Domenica 30 dicembre: Festa della S.Famiglia

beb6541d03e0684698bb2ddecb20204b.gifSanta Famiglia, 30.12.07

Famiglia, piccola Chiesa, Sacramento dell’amore di Dio

– All’interno delle festività natalizie, la prima dimensione umana ad essere messa in evidenza è la famiglia.

– L’icona e modello è la famiglia di Nazareth: famiglia povera, emigrante, vittima di un sistema di potere e di violenza che la costringe a cercare rifugio in Egitto. Famiglia che soprattutto segue la volontà di Dio, un Dio che si rivela nel sogno (e ritroviamo qui Giuseppe, il sognatore coraggioso), un Dio che guida l’agire della storia soltanto con la complicità dell’uomo, un Dio che ci chiede di condividere un sogno di amore e comunione e di impegnarsi per realizzarlo con lui.

– la famiglia è uno STRUMENTO prezioso non solo per realizzare il sogno di Dio, ma per mostrare e condividere la stessa natura di Dio che è Amore trinitario, Amore da condividere, Amore che si apre al mondo, che non può essere racchiuso tra 2 persone, ma che coinvolge sempre un 3°.

– Tra le definizioni della FAMIGLIA c’è quella di PICCOLA CHIESA: luogo dove rendere presente Gesù, dove sperimentare e celebrare l’amore reciproco. Quante volte abbiamo evidenziato l’importanza della famiglia per la trasmissione della fede e per la vita di una comunità parrocchiale: se la famiglia inizia e accompagna il figlio sulla strada della fede, quello che è l’impegno del prete e della comunità parrocchiale trova terreno fertile. Viceversa quante volte, quando non c’è la collaborazione della famiglia, nonostante il nostro impegno i ragazzi (e quindi gli adulti di domani) risultano insensibili, quasi impermeabili alla fede (vedi anche il nuovo cammino di Iniziazione Cristiana che parte proprio dal coinvolgimento della famiglia).

– Un’altra definizione che ritengo molto bella è quella che descrive la famiglia come SACRAMENTO dell’amore di Dio, cioè come SEGNO e STRUMENTO dell’amore divino: SEGNO, in quanto può (anzi DEVE) mostrare l’amore di Dio. STRUMENTO in quanto può (anzi DEVE) essere il mezzo più prezioso attraverso cui agisce Dio, attraverso cui si fa presente.

– FAMIGLIA DIVENTA CIO’ CHE SEI: come l’uomo e la donna sono creati a immagine di Dio, ma con molta difficoltà mostrano e vivono ciò che sono, così la FAMIGLIA è chiamata a diventare ciò per cui è stata creata: SEGNO e STRUMENTO dell’amore di Dio.

– Quale forza di testimonianza e di speranza è la FAMIGLIA che mostra l’amore di Dio e per Dio, in cui i coniugi si amano e condividono tale amore con i figli e con le persone con cui entrano in contatto. Una famiglia realizzata nonostante le difficoltà, felice, beata.

– E’ un’UTOPIA? E’ vero che oggi si sottolinea la CRISI della famiglia che sempre più spesso diventa il luogo dei litigi, delle rivalse, delle lotte di potere. Si calcola che la vita media di una famiglia sia di 14 anni e che quest’età, dettata dalle sempre più frequenti e immediate separazioni, sia destinata a diventare sempre più breve. Per non parlare della rinuncia di molti (e sempre più) a sposarsi in Chiesa, a limitarsi spesso alla convivenza. Come poter esprimere in questo contesto quell’amore sponsale che è, per sua natura, eterno e fedele? Come poter fare un patto solenne, davanti a Dio e sancito ufficialmente dalla Chiesa, di amore perpetuo e fedele quando non sappiamo cosa ci riserva il futuro? E’ possibile anche al giorno d’oggi amarsi fin che morte non ci separi?

– E’ vero che l’Istituto familiare è in difficoltà (così come è innegabile che tale crisi trascini i figli e, con loro, coinvolga la società chiamata per il proprio bene a difendere un’istituzione che garantisce alla società stessa di sopravvivere e di evitare problemi sociali sempre più complessi), ma è anche vero che ciò che è “impossibile agli uomini è possibile a Dio”, che la famiglia trovi al proprio interno quella forza (donata da Dio) per sostenerla e attraversare burrasche sempre più dirompenti. In questo senso la famiglia è STRUMENTO dell’amore di Dio: è Dio stesso che l’ha voluta a donargli quegli strumenti per sopravvivere e soprattutto vivere in maniera piena. E’ Dio a garantire l’aiuto. E’ Lui la sorgente che disseta la coppia vittima della routine e della aridità. E’ in Lui che possiamo ritrovare la fonte che ha unito i due: in Lui ritrovare i motivi dell’unione, l’origine dell’innamoramento che deve trasformarsi in amore.

