L’Agesci: “No a capi scout che siano gay dichiarati”

scout in cerchio

Le linee guida alle Diocesi. Le associazioni: “Documento disumano”. Ma i responsabili frenano “solo uno spunto di riflessione”

Giacomo Galeazzi, 5.5.12, http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/news/dettaglio-articolo/articolo/agesci-scout-chiesa-omosessualita-14896/

Non è un «diktat» ma uno «spunto di riflessione» e una copia viene inviata, in ogni diocesi d’Italia, a tutti i capi scout. Appare destinata a far discutere la «proposta educativa» sull’omosessualità dell’Agesci, associazione cattolica di 180mila soci riconosciuta dalla Cei che ha approvato il suo statuto e ne nomina l’assistente ecclesiastico. Toni espliciti quasi quanto quelli della contestata uscita nel ‘98 di Gianfranco Fini: «Chi è dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro elementare».

Anche all’Agesci si è scelta un’impostazione chiara e «in linea con l’insegnamento morale della Chiesa». Tutto nasce dal seminario organizzato a Roma con relatori autorevoli come il domenicano padre Francesco Compagnoni, assistente nazionale del Masci, il movimento degli scout adulti, e gli psicoterapeuti Dario Contardo Seghi e Manuela Tomisich. «Non abbiamo diramato linee-guida, bensì abbiamo avviato una riflessione su una questione che richiederà ulteriore approfondimento», precisano gli organizzatori del seminario. Intanto, però, le indicazioni fornite dai relatori risultano piuttosto forti nei contenuti. No a capi che siano gay dichiarati e, in caso di scout. Nel caso di giovani scout gay è sconsigliato il «coming out». Bisogna chiamare i genitori e va consultato uno psicologo. È possibile educare i ragazzi e le ragazze all’eterosessualità, che è l’orientamento «giusto», la retta via verso cui indirizzare i giovani scout. E si può intervenire per risolvere il «problema»: l’omosessualità non è sempre una condizione permanente. Ma le persone omosessuali adulte che «hanno una tendenza innata e predominante» costituiscono un «problema educativo per i ragazzi». L’effetto educativo dipende dall’esemplarità (anche inconscia) dell’adulto. «L’omosessualità è un tema delicato perché gli scandali tra il clero per omosessualità e pedofilia fanno rinnovare l’accusa alla Chiesa di ipocrisia morale». Le relazioni tra persone omosessuali, secondo la Sacra Scrittura, sono «gravi depravazioni». Per questo, «le persone omosessuali sono chiamate alla castità». I gay, inoltre, «si trovano generalmente in difficoltà con il loro sesso corporeo». Le persone omosessuali hanno «problemi non solo sul piano sociale, ma anche con loro stessi».

Con il seminario l’Agesci ha «voluto avviare una riflessione sul tema dell’omosessualità e per farlo ha chiesto il contributo di esperti di varie discipline, le cui opinioni sono quelle riportate negli atti, che vanno letti nell’insieme per comprenderne la portata». Gli scout cattolici «si interrogano incessantemente su temi importanti come questo». L’Agesci «non ritiene di avere nessuna risposta preconfezionata ed è impegnata a riflettere su tutti i temi che interpellano il mondo dell’educazione». Intanto le associazioni gay insorgono contro un documento «disumano, sbagliato, carico di pregiudizi».

L’Agesci: “No a capi scout che siano gay dichiarati”ultima modifica: 2012-05-05T17:38:52+00:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento