Omelia di Pasqua (23.03.08)

– Questa è la Santa Notte di Pasqua, la più importante delle veglie, il culmine e la fonte di tutto l’anno liturgico. Perchè è così importante? Perchè il cuore della nostra fede è proprio questo evento della Resurrezione del Crocifisso, l’evento che segna il giorno primo della settimana, il compimento della creazione, la nascita di una nuova era: l’era in cui possiamo sperare, e la speranza diventa certezza, che la Vita vince la morte, che l’Amore è più forte della Morte. I potenti che pensavano di mettere fine in quel sepolcro all’avventura di un uomo straordinario che scardinava ogni oppressione, si ritrovano una tomba aperta e l’annuncio dirompente che cambierà la storia dell’umanità: “Cristo è Risorto dai morti”!

– Scrive S.Paolo: “Se Cristo non è Risorto, vana è la vostra fede!” Senza la Pasqua che oggi celebriamo la nostra fede sarebbe svuotata di ogni significato: si ridurrebbe al ricordo di un grande uomo vissuto più di 2000 anni fa, ma niente di più. Ha detto il Vescovo nell’omelia della Messa Crismale, riprendendo la stesso frase di S.Paolo: “se Cristo non è risorto, il vangelo che annunciamo rimane una semplice idea; nobile e bella, certo; ma solo un’idea. Se invece Cristo è davvero risorto, se Dio ha manifestato in lui l’efficacia della sua forza, se la morte non ha più nessun potere sopra di lui, allora la morte non può più fare troppa paura: sarà ancora capace di turbare la nostra fragile psiche, ma non riuscirà a condizionare la nostra libertà redenta, non riuscirà a costringerci dentro il cerchio mortale dell’egoismo”.

– La nostra fede si radica invece nell’incontro con un Dio fatto uomo, che ha mostrato la via dell’amore come la via vincente, ma soprattutto un Dio VIVO, con cui incontrarsi oggi, rapportarsi, ricevere quell’amore di cui ognuno di noi ha profondamente bisogno.

– Spesso chiedo allora agli studenti dove, come possiamo incontrare oggi Gesù. Inevitabilmente riscontro un pò di titubanza, perchè rimane in loro la percezione che parliamo di un uomo morto, di un uomo vissuto molti secoli fa, un uomo che del resto non possiamo vedere, toccare con i nostri sensi. Tuttavia alla fine la risposta arriva: lo possiamo incontrare nell’EUCARISTIA, che è il suo corpo donato a noi come alimento, nella COMUNITA’ unita nel suo nome (perchè come ha promesso, Lui è in mezzo a coloro che si amano reciprocamente), nei POVERI, perchè “ogni cosa che avete fatto al più piccolo l’avete fatta a me”, nella SACRA SCRITTURA, che è parola viva ed efficace di Dio.

– Ma noi lo abbiamo realmente incontrato il Risorto? Riusciamo a sentire la sua presenza? Ci sentiamo spinti dal suo amore? Non basta sapere dove e come incontrarlo: dobbiamo volere questo incontro, prepararlo, cercarlo perchè è “a chi bussa che sarà aperto, chi cerca troverà”. Il Risorto, d’altra parte, è alla nostra porta e bussa con dolcezza e rispetto in attesa che apriamo la nostra vita a lui. Ma non è che siamo talmente presi da altre cose, talmente sopraffatti da rumori e distrazioni che non sentiamo bussare il Signore?

– Forse alcuni di voi hanno sentito la notizia di una donna anziana molto importante nella Chiesa che è morta qualche giorno fa: questa donna si chiamava CHIARA LUBICH ed era la fondatrice di un Movimento ecclesiale, chiamato movimento dei Focolari, che conta milioni di aderenti presenti in tutto il mondo. Al suo funerale, trasmesso in diretta da Rai1, erano presenti i nostri politici più importanti e di ogni schieramento ideologico (da Bertinotti a Fini), erano presenti rappresentanti delle principali religioni e ovviamente erano presenti cardinali, vescovi, sacerdoti e migliaia di persone accorse per l’ultimo saluto a questa donna straordinaria. Eppure, se leggiamo la sua vita, dovremmo riflettere su una cosa importante: come ha potuto una ragazza di Trento, una giovanissima maestra, diventare la donna italiana più conosciuta e influente al mondo? Come ha potuto realizzare un’opera che si è diffusa rapidamente nel mondo intero e che continua a entusiasmare persone di ogni cultura, religione e opinione politica? Penso che ci risponderebbe più o meno così: “dopo averlo cercato a lungo, ho incontrato Gesù Risorto, mi sono consacrata a lui come ad uno sposo, ho lasciato che mi guidasse, che mi parlasse attraverso il Vangelo che cominciavamo, con le mie compagne, a vicere concretamente e amando gli altri ci sentivamo amate da lui fino a donare completamente la nostra vita per quell’unico ideale che non crollava davanti alle bombe della guerra o alle nuove ideologie: l’unità, il costruire rapporti di amore reciproco con ogni persona che incontravamo”. Un mio amico la chiamava la “vecchietta sprint”: fino a pochi mesi fa continuava a comunicare con entusiasmo l’amore di Dio, un amore concreto fatto di riconciliazione, sacrificio, e piccole regole essenziali: amare per primi, amare sempre, amare tutti. 

– Questo lo dico a voi, ma lo dico anche a me, per ricordarci che l’incontro reale, pieno con il Risorto cambia la vita, la trasforma, dona entusiasmo, voglia di testimoniare, di superare le prove della vita con grande coraggio e speranza. Con la certezza che non siamo soli, ma abbiamo accanto chi ci ama realmente e immensamente, nonostante i nostri limiti e difetti. 

– Non accontentiamoci di vivere ai margini di questo rapporto, come PARENTI LONTANI che si vedono solo per le grandi occasioni e che hanno ben poco da condividere, sicuramente non cose più profonde e più vere. Lasciamoci incontrare e trasformare dal Risorto. Possa lui farci uscire dai sepolcri in cui ci siamo chiusi per paura e per egoismo e farci risorgere per iniziare a vivere una vita piena, felice, eterna. Amen.

RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

* G – Quella pietra che ostruiva il tuo sepolcro era un autentico macigno posto li a suggellare la tua sconfitta:

una volta entrato nelle mani della morte, tu avresti dovuto restarci per sempre, Gesù.

Era l’unico modo sicuro per fermarti veramente: così non avresti più fatto intendere la tua parola,

così i tuoi gesti di guarigione e di misericordia non avrebbero più raggiunto i poveri e i malati della terra.

Immerso nell’oscurità della morte, spenta per sempre la tua luce, gli uomini ti avrebbero dimenticato…

Ma al terzo giorno quella pietra è stata ribaltata

e con essa sono risultate vane la violenza e la cattiveria scatenate contro di te.

Con essa sono rotolate via le pretese devastanti di chi voleva eliminarti dalla faccia della terra.

Ecco perché, Signore risorto, oggi per noi è un gran giorno di festa:

risorgendo da morte tu mandi in frantumi l’arroganza dei potenti

e ridesti la speranza dei poveri, manifesti la forza dell’amore

ed offri ad ogni uomo la tua presenza di grazia.

Tu sei il Vivente per i secoli dei secoli!

Omelia di Pasqua (23.03.08)ultima modifica: 2008-03-21T09:55:00+01:00da borgosotto
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