– E San Paolo, quasi riabbassando i toni della nostra discussione, invita concretamente a SOPPORTARCI e a PERDONARCI A VICENDA: l’amore vero è fatto anche (se non soprattutto) da questo: della capacità di sopportarci e di perdonarci. Perché, l’amore tutto COPRE, tutto SPERA, tutto SOPPORTA. E’ una scalata difficile, ma da cui dipende la nostra vita: non possiamo rassegnarci alla mediocrità, non possiamo rinunciare alla lotta, non possiamo arrenderci. FAMIGLIA DIVENTA CIO’ CHE SEI: ne dipende la tua realizzazione e la trasformazione della nostra società, una società troppo spesso priva di Dio (ovvero di amore, di senso) che ha un bisogno urgente di ritrovare i SEGNI e gli STRUMENTI attraverso cui Dio possa mostrarsi e agire, segni e strumenti che ci possano far sperare che amarsi è ancora possibile, restare fedeli è ancora possibile, crescere in un progetto è ancora possibile.

Giuseppe e Maria, nel loro amore pieno di tenerezza e di fatica, ci ricordano che Dio ha scelto di nascere in una famiglia, di sottostare alle dinamiche di coppia e di condividerne le fatiche.

Domenica 30 dicembre: Festa della S.Famigliaultima modifica: 2007-12-30T10:45:00+01:00da borgosotto
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Un pensiero su “Domenica 30 dicembre: Festa della S.Famiglia

  1. Concordo pienamente con quanto scritto a proposito della coppia e del matrimonio…noi grazie a Dio siamo sposati da trent’anni, abbiamo tre figli stupendi e un nipote fantastico…speriamo di goderci ancora a lungo questi momenti meravigliosi!
    L’unico neo di questi discorsi, purtroppo, è che rimangano discorsi
    “tra di noi”, nel senso che a tutti coloro che non interessa il matrimonio, che non interessa fare figli, che non interessa diventare nonni e che magari brontolano perchè siamo “invasi dai stranieri” (d’altronde se non si fanno i figli qualcuno deve pur sostituirsi…)…tutte queste belle affermazioni rischiano di rimanere tali…voglio dire che tutti i valori sopra descritti valgono se i nostri figli: fanno il fidanzamento, si sposano, non si separano, fanno i figli ecc, ecc…
    Certo ora è di moda così, può darsi che sia una fase della storia dell’uomo, può darsi che in futuro, prima che sia troppo tardi, il vento cambi direzione…noi siamo fiduciosi, sappiamo che l’uomo e la donna hanno un cervello…siamo sicuri che lo sapranno usare: non oso pensare che butteranno a mare l’insegnamento dei loro nonni e dei loro genitori…siamo sicuri che ne sapranno fare tesoro.

    Desidero fare una considerazione anche di carattere sociale e fare un sogno a alta voce:
    vorrei veder meno spot in tv rivolti ai problemi sociali ma più concretezza dei nostri governi verso i problemi delle famiglie giovani.

    Non si può mettere insieme lavoro precario, affitti impossibili, stipendi da morti di fame, scuola in dissesto, disservizi dai trasporti alla sanità, dalla nettezza urbana all’informazione, credito per soli sceicchi e tariffe e costi dei servizi da nababbi con …fare i fidanzati, sposarsi, farsi una casa, dei figli, aver cura dei propri anziani ecc. ecc. ecc.

    E’ ora che tutti noi ci diamo una mossa, una scossa, e per noi intendo tutti noi, tutte le realtà sociali che formano un Paese avanzato come il nostro, non faccio l’elenco sarebbe troppo lungo: ripeto TUTTI NOI.

    So bene che chi è al comando della Nazione ha una reponsabilità infinitamente superiore in tutto questo: infatti queste persone non devono limitarsi a fare i bilanci per fare le finanziarie…devono guidare lo Stato con autorevolezza e senso di responsabilità; ma sopratuttto devono dare “l’esempio” che è ciò che conta. Tutti noi sappiamo quanto sia importante l’esempio e la coerenza. Purtroppo sono due valori che stanno per essere dimenticati (qualche politico li ha dimenticati del tutto)
    e noi dobbiamo pretendere che i nostri politici non li dimentichino.

    Non è possibile condurre uno stile di vita al di fuori della realtà:
    chi conduce uno stile di vita di quaesto tipo non ha diritto ha governare una Nazione: una nazione è come un transatlantico, se il comandante non ha testa la nave è sicuramente destinata alla deriva se non all’affondamento…

    Noi siamo per l’uomo! (inteso ovviamente in senso biblico).
    Tutto il resto non ci interessa, il resto sono strrumenti.

    BUON 2008! Angelo.

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