Chiara Lubich è in Paradiso

ROMA – E’ morta nella notte Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari. All’etá di 88 anni, la Lubich si è spenta nella sua casa di Rocca di Papa, a Roma, dove era rietrata ieri per sua espressa volontà dopo il ricovero al Policlinico Gemelli. Per tutta la giornata, ieri, centinaia di persone, parenti, stretti collaboratori e suoi figli spirituali, sono passati nella sua stanza, per rivolgerle l’ultimo saluto, per poi fermarsi in raccoglimento nell’attigua cappella, sostando poi a lungo attorno alla casa in preghiera. Un’ininterrotta e spontanea processione. A qualcuno la Lubich ha potuto anche fare cenni d’intesa, nonostante l’estrema debolezza. Le sue condizioni di salute erano peggiarate proprio nella giornata di ieri. Continuano a giungere dal mondo intero messaggi di partecipazione e di condivisione da parte di leader religiosi, politici, accademici e civili, e da tanta gente del «suo» popolo.

Chiara Lubich è una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso e interculturale. Grande amica di Giovanni Paolo II e anche dell’attuale Papa, Benedetto XVI, ha avuto l’intuizione di fondare uno tra i movimenti più innovativi del mondo ecclesiastico, presente oggi in 87 nazioni con 780 comunità sparse in tutto il mondo: 140mila membri attivi e oltre 2 milioni di aderenti alla spiritualità del Movimento. Unità, pace e dialogo tra popoli e culture: questi i tre pilastri dei Focolari.

FONTE: http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_13/lubich_malata_38caec06-f0ef-11dc-9d4f-0003ba99c667.shtml

664a4d2499c59844ce3ccdfc6463ca77.jpgUna divina avventura (video su Chiara Lubich)

La scintilla ispiratrice: Dio Amore

E’ proprio la riscoperta di Dio Amore che apre un nuovo orizzonte e imprime una direzione decisiva non solo nella vita di Chiara, ma di milioni di persone.

Durante la seconda guerra mondiale, a Trento, sotto i bombardamenti che fanno crollare ogni cosa, Chiara, allora poco più che ventenne, in quel clima di odio e violenza, sperimenta l’incontro con Dio Amore, l’Unico che non crolla. Una scoperta da lei definita “folgorante”, “più forte delle bombe che colpivano Trento”, subito comunicata e condivisa dalle sue prime compagne. La loro vita cambia radicalmente. Sulla tomba, se fossero morte, avrebbero voluto vi fosse un’unica iscrizione: “E noi abbiamo creduto all’amore”.

Questa scoperta aprirà quell’orizzonte divenuto lo scopo della loro vita: concorrere ad attuare il testamento di Gesù “che tutti siano uno, il suo progetto di unità sulla famiglia umana.

Il Vangelo vissuto in tutte le dimensioni della vita

Sin da allora Chiara ha l’intuizione che stava per nascere qualcosa che avrebbe raggiunto i confini del mondo, illuminato e rinnovato la società.

Chiara non vede, infatti, in questa riscoperta del Vangelo un fatto solo spirituale, ma è animata dalla certezza che il Vangelo vissuto porta la più potente rivoluzione sociale: primo banco di prova, negli anni ’40, tra i poveri dei quartieri più diseredati di Trento, con cui, insieme alle sue prime compagne, condivide i pochi beni. Sperimentano l’attuarsi delle promesse evangeliche: “date e vi sarà dato”, “chiedete e otterrete”. In piena guerra, viveri, vestiario e medicinali arrivano con inattesa abbondanza per le molte necessità.

La chiave dell’unità

Negli innumerevoli volti del dolore, delle divisioni e dei traumi dell’umanità, Chiara riconosce il volto di Cristo, dell’Uomo-Dio che sulla croce grida l’abbandono del Padre suo. In Lui trova la chiave per ricomporre l’unità con Dio e tra gli uomini.

E’ prima di tutto in questi volti di dolore che legge i segni della volontà di Dio che la conduce a dar vita ad un’opera, il Movimento dei Focolari che, per la varietà della sua composizione, assumerà la forma di un “popolo”, di un “laboratorio” per un mondo unito nella fraternità.

Chiara ripete che quest’opera “non è stata pensata solo da mente umana, ma viene dall’Alto. Sono in genere le circostanze che manifestano ciò che Dio vuole. Noi cerchiamo di seguire la Sua volontà giorno dopo giorno.”

L’unità tra singoli, categorie sociali, popoli, costantemente indicata come il primo impegno dell’intero Movimento, è da lei alimentata con scritti, conversazioni, incontri, viaggi, richiamando sempre l’ispirazione e la radicalità originaria del carisma.

Nuove vie aperte da un nuovo carisma

Ripercorrendo le principali tappe dello sviluppo del Movimento, vengono in evidenza le vie nuove aperte da questo carisma, al di là di ogni previsione, come una risposta alle urgenze che via via emergono nell’umanità.

