Rassegna stampa cattolica (e anti)

Zippando sulla rete web capita di trovarsi in siti particolarmente interessanti. Vi propongo uno di questi riportando quella che è la RASSEGNA STAMPA da loro fornita. Ogni giorno il meglio degli articoli sulla Chiesa:

FONTE: http://www.finesettimana.org/pmwiki/index.php?n=Stampa.HomePage

26 febbraio 2008

“a meno che l’editore televisivo Berlusconi, il tombeur des femmes Berlusconi, il multimiliardario Berlusconi sia considerato dai vescovi italiani, a differenza di Veronesi, il prototipo del “cattolico antropologico”, si è costretti a concludere che quella della Chiesa è una scelta di campo politica in piena regola. Schietta e inequivoca.”
“La scelta dell’aborto da parte di una donna è, in definitiva, la drastica e tragica conclusione di un rifiuto radicale della positiva superiorità della vita rispetto al nulla, prima ancora di essere la scelta di privare della vita a qualcuno”
la richiesta più nuova in bocca al papa, quella di una specie di congedo dal lavoro per assistere un familiare morente: «Solitamente si riconoscono dei diritti specifici ai familiari al momento di una nascita; in maniera analoga, e specialmente in certe circostanze, diritti simili dovrebbero essere riconosciuti ai parenti stretti al momento della malattia terminale di un loro congiunto»
“Dialogo e confronto, infatti, mancano quasi del tutto proprio là dove sarebbero massimamente naturali «per principio» e di utilità storica grande nel nostro Paese: mi riferisco al dialogo tra cattolici. Esso risulta carente a tutti i livelli nella Chiesa, ma soprattutto dove più conta, presso le autorità, gerarchiche e sacramentali. La mancanza di un dialogo tra queste figure essenziali oggi è pesante e parla quasi come silenzio di tutti nella Chiesa cattolica: con danno crescente per l’insieme. Non è sempre stato così, e non lo è per necessità teologica o etica.” Non c’è dialogo tra vescovi.
“Né si vede dialogo e confronto di analisi e di proposte su Avvenire. Il quotidiano cattolico nazionale, pur ricco di pagine e anche di contributi talvolta culturalmente diversificati, li organizza sempre tacendone le diversità, anche quando legittime e significative.”
“Per molti di questi cristiani, singoli o associati, impegnati a una testimonianza che si muove entro l’etica della responsabilità, la verità, non priva di sofferenza, è un’altra. È la Chiesa che li vuole irrilevanti, è la Chiesa che preferisce ignorarli, è la Chiesa che li cancella, e cancella il loro contributo, la loro lettura dalla realtà, le loro esperienze di condivisione dai suoi orizzonti.”
“Le sfide etiche del nostro tempo non sono semplificabili entro un generico, vago, indefinito richiamo alla vita: sono più complesse e impegnative. I principi non si difendono ricorrendo a strumenti già falliti, come la repressione giuridica dell’aborto o esigendo tecnicalità scientifiche discutibili come per il numero di embrioni da trapiantare. E tuttavia é su questo che oggi si pretende misurare la coerenza fra fede e laicità.” “Non vedo perché da cattolica io debba favorire di fatto il sesso selvaggio rispetto a una relazione relativamente stabile e solidale fra omosessuali.” “Lasciateci testimoniare anche politicamente e razionalmente la forza della nostra fede, evangelicamente laica: i cattolici dovrebbero sentire il dovere di essere qualcosa di più di un gruppo di pressione.”
“Devo dire di essere stato molto colpito da alcune dichiarazioni che ho letto: c’è chi si dice preoccupato perché ci sarebbero persone portatrici della cultura della morte. Il professor Veronesi ha salvato direttamente e indirettamente decine di migliaia di vite: se è portatore di qualcosa è portatore di una cultura di vita».” “Spesso ci si pronuncia senza neanche la consapevolezza piena di quello di cui si sta parlando. L’Ordine dei medici si è pronunciato su una legge laica di uno Stato laico basandosi su dati precisi. Ho trovato grande conforto da quanto mi disse il cardinal Martini: “Professore, uno Stato laico deve avere una legge sull’aborto”».”
“ritengo necessario un ulteriore sforzo di chiarezza su due specifici aspetti della legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza.” “La legge 194 è innanzitutto una legge etica, che difende il valore della vita e garantisce alle donne la possibilità di scegliere.”
“Oggi quindi l’obiettivo da raggiungere non è di certo la messa in discussione della 194, che si è dimostrata essere una legge saggia, lungimirante ed equilibrata. L’obiettivo è potenziare tutti gli strumenti che quella legge indica come necessari ad azzerare il numero di aborti clandestini e creare le condizioni per una maternità consapevole, serena e voluta”
“Chi vuole davvero una diminuzione degli aborti lungi, dal colpevolizzare le donne costrette a farvi ricorso, dovrebbe invece impegnarsi a chiedere e ottenere il rispetto delle leggi già esistenti a tutela della maternità e l’approvazione di nuove misure adeguate (e generose) a favore delle famiglie, di tutte le famiglie, di diritto e di fatto che esistono nel nostro paese.”
“Dalla Fnomceo è stato diffuso un comunicato che segnala il favore dei medici verso «l’impianto tecnicoscientifico, giuridico e morale» della legge 194, affermando la «necessità» di introdurre anche la pillola Ru486” “Peccato che tale «documento», se presentato come posizione ufficiale della Fnomceo, sia «sostanzialmente un falso».”

