17/05/2012

Thomas Williams, il Legionario doppiamente padre

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

16 maggio, 2012

thomas

Il 15 maggio i direttori territoriali dell’Italia e del Nord America dei Legionari di Cristo hanno dato notizia dello scandalo che ha riguardato un membro di primo piano della congregazione, padre Thomas Williams, 50 anni, americano del Michigan, dal 2001 al 2007 decano della facoltà di teologia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, apprezzato commentatore per le catene televisive NBC e CBS.

Lo stesso Williams ha così descritto la sua situazione, in una dichiarazione pubblica inclusa nel comunicato dei direttori territoriali:

“Alcuni anni fa ho avuto una relazione con una donna, dalla quale è nato un bambino. Sono profondamente pentito per questa trasgressione ed ho cercato di riparare. I miei superiori ed io abbiamo deciso che la cosa migliore per me sarà prendere un anno per riflettere sui miei doveri di sacerdote, senza esercitare ministero pubblico. Sono veramente mortificato per tutti coloro che saranno feriti da questa rivelazione e vi chiedo preghiere mentre cerco la maniera migliore di procedere per il futuro”.

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11/05/2012

Schüller: “Né dissidente, né rivoluzionario, sono solo un parroco”

Helmut Schüller

Il referente dell’Iniziativa dei preti austriaci intervistato dal dehoniano Lorenzo Prezzi

Maria Teresa Pontara Pederiva, 10.5.12, http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dett...

“Non mi riconosco né come dissidente, né come rivoluzionario. Siamo tutti quanti impegnati ogni giorno nella pastorale parrocchiale. Non pochi di noi sono decani che coordinano, mettono insieme e aiutano i vescovi a risolvere i problemi quotidiani della base”. E’ un’immagine alquanto diversa da quella che tanti, non conoscendolo, si sono costruiti in questi mesi sulla base delle notizie che giungevano da oltre Brennero in merito alla Pfarren –Initiative – nota da noi come Iniziativa dei parroci austriaci - di cui monsignor Helmut Schüller è il referente e tra i primi firmatari e alla quale si è riferito – pur senza citare nomi e neppure il paese - anche Benedetto XVI in occasione dell’omelia pronunciata il Giovedì Santo.

Intervistato da p. Lorenzo Prezzi, direttore di “Settimana”, il settimanale di attualità pastorale delle edizioni dehoniane, l’ideatore di quello che è passato da noi come “appello alla disobbedienza”, sgombra innanzitutto il campo sul fatto di aver usato una “formulazione così discutibile”.

Come spesso accade è una questione di traduzione di termini da lingue con radici diverse. Era accaduto anche con il documento Kirche 2011 dei teologi tedeschi (più articolato, ma analogo in quanto a richieste), passato qui in Italia come “una svolta è necessaria”, mentre il tedesco recita Ein notwendiger Aufbruch, quindi “ripartire è necessario”, inteso come immobilismo da smuovere, più che rivoluzione in sé.

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03/05/2012

Un riforma per le suore americane contrarie al magistero della Chiesa

Il cardinal Levada: "Una situazione dottrinale e pastorale molto grave". Nominato delegato per l'iniziativa l'arcivescovo Peter Sartain

 

di Salvatore Cernuzio

ROMA, 19 aprile 2012 (ZENIT.org) - Una profonda riforma della Leadership Conference of Women Religious (LCWR), il gruppo che riunisce circa l’80% delle religiose negli Stati Uniti. E' quanto richiesto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dal cardinal William Levada, ex arcivescovo di San Francisco, che ha nominato l’Arcivescovo di Seattle, Peter Sartain, come suo delegato per supervisionare l’opera di riordino.

L'iniziativa avviene dopo un’indagine segreta portata avanti dalla istituzione vaticana dal 2008, che si è conclusa, mercoledì scorso, con la dichiarazione del porporato: "La situazione dottrinale e pastorale attuale della LCWR è grave ed è un argomento di seria preoccupazione".

Un intervento del Vaticano per riformare il gruppo era dunque necessario.