Una nuova spiritualità nella Chiesa – Dalla risposta radicale a Dio Amore, alla scuola del Vangelo, avrà il via una nuova corrente di spiritualità, la spiritualità dell’unità, che – essendo incentrata sull’amore e sull’unità, iscritti nel DNA di ogni uomo – si rivelerà sempre più universale.

In questa nuova spiritualità che nasce nella Chiesa, troverà linfa vitale un numero sempre maggiore di uomini e donne delle più diverse categorie sociali, età, razze e culture. Dopo alcuni anni, ai cattolici si uniranno cristiani di altre Chiese, ebrei, ed anche seguaci di altre religioni e persone di convinzioni non religiose, sotto le più diverse latitudini, in 182 Paesi.

Quali strumenti di unità, Chiara dà il via a movimenti specifici: per le nuove generazioni, per le famiglie, per agire nel sociale e nella Chiesa. Quale via privilegiata all’unità, si aprono fecondi dialoghi; via via, su suo impulso, nascono modelli di una nuova socialità: le cittadelle che sorgono nei 5 continenti. Per diffondere la cultura dell’unità, si moltiplicano i mezzi di comunicazione sociale: case editrici, riviste, centri audiovisivi, siti internet.

Nuove prospettive nei più diversi ambiti della società sono da lei aperte a partire dagli anni ’90, come quella economica, quando nel 1991, di fronte agli enormi squilibri sociali del Brasile, dà vita al progetto dell’Economia di comunione; e quella politica, con la nascita nel 1996 del Movimento politico per l’unità, che propone a politici delle più diverse estrazioni partitiche, la fraternità quale categoria politica, in vista del bene comune.

Un Sì, segna un nuovo inizio

Chiara Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920. Durante il fascismo vive anni di  povertà: il padre socialista perde il lavoro a causa delle sue idee. Per mantenersi agli studi, sin da giovanissima dà lezioni private.

Il suo nome di battesimo è Silvia. Assumerà quello di Chiara, affascinata dalla radicalità evangelica di Chiara d’Assisi.

Il 7 dicembre 1943 Chiara pronuncia il suo sì per sempre a Dio nella chiesetta dei Cappuccini di Trento. Era sola. Aveva 23 anni. Non vi era ancora alcun presagio di ciò che sarebbe nato.  Gli inizi del Movimento sono segnati convenzionalmente da questa data. 

Ricerca della Verità, ricerca di Dio – Questa scelta radicale segna la prima tappa di un cammino alla ricerca appassionata della Verità, di una conoscenza più profonda di Dio. Per trovarvi risposta, dopo essersi diplomata maestra elementare, si era iscritta alla facoltà di filosofia  presso l’Università di Venezia. Ma non aveva potuto continuare gli studi, prima a motivo della guerra e poi per sostenere lo sviluppo del movimento nascente. Intuisce che troverà risposta in Gesù che aveva detto di sé: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Sarà Lui il suo Maestro.

Loreto, un prodromo della sua avventura spirituale. Partecipando, nel 1939, a Loreto ad un corso per giovani di Azione cattolica, nel Santuario dove è custodita, secondo la tradizione, la casetta di Nazareth che aveva ospitato la Sacra famiglia, intuisce quale sarà la sua vocazione: una riproduzione della famiglia di Nazareth, una nuova vocazione nella Chiesa, e che molti avrebbero seguito questa via.

Nella Chiesa cattolica

La prima udienza con il Papa – Nel 1964 Chiara è ricevuta per la prima volta in udienza dal Papa, allora Paolo VI, che riconosce nel Movimento un’ “Opera di Dio”. Da quel momento, si moltiplicano – con Paolo VI prima e Giovanni Paolo II poi – udienze private e pubbliche, e loro interventi in occasione delle manifestazioni internazionali.

Nel 1984 Giovanni Paolo II visita il Centro internazionale di Rocca di Papa. Riconosce nel Movimento i lineamenti della Chiesa del Concilio, e nel suo carisma un’espressione del “radicalismo dell’amore” che caratterizza i doni dello Spirito nella storia della Chiesa.

Da Pentecoste ’98, inizio di un cammino di comunione tra movimenti e nuove comunità – Al primo grande incontro dei movimenti ecclesiali e nuove comunità, la vigilia di Pentecoste ’98 in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II riconosce operante in queste nuove realtà ecclesiali la risposta dello Spirito al processo di scristianizzazione in atto e chiede loro “frutti maturi di comunione e di impegno”. Intervenendo, insieme ad altri 3 fondatori, Chiara Lubich gli assicura l’impegno di contribuire a realizzare questa comunione “con tutte le nostre forze”. Da allora inizia un cammino di fraternità e comunione tra molti movimenti e nuove comunità nel mondo.

