Cattolici a caccia di streghe

http://sperarepertutti.typepad.com/sperare_per_tutti/ 10.4.12

“Dio nessuno l’ha mai visto” – e nella cultura odierna Dio non gode di buona fama – “ma Gesù ce lo ha raccontato” (Gv 1,18). Gesù era umanissimo e ciò che aveva di eccezionale non era di ordine religioso ma umano. È con la sua umanità che egli, il Figlio di Dio e la Parola diventata uomo come noi, ci ha portato a Dio. Dopo la vita, morte e resurrezione di Gesù per un cristiano augurare “buona Pasqua” significa dunque affermare: “Vorrei dirti che l’amore vince la morte. Sia così per te, nella tua vita”.

E’ la conclusione di un articolo di Enzo Bianchi, pubblicato a Pasqua da La Stampa. Quello stesso giorno, ho riportato parte della sua omelia nella Veglia della notte.

Nelle scorse settimane, in rete, Enzo Bianchi è stato accusato – sulla base di una frase estrapolata da una meditazione apparsa su Avvenire – di negare la divinità di Gesù e di essere pertanto eretico. L’accusa è stata rilanciata da alcuni siti e blog, già in passato ostili al priore del monastero di Bose. La replica del direttore di Avvenire e le lettere mandate da Bianchi ai siti interessati finora non hanno sortito rettifiche.

L’attacco è chiaramente senza alcun fondamento. I testi che ho segnalato lo dimostrano ampiamente. In particolare, l’omelia pasquale è una vera e propria sintesi cristologica: nella morte in croce Gesù compie fino in fondo il suo farsi creatura per amore e nell’amore, la sua umanizzazione. Allo stesso tempo, manifesta il suo essere pienamente il Figlio: il seme che muore fruttifica nella gloria della resurrezione.

Gesù, con la sua umanità, ha narrato agli uomini il volto di Dio. Così, oggi, è narrando l’umanità di Gesù che i cristiani possono aprire strade verso Dio, in un mondo “uscito da Dio”. Questo è il senso della predicazione di Enzo Bianchi che riesce infatti a toccare molte persone.

Certe accuse sono prive di giustificazione. “Era veramente uomo”, afferma la tradizione cristiana di sempre su Gesù. Un’omelia sul sabato santo del IV secolo recita:

Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo.

Si potrebbe proseguire a lungo. Il punto è che in Bianchi si trova l’eresia solo se la si vuole cercare a tutti i costi, distorcendo il senso delle parole. Sembra che ci siano dei cattolici a caccia di streghe. Scrutano le parole e gli scritti di altri cattolici alla ricerca di errori da denunciare e condannare. Ergono tribunali improvvisati, senza averne peraltro titolo.

Non c’è fraternità in questo. Di fronte a un altro dovrei assumere in partenza un atteggiamento di ascolto, di dialogo, di simpatia. Se non concordo con quanto dice, dovrei cercare di capire interloquendo, invece di pronunciare subito sentenze.

Il punto non è la libertà di critica, che dovrebbe valere sempre, ma la facilità – che è superficialità – con cui si pronunciano giudizi pesanti, addirittura offensivi per un credente. Senza neanche guardare alla storia e alla credibilità delle persone. E’ un clima veramente brutto, perché l’episodio di Bianchi non è certo l’unico.

Quando si condannano gli altri solo perché non usano le parole che piacciono a noi, la fede rischia di trasformarsi in ideologia. Si invocano i dogmi, ma riducendoli a slogan da ripetere, invece di cercare le parole per tradurli oggi. Dimenticando che il cristiano non è chiamato a fare l’apologia di una dottrina o di una chiesa, ma ad annunciare il Vangelo, buona notizia per ogni uomo o donna.

Cattolici a caccia di stregheultima modifica: 2012-04-15T08:13:00+00:00da borgosotto
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Un pensiero su “Cattolici a caccia di streghe

  1. Certo.
    Si invocano continuamente i dogmi perchè la sostanza della dottrina della Trinità è talmente debole e antibiblica che si teme che qualcuno possa (finalmente) rimetterla in discussione.

    Si invocano i dogmi perchè è più facile citare antiche omelie del quarto secolo pronunciate da uomini fallaci (forse perchè prima di allora non esisteva la trinità), piuttosto che riflettere sulle parole di Cristo Gesù, che in modo inequivocabile ha sempre distinto la sua persona da quella di Dio Padre :

    “Il Padre è più grande di me”, “il Padre mi ha mandato”, “le cose che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me”, “io dico quello che ho visto presso il Padre”, etc…

    oppure è troppo complicato meditare sulle parole dell’apostolo Paolo che altrettanto chiaramente ha detto :
    “per noi c`è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo”.

    Molti uomini che nei secoli passati hanno portato avanti queste verità sono stati accusati di eresia e hanno pagato con la vita.
    Ma la Bibbia, parola di Dio, è chiara: Gesù Cristo pur essendo pienamente divino, è e rimane il figlio unigenito di Dio Padre, pertanto non è Dio Padre.
    Tutto il resto è pura confusione.

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