I domenica di Quaresima, anno A (10.02.08)

1° di Quaresima – 10 febbraio 2008
 
LA LOTTA CONTRO IL MALE

Con il mercoledì delle Ceneri siamo entrati nella Quaresima, quaranta giorni da vivere come tempo di conversione, di ritorno a Dio preparandoci a celebrare pienamente e consapevolmente la Pasqua , il cuore della nostra fede, usando gli strumenti potenti della preghiera, del digiuno e della carità.

La Chiesa , conoscendo l’incapacità della nostra umanità a vivere con una tensione costante il cammino verso il Regno, ci offre un tempo “speciale” in cui far convergere le nostre energie nello sforzo di conversione, in cui esercitarci maggiormente all’arte della lotta spirituale.

Questa “battaglia” è tanto necessaria che nemmeno Gesù è al riparo dalle prove: subito dopo aver ricevuto l’immersione nel fiume Giordano, «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo». Lo stesso avviene per ogni battezzato.

Il DESERTO è il luogo simbolico dove sperimentiamo le nostre debolezze, i nostri limiti, dove siamo tentati di rinnegare Dio per sfuggire alle nostre paure e lottare tra le spinte avversarie che ci spingono verso il bene o verso il male. E’ allora un luogo obbligato: nessuno può sfuggire dai propri limiti, nemmeno l’uomo Gesù, tutti siamo chiamati ogni volta a fare una scelta.

Solo che possiamo affrontare le crisi, i dubbi, le difficoltà lasciandoci ingannare dal tentatore o lasciandoci aiutare da Dio, dalla sua Parola, dai suoi ministri… Qual è la nostra scelta? Soprattutto possiamo usare quelle armi indicate (digiuno, preghiera e carità) per vincere la battaglia. Ma avete mai visto qualcuno saper vincere senza prima aver fatto un lungo e duro esercizio? Come possiamo vincere il nostro egoismo se prima non ci esercitiamo a “mortificarlo”? Rinunciando a qualcosa rinforziamo la nostra volontà a scegliere quello che sappiamo sia la cosa giusta (ma, scrive S.Paolo – e lui era un grande santo-, quante volte mi ritrovo a fare il male che non voglio e non il bene che vorrei).

La prima lettura, tratta dalla Genesi, costituisce un interessante parallelo al Vangelo e ci consente di comprendere la dinamica della tentazione.

Dopo aver creato l’essere umano a sua immagine e somiglianza, Dio gli aveva detto: «Potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma non dell’albero della conoscenza del bene e del male, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».

Su questo limite fa leva la tentazione del serpente: «Non morirete affatto! Anzi, qualora voi ne mangerete, si apriranno i vostri occhi e diventerete come Dio».

– l’UOMO (Adam è l’umanità) è una CREATURA che è creata da Dio. E’ fatta di materia (POLVERE: “polvere eri…”) e di SPIRITO DIVINO. Dio lo fa vivere  e lo colloca in un mondo desiderabile, buono. Il male non viene da Dio, ma dall’uomo che non si fida della parola (e dell’azione) di Dio.

– La DONNA è l’immagine della SAPIENZA: è la capacità dell’uomo-umanità di conoscere e comprendere. Da qui la TENTAZIONE di SCEGLIERE TRA IL BENE E IL MALE, essere colui che decide, fare a meno di Dio. La TENTAZIONE nasce come messa in discussione della realtà, come una giustificazione per qualcosa che sappiamo che non è giusta, ma che ci attira: “tanto…, lo fanno tutti…, che male c’è…, a me piace…, è stato lui a…”. Il SERPENTE diventa la personificazione dello scontro interiore tra il bene e il male, tra la spinta a compiere quello che sappiamo che è giusto e quello che sappiamo che è sbagliato, ma che siamo attirati a fare. Il serpente MANIPOLA la realtà, la stravolge, fa dubitare di Dio (“è vero che…?”). Il serpente è la figura dell’ASTUZIA, striscia, sa mimetizzarsi, non fa rumore. Per il serpente Dio è un nemico dell’uomo, come un tiranno che vuole disporre dell’uomo.

– Allora la donna… vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile…è spesso quello che ci muove a peccare: vede, desidera, prende. Il PECCATO è credere che Dio sia un tiranno, vederlo come un rivale, un nemico, rifiutare i LIMITI umani, volere tutto, non accettare delle proibizioni che mettono a rischio la nostra vita, voler diventare come Dio, metterci al suo posto.

– Si accorsero che erano NUDI: prima potevano stare davanti a Dio con le loro FRAGILITA’ senza vergogna, ora si NASCONDONO, cercano delle MASCHERE per coprirsi.

Ad Adamo si contrappone Gesù: là dove Adamo è caduto, Gesù ha lottato e vinto. Matteo esemplifica in tre le tentazioni subite da Gesù: mutare le pietre in pane (la tentazione di affidarsi al materialismo, al possesso), gettarsi dall’alto del tempio per essere miracolosamente salvato (la tentazione del prestigio, del miracolismo), possedere i regni della terra (la tentazione del potere).

Deve scegliere che tipo di Messia essere, prima di iniziare il suo cammino: un Messia che si fa notare, attrae per le ricchezze, per il prestigio, per il potere? O un Messia che vive fino in fondo l’obbedienza e l’amore al Padre?

Gesù nel deserto sceglie che tipo di Messia vuole essere, come esercitare la sua missione, come assolvere il suo compito. Ed esclude il pane, cioè la visione che esaurisce la vita nella materialità, esclude il potere e il dominio, proposta sempre attuale nel nostro quotidiano, e rifiuta una visione magica di Dio.

Gesù reagisce a queste lusinghe con una piena obbedienza a Dio e alla propria creaturalità: egli custodisce con forza la propria umanità, salvaguardando così anche l’immagine di Dio rivelata dalla Scrittura. L’arma con cui Gesù combatte è la sottomissione alla parola di Dio, come mostra il suo rispondere all’Avversario solo con parole della Scrittura: «non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»; «non tentare il Signore Dio tuo»; «adora il Signore tuo Dio e a lui solo rendi culto». E Gesù obbedisce alla Parola nel suo significato profondo, non nella sua semplice lettera come invece fa il diavolo, che usa la Scrittura con malizia, per confondere e ingannare.

Inizia così il nostro cammino BATTESIMALE che ha al suo interno la richiesta di rinunciare al male, per vivere nella libertà dei figli di Dio e credere in Dio che è creatore, redentore e santificatore.

ALTRO MATERIALE (preghiere, catechesi, omelie…) su: Prima di Quaresima1.doc

I domenica di Quaresima, anno A (10.02.08)ultima modifica: 2008-02-09T10:00:00+01:00da borgosotto
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