MARIA, MADRE DI DIO E REGINA DELLA PACE

ee1303ac34aa52a5480c4c09789eb6a9.jpg1° gennaio 2008, Solennità di Maria, Madre di Dio e Giornata Mondiale della Pace 

– Questa notte abbiamo salutato il vecchio anno e scambiato gli auguri per quello che inizia. E quale AUGURIO migliore di quello di richiedere e ricevere la BENEDIZIONE del Signore?

– Così la 1L ci presenta Mosè che indica ai sacerdoti la formula di benedizione del popolo scelto e amato da Dio: “Ti benedica il Signore e ti custodisca…”.

– La benedizione ha come conclusione e come vetta la PACE donata dal Signore. La PACE che non è solo ASSENZA di contese e litigi, ma PRESENZA di Dio che dona la PACE , la SHALOM , cioè la comunione, la felicità, il sentirsi amati e capaci di amare.

– Questa PACE che è dono di Dio ha assunto per noi un volto, una concretezza in GESU’ Cristo, Figlio di Dio nato da una donna, nato nella pienezza dei tempi.

– E’ lui la massima BENEDIZIONE di Dio che, per realizzare quella promessa di protezione e di pace invia il FIGLIO stesso.

– Egli è vero uomo, perché nato da donna, come testimoniano i pastori, i poveri prescelti da Dio come testimoni e come annunciatori, ma anche vero Dio, perché generato attraverso il seme divino, per opera dello Spirito Santo che trova in Maria il grembo accogliente, una persona capace concretamente di far spazio a Dio, tanto da offrirgli il suo stesso corpo, lasciando che questa presenza CUSTODITA MEDITANDOLA nel suo cuore rivoluzionasse la sua vita, lei semplice ragazzina destinata ad una vita semplice in un paese sconosciuto.

– MARIA è dunque l’anello di congiunzione che permette a Dio (che tutto può, ma nulla fa senza la nostra collaborazione) di abitare e trasformare il nostro mondo, di far conoscere il suo volto, un volto di comunione, di amore e di renderci pienamente parte della sua divinità in quanto EREDI di Dio.

– “E che voi siete figli di Dio- scrive ancora S.Paolo- lo prova il fatto che Dio mandò nei vostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà”, cioè Papà: ci permette di riconoscere Dio come Padre e Maria come Madre.

– Sono IMMAGINI che cercano di mostrare la NATURA di Dio attraverso un ruolo che sperimentiamo come ruolo di donazione e di amore gratuito, immagini che ci ricordano come TUTTI noi siamo parte della stessa FAMIGLIA: abbiamo lo stesso Padre e la stessa Madre e dunque siamo tra noi FRATELLI e SORELLE.

– Quale dimensione migliore per parlare e per agire in favore della PACE? Come possono esserci dei NEMICI, dei concorrenti se siamo tutti parenti stretti?

– E’ ovvio che è una realtà che và realizzata secondo il principio del GIA’, MA NON ANCORA (o dell’invocazione più volte sottolineata di DIVENTARE CIO’ CHE SIAMO).

– Risulta particolarmente significativa allora la lettera scritta dal Papa per questa 41° Giornata Mondiale per la Pace che ha come titolo: “FAMIGLIA UMANA: COMUNITA’ DI PACE”.

È la famiglia l’esempio indicato da Benedetto XVI per costruire e vivere la pace. Famiglia come “luogo primario dell’umanizzazione”, “culla della vita e dell’amore” e “prima e insostituibile educatrice alla pace”: spazio ideale per sperimentare “la giustizia e l’amore tra fratelli e sorelle”, “la funzione dell’autorità espressa dai genitori”, “il servizio amorevole ai membri più deboli”, “l’aiuto vicendevole nelle necessità della vita”, “la disponibilità ad accogliere l’altro e, se necessario, a perdonarlo”. E si tratta di uno stile che può e deve essere esteso anche all’intera famiglia umana.