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28/04/2012

Dopo sette anni. Il segreto di papa Ratzinger

Benedetto XVI sarà ricordato più per le omelie che per le encicliche. E per i suoi gesti audaci, controcorrente. Come quando a Madrid, di fronte a un milione di giovani e nel bel mezzo di un violento temporale...

 di Sandro Magister, http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350232

 

ROMA, 27 aprile 2012 – Nessuno l'ha detto, una settimana fa, nel diluvio di omaggi per il settimo compleanno di Benedetto XVI da papa. Ma l'elemento che più ha svelato il senso profondo del suo pontificato è stato un temporale.

Era una notte torrida a Madrid, nell'agosto del 2011. Davanti a papa Benedetto, nella spianata, un milione di giovani, età media 22 anni, un'incognita. All'improvviso un turbine d'acqua, di fulmini, di vento si abbatte su tutti, senza riparo. Saltano grappoli di riflettori, volano via cartelloni, anche il papa si infradicia. Ma resta al suo posto, davanti all'esplosivo tripudio di ragazzi e ragazze per l'inaspettato fuori programma dal cielo.

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20/04/2012

7 ANNI DI RATZINGER

La Stampa, 20 aprile 2012, Qual è il bilancio di questo papato?

A CURA DI GIACOMO GALEAZZI

CITTÀ DEL VATICANO

L’ottantacinquesimo compleanno di Joseph Ratzinger (16 aprile) e il settimo anniversario dell’elezione (19 aprile) cadono nel momento in cui il Papa punta a rafforzare la Chiesa con una ferma lotta alla pedofilia e con la riforma finanziaria. Perché è definito il «pontificato della purificazione»?

Benedetto XVI ha lottato energicamente contro la pedofilia del clero, imponendo una inversione di rotta nella coscienza, nelle norme e negli atteggiamenti della Chiesa nei confronti dei preti pedofili. Entro quest’anno tutti gli episcopati del mondo dovranno mettere a punto le linee-guida per la lotta a questo crimine. «La peggior persecuzione per la Chiesa è il peccato al suo interno»: in volo verso Fatima, basta una frase a Benedetto XVI per spazzare via teorie complottistiche e auto-assolutorie. Una frase che è divenuta il manifesto del pontificato della «purificazione». Da cardinale non si è mai preoccupato di costruirsi una base di potere, si è disinteressato a influenzare gruppi d’opinione dentro e fuori la Chiesa. Divenuto Papa ha dovuto fare i conti con i contraccolpi di atteggiamenti che non ha mai condiviso, ma non ha cambiato il proprio obiettivo: vivere il cristianesimo e comunicarlo agli uomini.

Che formazione ha avuto?

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19/04/2012

Auguri a papa Benedetto che oggi entra nell’ottavo anno del pontificato

Gli 85 anni del Papa solista

di Luigi Accattoli

Articolo pubblicato da LIBERAL del 17 aprile 2012 nel paginone centrale con il titolo “Vi racconto Benedetto il solista”

Benedetto non è un Papa solo come tanti sospettano, circondato da una Curia ostile. Non è neanche un Papa solitario per indole: è un Papa solista per scelta e come metodo di governo. Questo Papa solista ha compiuto ieri 85 anni che per essere tanti li porta bene. L’abbiamo visto muoversi agilmente, con qualche piccolo aiuto dei cerimonieri, nelle lunghe dirette delle celebrazioni di Pasqua: l’occhio pensoso e trepido, i passi rapidi ma ora più guardinghi, la parola viva come sempre.

Ha un indebolimento dell’anca destra, dallo scorso ottobre usa in Basilica la pedana mobile che fu di Papa Wojtyla, in quest’ultimo Venerdì Santo non ha fatto la prostrazione prevista dal rituale e si è solo inginocchiato. Ma tutto questo dice solo che ha quell’età: è stato eletto a 78 anni e giovedì entrerà nell’ottavo anno del Pontificato. Nessun Papa dell’ultimo secolo era arrivato a 85 anni. Pio X visse 79 anni, Benedetto XV 67, Pio XI 81, Pio XII 82, Giovanni XXIII 81, Paolo VI 80, Papa Luciani 65, Papa Wojtyla 84.

