L’ultimo saluto a Chiara Lubich

FONTE: http://www.korazym.org/news1.asp?Id=28146  

Il cardinale Bertone: proseguire la sua opera

di Angela Ambrogetti/ 18/03/2008

 

  E’ la giornata dei funerali di Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, morta nella notte di venerdì all’età di 88 anni. Il rito celebrato dal cardinale Bertone nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Il messaggio del papa.  


  ROMA – Una celebrazione ecumenica che ha mobilitato la città di Roma. E’ la giornata dell’ultimo saluto a Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari, morta nella notte di venerdì all’età di 88 anni. I suoi funerali, celebrati oggi dal cardinale Tarcisio Bertone nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, sono stati un evento che ha reso omaggio ad una donna che è stata davvero profeta di unità.


Leader religiosi partecipano alla cerimonia nella basilica di San Paolo
(Foto di Focolare.org)

Fin dalle prime ore della mattina la basilica ha visto arrivare laici e religiosi per ricordare Chiara nella preghiera. Alle 14,15 la bara portata da sei focolarini di diverse etnie ha fatto ingresso nella basilica accompagnata dai canti e dagli applausi. Il Gen Verde e il Gen Rosso hanno animato la liturgia con i canti che da anni portano nelle chiese e nei teatri di tutto il mondo. L’abate del monastero Edmund Power ha accolto la salma, interrompendo la serie di testimonianze e preghiera che da ore animavano la basilica, cuore dello spirito ecumenico. Dietro la bara, ad accompagnare Chiara da vicino, Eli Folonari, che è stata tra le prime compagne e sempre vicina a Chiara. Ricca di simboli la parte che ha anticipato la liturgia, ad iniziare da quei tre garofani rossi posti sulla bara insieme al Vangelo, in ricordo del primo giorno della storia del Movimento. E tra i testimoni del momento di preghiera, tanti rappresentanti di altre religioni. Del resto, non è un caso se Giovanni Paolo II definiva le focolarine e i focolarini “apostoli del dialogo”, quale via privilegiata per promuovere l’unità: dialogo all’interno della Chiesa cattolica, dialogo ecumenico, dialogo interreligioso, dialogo con i non credenti.

Tra i presenti, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, suor Anna Maria aus der Wiesche, evangelica luterana, della comunità della Christusbruderschaft di Selbitz, il metropolita Gennadios (Zervos), Arcivescovo Ortodosso d’Italia e di Malta (Patriarcato ecumenico di Costantinopoli), Christian Krause, vescovo evangelico della Germania e Robin Smith, vescovo anglicano dell’Inghilterra. E ancora: Lisa Palmieri, ebrea, rappresentante presso la Santa Sede dell’American Jewish Committee; Izak El Hajji Pasha, imama della Moschea Malcolm Shabazz di Harlem, New York; Yasutaka Watanabe, Presidente del Consiglio Direttivo della Rissho Kosei-kai (Movimento buddista giapponese); Pra Tongrathana, monaco del buddismo Theravada, Tailandia, che nella sua testimonianza ha chiamato la Lubich “mamma Chiara”.


L’omaggio alla salma di Chiara Lubich di rappresentanti di diverse religioni
(Foto Focolare.org)

La messa è stata concelebrata, insieme al cardinale Bertone, dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco e dai cardinali vicini al movimento, l’arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz, l’arcivescovo di Praga, Miloslav Vlk, il vicario di Roma Camillo Ruini, il presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani Walter Kasper, il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, l’ex segretario di Stato Angelo Sodano, il prefetto della congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, Ivan Dias, il presidente del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali, monsignor Claudio Maria Celli, il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, l’arciprete della basilica di San Paolo, Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

Il cardinale Bertone ha letto il messaggio del papa, che definisce il servizio di Chiara “un servizio silenzioso e incisivo, in sintonia sempre con il magistero della Chiesa: “I Papi – diceva – ci hanno sempre compreso”. Questo perché Chiara e l’Opera di Maria hanno cercato di rispondere sempre con docile fedeltà ad ogni loro appello e desiderio. Si potrebbe addirittura affermare che aveva quasi la profetica capacità di intuirlo e di attuarlo in anticipo”.

Parole salutate da un lunghissimo applauso. Nella sua omelia, il cardinale ha proposto poi una meditazione sull’amore, quello divino, quello da vivere nel Vangelo. ”Ma come vivere l’Amore?“, si è chiesto il segretario di Stato. “Affidandosi a Cristo”, la risposta. “Chi si affida a Lui nulla teme, né la fatica della traversata di mari tempestosi, né gli ostacoli e le avversità di ogni genere. Chi costruisce la sua casa su Cristo, costruisce sulla roccia dell’Amore che tutto sopporta, tutto supera, tutto vince“.

Ed ha proseguito: “Il secolo XX è costellato di astri lucenti di questo amore divino. Non dovrà pertanto essere ricordato solo per le meravigliose conquiste conseguite nel campo della tecnica e della scienza e per il progresso economico che però non ha eliminato, anzi talora ha persino accentuato l’ingiusta ripartizione delle risorse e dei beni tra i popoli; non passerà alla storia solo per gli sforzi dispiegati per costruire la pace che purtroppo non hanno impedito crimini orrendi contro l’umanità e conflitti e guerre che non smettono di insanguinare vaste regioni della terra. Il secolo scorso, pur carico di non poche contraddizioni, è il secolo in cui Dio ha suscitato innumerevoli ed eroici uomini e donne che, mentre lenivano le piaghe dei malati e dei sofferenti e condividevano la sorte dei piccoli, dei poveri e degli ultimi, dispensavano il pane della carità che sana i cuori, apre le menti alla verità, restituisce fiducia e slancio a vite spezzate dalla violenza, dall’ingiustizia, del peccato. Alcuni di questi pionieri della carità la Chiesa li addita già come santi e beati: don Guanella, don Orione, don Calabria, Madre Teresa di Calcutta ed altri ancora”.

Prosegue il cardinale: “E’ stato anche il secolo dove sono nati nuovi Movimenti ecclesiali, e Chiara Lubich trova posto in questa costellazione con un carisma che le è del tutto proprio e che ne contraddistingue la fisionomia e l’azione apostolica”. E dopo aver ripercorso le tante attività ed iniziative nate dal carisma di Chiara Lubich, il segretario di Stato ha terminato con l’invito a “proseguire la missione da lei iniziata”. “Il sogno di Chiara, – ha concluso accolto da un lunghissimo applauso – questo sia anche il nostro anelito incessante: “Padre, che tutti siano una cosa sola, perché il mondo creda”.

Migliaia i fedeli all’esterno che hanno seguito la messa dai maxi schermi e non solo a Roma. Molte le città collegate, a partire da Trento, città natale di Chiara e del Movimento. Molti anche i politici presenti, come Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini e Romano Prodi. Durante la messa, cantata dal Gen Verde e dal Gen Rosso, gruppi musicali internazionali del Movimento dei Focolari, le intenzioni dei fedeli sono state lette anche da Graziella De Luca, una delle prime focolarine, e Liliana Cosi, ballerina prima étoile alla Scala. Alla conclusione della Messa, dopo il saluto esequiale, l’ultimo saluto, quello del cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici.

VEDI ANCHE: (FONTE: http://www.cittanuova.it/)

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L’ultimo saluto a Chiara Lubichultima modifica: 2008-03-18T21:00:00+01:00da borgosotto
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