono ruoli dirigenziali nel mondo del lavoro siano una percentuale minima rispetto ai loro colleghi maschi… e non solo…
«C’è questo piccolo particolare, che le donne fanno figli, capisco che possa seccare, ma al momento mi sembra difficile ovviare a questo inconveniente. Io attorno a me vedo due tipi di donne: da un lato ci sono quelle che hanno messo la famiglia in secondo piano, o ci hanno rinunciato, e non fanno difficoltà a fare carriera. Donne di successo ce ne sono, per esempio i miei superiori: il direttore generale della Rai e il direttore del Tg3 per cui io lavoro, ecco loro non mi sembrano discriminate, basta vedere il ruolo che ricoprono, ma non so esattamente come si siano organizzate sul piano personale. Dall’altro lato ci sono le donne che faticano a tenere insieme famiglia e lavoro, sono le mamme degli amichetti dei miei figli, che vorrebbero lavorare un po’ meno, o fare dei passi indietro nella carriera, per seguire meglio i figli, ma non possono farlo per motivi economici, oppure non ci riescono perché il mondo del lavoro, con le sue regole maschili, mal si adatta ad accogliere le esigenze familiari. E devo dire la verità, sono di pIù quelle della seconda categoria. Io capisco il desiderio di portare il proprio contributo nel mondo anche al di fuori della famiglia, capisco meno questo affanno nel pretendere o aspettarsi che la realizzazione debba necessariamente passare dal posto di lavoro, ma perché? Ci sono altri ambiti in cui le donne possono cambiare il mondo, oltre alla famiglia, sono le reti di relazioni sociali e solidali che sanno costruire e mantenere salde, perché fermarsi al cartellino da timbrare?»

Eppure anche tu ti cerchi tenere le due cose insieme, e le donne che non ce la fanno, o si sentono affannate nel barcamenarsi tra una riunione di lavoro e una con l’insegnante dei figli, non possono dunque sentirsi discriminate?
«Non in quanto donne, sono le mamme che fanno fatica a rispondere con la stessa energia a lavoro e famiglia, certo che è faticoso. E le cause vanno rintracciate a diversi livelli, da un lato ci sono le oggettive difficoltà economiche, gli stipendi di oggi sono così bassi che non mettono in condizioni le donne di scegliere, bisogna lavorare, e tenere tutto insieme non è possibile, banalmente anche per questioni di tempo. Non è vero, come vogliono farci credere, che la qualità del tempo con i figli è più importante della quantità, i figli hanno bisogno di genitori presenti, e sicuramente la mamma vuole esserci, così come sicuramente l’uomo è più pronto a scattare di fronte ad un’esigenza lavorativa. Casomai è la mamma a far fatica nel mondo del lavoro, le donne che non hanno figli non sono discriminate, se non forse nel fatto che il mondo del lavoro è costruito con logiche maschili: il dominio, la conquista, il potere, e ovviamente queste caratteristiche appartengono di più agli uomini. Non si tratta di discriminazione, o di una congiura, ma della natura…»

Nella nostra società il prendersi cura appare svilente, la donna che sta a casa con i figli sembra avere un valore minore rispetto a quella che lavora, ma anche prendersi cura dei genitori malati, o degli amici, o di chi ci sta intorno viene considerata un’attività secondaria, un passatempo, forse perché non monetizzabile, come siamo arrivati a questo punto?
«Innanzitutto c’è il peccato originale e poi naturalmente l’ideologia femminista, così potente da indurre noi donne a chiamare diritto una cosa contro natura, come l’omicidio del nostro bambino mentre è nel grembo. Da qui ogni valore può essere capovolto, eppure a dimostrare che la maternità sia il centro della vita di ogni donna lo dicono le madri stesse, femministe, progressiste, di destra o sinistra, casalinghe o lavoratrici, che alla domanda: “Quale è stato il giorno più bello della tua vita?” rispondono all’unanimità “la nascita di mio figlio”. Basterebbe questo per raccontare le donne».

Cosa diresti alle donne che domani si aspettano un regalo da parte del proprio marito, o fidanzato?
«Che dovrebbero essere loro a farlo ai propri uomini. Il modo migliore di festeggiare la donna è quello di fare in modo che realizzi la sua vocazione prima, come ha detto l’allora Ratzinger nel 2004 nella Lettera sulla collaborazione tra uomo e donna: “la donna conserva l’intuizione profonda che il meglio della sua vita è fatto di attività orientate al risveglio dell’altro, alla sua crescita, alla sua protezione”. Allora domani ogni donna faccia questo regalo al proprio uomo, gli restituisca un’immagine positiva, metta da parte le critiche e le disapprovazioni, sulla lavastoviglie caricata male, sulla spesa incompleta, non recrimini sui fiori mancati o sul ritardo, semplicemente accolga l’altro, l’uomo non resiste ad una donna docile e accogliente, questo sarebbe il regalo migliore per un uomo, ma anche per la donna, che può finalmente deporre le armi e smettere di essere in guerra con la propria natura».

Mica facile…
«Lo so, sto scrivendo un libro per questo, rivolto agli uomini in teoria, ma siccome gli uomini si sa non ascoltano i discorsi superiori alle otto parole, parlerò nuovamente alle donne proponendo loro di fare dei regali ai propri uomini, di farsi dono. L’uomo si innamora perdutamente quando ha al suo fianco una donna profondamente bella, che non borbotta, che non si lamenta, che non critica, una donna spiritualmente profonda, che lo faccia innamorare nella più completa liberta, una donna capace di accoglierlo in tutto. Quello che arriva in cambio è straordinario: dedizione totale e disponibilità al sacrificio da parte dell’uomo. Quale regalo migliore potremmo desiderare?»

Festa della donna, sotto scacco è l’uomoultima modifica: 2012-03-08T15:48:26+00:00da borgosotto
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