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06/04/2012

Chiesa cattolica: un rinnovamento è possibile?

Dal papa un no al sacerdozio femminile, con un'apertura al dialogo sul rinnovamento.http://sperarepertutti.typepad.com/sperare_per_tutti/

L'omelia di Benedetto XVI alla Messa Crismale del Giovedì Santo potrebbe segnare un passaggio chiave del "secondo tempo" del suo pontificato. Il fatto nuovo è che ha citato esplicitamente l'iniziativa dei preti austriaci che hanno sottoscritto un "appello alla disobbedienza" per sollecitare dei cambiamenti nella Chiesa cattolica. Il documento ha avuto una grande eco, suscitando adesioni e iniziative analoghe su scala internazionale.

Di fronte alla contestazione aperta, le reazioni più frequenti dell'istituzione ecclesiale sono il silenzio, la delegittimazione di chi contesta e la condanna. Benedetto XVI non ha scelto nessuna di queste opzioni.

Il fatto di citare una realtà del genere in un'occasione liturgica tanto solenne è una novità che suona come riconoscimento della sua portata.

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23/03/2012

Sterili (e strane) polemiche su Enzo Bianchi

enzo bianchiBianchi, Livi e un quotidiano di ispirazione cattolica

di Riccardo Cascioli, 23.3.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-bianchi-li...

Il direttore di un noto «giornale quotidiano di ispirazione cattolica» attacca oggi violentemente monsignor Antonio Livi per l’articolo scritto sul nostro quotidiano online a proposito di Enzo Bianchi. Nel rispondere a dei lettori scandalizzati per le critiche al priore della comunità monastica di Bose, il direttore di tale giornale si fa prendere da tale foga che incorre anche in un clamoroso incidente: definisce infatti l’eresia monofisita come “considerare Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, solo un uomo”. In realtà l’eresia monofisita consiste esattamente nel contrario, ovvero considerare solo la natura divina di Cristo.

Ma qui non interessa tanto entrare nella disputa teologica: eventualmente a dare ragione di certe affermazioni sarà nei prossimi giorni monsignor Livi (curioso peraltro che il direttore affermi di conoscerlo solo di nome: non solo Livi è filosofo dal lungo curriculum, ma il "quotidiano di ispirazione cattolica" ne ha recensito più volte i libri e lo ha addirittura intervistato, ad esempio il 7 novembre 2009).

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14/03/2012

Le dimissioni del Papa ed i consigli di Ferrara (Lucio Brunelli)

LE DIMISSIONI DEL PAPA E I CONSIGLI DI FERRARA

Papa Ratzinger come Celestino V, il papa del gran rifiuto, il papa umile e pio che si spoglia delle insegne e degli abiti del successore di Pietro, abdicando alle sue funzioni. La sola remota ipotesi che Benedetto XVI possa un giorno imitare il gesto del suo veneratissimo predecessore medievale sta catturando in modo comprensibile la fantasia dei mass media. Portandosi appresso tante speculazioni, chiacchiere e teorie inverosimili.
Come quella, esposta da Giuliano Ferrara su IlFoglio, secondo cui il papa tedesco potrebbe (anzi dovrebbe!) dimettersi allo scopo di influenzare più efficacemente la scelta del successore: magari un suo clone teologico, ma più muscolare e meno 'penitenziale' dell'ultimo Ratzinger, secondo i gusti dell'Elefantino...
Chiarimento previo per i non addetti. Un papa può davvero dimettersi? Sì, le leggi della Chiesa lo permettono.

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09/03/2012

Burrasca in curia ma il timone è sicuro. Lo dice anche “Il Regno”

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/, 8.3.12

curiaBurrasca? Il cardinale Giovanni Lajolo, beato lui, dice che la curia romana “funziona in maniera eccellente”.

Lo dice nell’ultima riga dell’intervista che – nella sua qualità di governatore emerito dello Stato della Città del Vaticano – ha dato l’8 marzo a Fabio Marchese Ragona sul neonato blog di TGcom24 “Stanze vaticane“.