25 febbraio 2008

“E’ in preparazione un giro di vite del Vaticano contro le «stravaganze» nella messa e per rivedere alcune recenti pratiche come la comunione nelle mani. In arrivo, dunque, ci sono importanti correzioni: genuflessione davanti al Santissimo, omelie che non superino i dieci minuti e si attengano al Vangelo del giorno, l’ostia non più data in mano ma in bocca ai fedeli inginocchiati invece che in piedi, divieto di formule e riti non fedeli al magistero ufficiale inventate da sacerdoti che si pongono troppo al centro dell’attenzione” (ndr.: non c’è limite al peggio)
“Quale vertigine politicante e faziosa può avere indotto l’editorialista del quotidiano dei vescovi a ignorare tutto ciò per screditare quello che assume come un avversario politico?” “dell’antropologia di Veronesi, invece, non farebbe parte ciò che è fondativo della sua identità, del suo ruolo professionale, del suo statuto di ricercatore e, infine, della sua qualità morale: ovvero il fatto che, da oncologo, ha dedicato mezzo secolo di vita e di scienza, di terapia e di sperimentazione alla cura delle patologie tumorali;”
“È impossibile ignorare ad esempio la visione libertaria (e non liberale, come viene spesso arbitrariamente presentata) di chi ha sempre militato nel Partito radicale. È impossibile ignorare quale sia l’antropologia di Umberto Veronesi. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Da visioni antropologiche ‘riduzionistiche’ (come quella radicale o come quella di Veronesi), derivano inevitabilmente ampie conseguenze sul piano delle scelte politiche”

24 febbraio 2008

“senza rivendicare una superiorità rispetto al contributo di altre componenti religiose, filosofiche o ideologiche, senza chiedere privilegi o ascolti discriminanti, i cristiani vogliono e devono poter esprimere le loro convinzioni nello spazio pubblico e politico e poter di conseguenza lavorare a servizio dell’umanità. Essi sono coscienti che ciò che viene chiesto dalla loro fede è sempre umanizzazione, difesa della dignità umana, promozione della giustizia, della pace e della riconciliazione.” Il cristianesimo, pur tra difficoltà, ha elaborato una distinzione tra fede e politica. La irreversibile diaspora dei cattolici, nonostante i tentativi in atto, richiede l’istituzione nello spazio ecclesiale di “un luogo in cui i semplici cristiani e i pastori… potessero confrontarsi, riflettere, dibattere sui differenti temi che emergono nella società e sui quali diventa prima o poi necessario un intervento legislativo da parte dello stato.” “tutto questo percorso deve restare nell’ambito pre-politico e pre-economico, non deve cioè giungere a esprimere soluzioni tecniche.” “i modi e le soluzioni tecniche per tradurre queste ispirazioni stanno nell’ambito della politica, dell’economia, del diritto e, come tali, ricadono sotto la responsabilità del singolo credente-cittadino.” I cattolici così “mostrerebbero la convergenza e la forza dell’ispirazione evangelica, ma anche la pluralità delle scelte politiche ed economiche di cui si assumerebbero la responsabilità senza coinvolgere le figure rappresentative ecclesiali che non hanno competenza in materia”

Rassegna stampa cattolica (e anti)ultima modifica: 2008-02-26T21:16:35+01:00da borgosotto
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