L’immagine della famiglia naturale “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna” è dunque il punto di partenza. Per Benedetto XVI l’istituto familiare “è la principale agenzia di pace” e come tale è “titolare di specifici diritti”. “Tutto ciò che contribuisce a indebolire la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, – scrive il papa – ciò che direttamente o indirettamente ne frena la disponibilità all’accoglienza responsabile di una nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima responsabile dell’educazione dei figli, costituisce un oggettivo impedimento sulla via della pace”. In una simile prospettiva, anche l’umanità è una grande famiglia che vive “in quella casa comune che è la terra”. È necessario però un sì consapevole, perché “non viviamo gli uni accanto agli altri per caso”, ma siamo “una comunità di fratelli e sorelle”.

Ne discende il valore della tutela ambientale, anche se, avvisa il papa, “l’essere umano ha un primato di valore su tutto il creato” e “rispettare l’ambiente non vuol dire considerare la natura materiale o animale più importante dell’uomo”. Obiettivo comune deve essere la ricerca di un “modello di sviluppo sostenibile”, che garantisca “il benessere di tutti nel rispetto degli equilibri ecologici”. Il tutto, al di là di catastrofismi e letture ideologiche, con un atteggiamento prudente che implichi “ l’impegno di decidere assieme”, “dopo aver ponderato responsabilmente la strada da percorrere”.

A riguardo, il papa cita la necessità di “intensificare il dialogo tra le Nazioni” sulla “gestione delle risorse energetiche del pianeta”, spiegando che “occorre rivedere, da una parte, gli elevati standard di consumo dovuti all’attuale modello di sviluppo, e provvedere, dall’altra, ad adeguati investimenti per la differenziazione delle fonti di energia e per il miglioramento del suo utilizzo”. Al centro del discorso, ci sono soprattutto i Paesi poveri, che “per l’insufficienza delle loro infrastrutture, anche tecnologiche, sono costretti a svendere le risorse energetiche in loro possesso”.

In ogni caso, così come la famiglia è fondata su valori, anche i rapporti tra le Nazioni devono fare riferimento ad “un patrimonio trascendente”, legato a doppio filo con il concetto del “bene comune”. “Occorre promuovere corrette e sincere relazioni tra i singoli esseri umani e tra i popoli, – è l’invito del papa – che permettano a tutti di collaborare su un piano di parità e di giustizia. Al tempo stesso, ci si deve adoperare per una saggia utilizzazione delle risorse e per un’equa distribuzione della ricchezza”. Sopra ogni cosa, deve esserci poi una norma morale comune, capace di “regolare le scelte delle coscienze e guidare tutti i comportamenti degli esseri umani”. Per Benedetto XVI “esistono norme giuridiche per i rapporti tra le Nazioni”, ma “per far sì che siano davvero operanti bisogna risalire alla norma morale naturale come base della norma giuridica, altrimenti questa resta in balia di fragili e provvisori consensi”.

Un modo per ribadire che “la legge morale”, “al di là delle differenze culturali, permette agli esseri umani di capirsi tra loro circa gli aspetti più importanti del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto”. “Di fatto, – spiega il pontefice – valori radicati nella legge naturale sono presenti, anche se in forma frammentata e non sempre coerente, negli accordi internazionali, nelle forme di autorità universalmente riconosciute, nei principi del diritto umanitario recepito nelle legislazioni dei singoli Stati o negli statuti degli Organismi internazionali (…). È tuttavia urgente proseguire nel dialogo su questi temi”. Il papa dedica poi ampio spazio al tema del disarmo, invocando “un’efficace smilitarizzazione, soprattutto nel campo delle armi nucleari”. “Sento il dovere – scrive – di esortare le Autorità a riprendere con più ferma determinazione le trattative in vista dello smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistenti”.

Il messaggio si chiude con un invito ad ogni uomo e donna “a prendere più lucida consapevolezza della comune appartenenza all’unica famiglia umana”, mentre i credenti sono chiamati “ad implorare da Dio senza stancarsi il grande dono della pace”, un dono che i cristiani affidano “all’intercessione di Colei che, essendo Madre del Figlio di Dio fattosi carne per la salvezza dell’intera umanità, è Madre comune”.

MARIA, MADRE DI DIO E REGINA DELLA PACEultima modifica: 2007-12-31T13:45:00+01:00da borgosotto
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