Ma tolto questo omaggio d’ufficio, il resto dell’intervista non ignora che la burrasca ci sia. E aggiunge qualche informazione in più rispetto a quelle già fornite dallo stesso Lajolo e dal suo successore nel governatorato, il cardinale Giuseppe Bertello, nel comunicato del 4 febbraio in replica alle accuse dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già segretario dello stesso governatorato e oggi nunzio negli Stati Uniti, accuse formulate in alcune sue lettere trapelate sui media.

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03/03/2012

Enzo Bianchi: come reagire al degrado ecclesiale?

POMPEO PIANEZZOLA, Libro d'orohttp://sperarepertutti.typepad.com/sperare_per_tutti/

JESUS, Marzo 2012
di ENZO BIANCHI

Come reagire a quanto sta succedendo nella chiesa, in questi ultimi tempi in modo più manifesto di prima? Lamentarci? Già fatto. Denunciare? Pure, sempre cercando di non offendere la carità né di nominare il “peccatore”! Forse, si tratta di fare anche di questi momenti un’occasione per vivere il vangelo e per continuare ad amare la chiesa anche qualora si dovesse concludere che essa è irreformabile perché impermeabile al Vangelo...

Enzo Bianchi, sulle pagine di Jesus, sta portando avanti un'articolata riflessione sulla vita ecclesiale italiana. Questo mese, il priore di Bose dà voce a interrogativi che appartengono a molti, preoccupati e sdegnati per episodi che fanno parte di una cronaca ormai consueta.

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01/03/2012

Il «papabile» americano che sfida Obama

di Andrea Tornielli

WWW.VATICANINSIDER.LASTAMPA.IT

Il cardinale di New York Timothy Dolan è stata la vera «rivelazione» dell’ultimo concistoro 

Dopo il suo arrivo nella Grande Mela e la sua sorprendente elezione a presidente dei vescovi statunitensi, giornali e Tv hanno cominciato a chiamarlo «il Papa americano». Ora che i cardinali lo hanno ascoltato parlare di evangelizzazione durante il summit che ha preceduto il concistoro, Timothy Michael Dolan «papabile» lo sarebbe davvero, se solo non fosse nato negli Stati Uniti: gli americani, si dice, non possono essere candidati perché il loro Paese è già una superpotenza nel mondo, anche se certe analisi geopolitiche del passato non sono più così scontate. Originario di St. Luis, nel Missouri, 62 anni, ha abitato a Roma per sette anni dirigendo il Collegio Nordamericano. Arcivescovo di Milwaukee dal 2002 al 2009, è stato trasferito a New York tre anni fa, dove appena arrivato ha dichiarato «Il mio obiettivo primario è uno, e cioè incontrare people and people». Con il suo ingresso nella più importante sede episcopale statunitense, c’è chi ha creduto fosse finita l’epoca della Chiesa irremovibile sulla difesa principi: Dolan non è un intransigente e le sue posizioni non sono del tutto assimilabili a quelle della corrente più conservatrice dell’episcopato statunitense.

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29/02/2012

Bertone si vantò con Tettamanzi: “Il Papa vuole cacciarti dall’Istituto Toniolo”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/28/bertone-si-van...

VEDI ANCHE: http://2.andreatornielli.it/?p=3727

Le lettere pubblicate dal Fatto rivelano che il segretario di Stato a marzo 2011 si arrogò il diritto di licenziare il presidente dell'ente simbolo dei rapporti fra Chiesa e politica. Si trattava dell'ex arcivescovo di Milano

Le lettere che il Fatto pubblica oggi in esclusiva descrivono una situazione inedita al vertice della Chiesa. Il braccio destro del Papa, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, si arroga il diritto di parlare a nome di Benedetto XVI e, forte di questo mandato, nel marzo del 2011 arriva a licenziare su due piedi il presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo, un cardinale autorevole come Dionigi Tettamanzi, allora arcivescovo di Milano e accreditato dalla stampa nel 2005 come un possibile successore di Giovanni Paolo II. Per tutta risposta Tettamanzi scrive a Benedetto XVI per chiedergli di sconfessare Bertone annullando la sua decisione. E, colpo di scena, la sconfessione di fatto si realizza.