Ai Sinodi e alle Assemblee delle Conferenze episcopali – Partecipa, in Vaticano, a vari Sinodi dei vescovi: per il XX anniversario del Concilio Vaticano II (1985), sulla vocazione e missione del laicato (1987), e sull’Europa (1990 e 1999). Chiara è nominata Consultrice del Pontificio Consiglio per i Laici (1985).

Nel 1997 è invitata a presentare il Movimento all’Assemblea generale della Conferenza episcopale a Manila, nelle Filippine. Negli anni seguenti è invitata dalle Conferenze episcopali di: Taiwan, Svizzera, Argentina, Brasile, Croazia, Polonia, India, Cechia, Slovacchia, Austria.

Ecumenismo

La pagina ecumenica del Movimento si apre nel 1961, nel tempo in cui Papa Giovanni XXIII pone l’unità dei cristiani tra i primi scopi del Concilio, da lui annunciato nel 1959: Chiara comunica l’esperienza di Vangelo vissuto nel Movimento ad un incontro con un gruppo evangelico-luterano, a Darmstadt, in Germania. Segnerà l’inizio della diffusione della spiritualità dell’unità nelle diverse Chiese.

Pochi anni dopo si avviano rapporti personali:

nel mondo ortodosso, con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Atenagora I, e poi con i suoi successori;

nella Comunione anglicana, dapprima con l’arcivescovo anglicano di Canterbury, Ramsey, sino all’attuale, Rowan Williams;

nel mondo evangelico-luterano, con l’allora Presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo Christian Krause, e con i Segretari generali che si succedono al Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra.

Tutti incoraggiano la diffusione della spiritualità dell’unità nelle diverse Chiese.

Dialogo interreligioso

Di fronte alle sfide della società sempre più multiculturale e multireligiosa, si evidenziano i frutti di pace del dialogo con seguaci delle diverse religioni avviato sin dagli anni ’70.

Chiara e il Movimento instaurano non solo contatti con singole personalità o seguaci delle diverse religioni, ma anche con interi movimenti.

Buddisti – Prima donna cristiana, Chiara Lubich espone la sua esperienza spirituale, nel 1981 in un tempio a Tokyo di fronte a 10.000 buddisti, e nel 1997 in Tailandia a monache e monaci buddisti.

Musulmani – qualche mese dopo, nella storica Moschea ‘Malcolm X’ di Harlem a New York, di fronte a 3000 musulmani afro-americani;

Ebrei – Nello stesso anno a Buenos Aires è ospite di organizzazioni ebraiche.

Indù – Nel 2001 sarà in India: si aprirà una nuova pagina nel dialogo del Movimento con il mondo indù.

Nel 1994 è nominata tra i presidenti onorari della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace (WCRP).

In campo civile

Sin dagli inizi, la pacifica rivoluzione evangelica che ha il via da Trento suscita l’interesse anche di persone senza una fede religiosa. Con il mondo laico si svilupperà un dialogo sulla base dei grandi valori umani come solidarietà, fraternità, giustizia, pace e unità tra singoli, gruppi e popoli.

Chiara è invitata a parlare dell’unità dei popoli ad un Simposio al Palazzo di Vetro dell’ONU nel maggio ’97.

Interviene a Berna alla celebrazione per il 150° della Costituzione Svizzera (marzo ’98).

A Strasburgo presenta l’impegno sociale e politico del Movimento ad un gruppo di deputati del parlamento Europeo (settembre ’98)

Ancora a Strasburgo interviene alla Conferenza per il 50° del Consiglio d’Europa su “Società di mercato, democrazia, cittadinanza e solidarietà”, presentando l’esperienza dell’Economia di Comunione (giugno 1999)

A Innsbruck al Convegno “1000 città per l’Europa”, parla dello “Spirito di fratellanza nella politica, come chiave dell’unità dell’Europa e del mondo” alla presenza di numerosi sindaci, di alti esponenti della politica europea e dielle massime autorità austriache (novembre 2001).

L’opera di unità, di pace e dialogo tra popoli religioni e culture promossa da Chiara Lubich viene riconosciuta pubblicamente da parte di organismi internazionali, culturali e religiosi: dal Premio Templeton per il progresso della religione (1977), al Premio Unesco ’96 per l’Educazione alla pace, a quello per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa (1998), dalle lauree h.c., conferitele da Università di diversi Paesi, alle cittadinanze onorarie. E ancora riconoscimenti da parte di grandi religioni e di capi di diverse Chiese.

FONTE: http://www.focolare.org/page.php?codcat1=428&lingua=IT&titolo=Chiara%20Lubich&tipo=Chiara%20Lubich

Chiara Lubich è in Paradisoultima modifica: 2008-03-14T09:30:00+01:00da borgosotto
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