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28/02/2012

Lettera aperta alla Chiesa italiana

Vorremmo una Chiesa che ripensasse la propria struttura gerarchica e i propri rapporti con la società, che rinunciasse a privilegi e potere, che considerasse i credenti non come gregge da guidare, ma come Popolo di Dio che partecipa e cammina in autonomia e libertà. Sono alcune delle «inquietudini» e dei desideri manifestati nella Lettera aperta alla Chiesa italiana di 7 preti, religiosi e religiose – don Alessandro Santoro, prete della Comunità delle Piagge (Fi), la teologa domenicana Antonietta Potente, il frate servita Benito Fusco, don Pasquale Gentili, parroco di Sorrivoli (Ce), don Pier Luigi Di Piazza, del Centro Balducci di Zugliano (Ud), don Paolo Tofani, parroco di Agliana (Pt) e don Andrea Bigalli, parroco di S. Andrea in Percussina (Fi) – che già nello scorso gennaio indirizzarono una lettera aperta ai teologi e alle teologhe italiani, invitandoli ad un incontro pubblico alla Comunità delle Piagge per confrontarsi e discutere di come poter riavvicinare la teologia al mondo e alla storia (v. Adista Notizie nn. 1 e 2/12 ).
Con questa nuova lettera aperta, è la quarta volta in due mesi – oltre alla lettera ai teologi, c’è stata la Lettera di Natale dei preti del Triveneto (v. Adista Notizie n. 1/12) e la lettera ai delegati che parteciperanno al secondo Convegno ecclesiale delle Chiese del nord-est scritta da alcuni preti e laici di Treviso e Vicenza (v. Adista Segni Nuovi n. 1/12) – che gruppi di cattolici, sia laici che religiosi, prendono la parola per manifestare il loro disagio nei confronti dell’istituzione ecclesiastica e il loro desiderio per una Chiesa altra: povera, collegiale, inclusiva, in una parola, evangelica.
Pubblichiamo di seguito la Lettera aperta alla Chiesa italiana, che è stata sottoscritta da oltre 250 fra laici, preti, religiosi e religiose di tutta Italia e che può essere ancora firmata scrivendo a appellochiesa@gmail.com (Fonte: Adista Notizie n. 8/12)
 
Leggi il testo integrale della Lettera aperta alla Chiesa italiana (pdf)

26/02/2012

I colori profondi della Chiesa

di Filippo Di Giacomo 22.2.12, http://settimocielo.comunita.unita.it/2012/02/22/i-colori...

Da molti, è considerato il «club più esclusivo del mondo». In effetti, durante le grandi cerimonie pontificie, vedere l’aula di San Pietro colorata del rosso porpora dei cardinali e del violaceo dei vescovi, può anche emozionare i molti delicati e sensibili cultori del genere. Ma per un cattolico con altre preoccupazioni, e che appartiene a quell’ottanta per cento della Chiesa che non ha mai partecipato ai fasti ma ha solo subito i nefasti delle corti occidentali, la scena risulta fatalmente destinata a scivolare nel regno del folclore. Come ammoniva Franz Fanon agli inizi degli anni Sessanta quando le antiche culture entravano in nuove forme statuali, quelle indipendenti, «il folclore sta alla cultura come l’arteriosclerosi sta all’ intelligenza».

Nel blog Vino nuovo il giornalista di Avvenire Roberto Beretta, a proposito delle ultime berrette rosse concesse dal Papa, osserva: «Nella Chiesa è pericolosa l’equivalenza (più o meno inconscia ma diffusissima) tra l’essere arrivato “fin lì” e qualità spirituale, meriti ascetici o coerenza morale…Notazioni consimili si potrebbero fare anche scendendo giù giù per la scala gerarchica: vescovi, monsignori, parroci, responsabili laici di importanti settori ecclesiali… O risalendo in su».

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