In ricordo di Giovanni Paolo II

Tre anni dopo. Benedetto XVI ricorda papa Wojtyla: aveva qualità sovrannaturali

di Angela Ambrogetti/ 02/04/2008

FONTE: http://www.korazym.org/news1.asp?Id=28356 

 

  Nel terzo anniversario dalla morte, Benedetto XVI ha ricordato il predecessore con una messa di suffragio, in piazza San Pietro. Ho raccolto, dice il papa, “un’inestimabile eredità spirituale”.  


  CITTA’ DEL VATICANO – Chiedo che Giovanni Paolo II interceda dal cielo per tutti e “per me in particolare”, perché “la Chiesa possa proseguire fedelmente e senza compromessi la missione evangelizzatrice”. E’ questa la preghiera di Benedetto XVI nella messa di suffragio per papa Wojtyla a tre anni dalla morte. Un’occasione per riflettere sull’amicizia di Giovanni Paolo II con il Risorto, la profondità spirituale e mistica della preghiera, l’accettazione della sofferenza, il “non abbiate paura” dell’Angelo alle donne divenuto un vero slogan del pontificato.

Nel sole primaverile di piazza San Pietro, davanti a più di 40 mila fedeli, il papa, invece della consueta udienza del mercoledì, ha celebrato la messa. Nella processione uscita dal Portone di Bronzo, accesso ufficiale al Palazzo Apostolico, molti i cardinali concelebranti che hanno accompagnato il pontificato di Giovanni Paolo II, a cominciare dall’arcivescovo di Cracovia, Stanislao Dziwisz, per quasi 40 anni segretari personale di Wojtyla.

Il salmo all’inizio della messa, eseguito dal coro della Cappella Sistina diretto da mons. Giuseppe Liberto, il 138, canta la Misericordia di Dio, quella Divina Misericordia cui è stato devoto Giovanni Paolo II. E il 2 aprile del 2005, era proprio la vigilia di quella festa che lui stesso aveva voluto con la canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, diventandone apostolo e testimone.

“Riviviamo con emozione le ore di quel sabato sera, quando la notizia della morte fu accolta da una grande folla in preghiera che gremiva Piazza San Pietro”, ha spiegato Benedetto XVI nella sua omelia, ricordando il fiume ininterrotto di pellegrini che rese omaggio alla salma del venerato Pontefice. Il papa ha messo in luce “le qualità umane e soprannaturali” del suo predecessore, ma soprattutto l’eccezionale sensibilità spirituale e mistica: “Bastava osservarlo quando pregava: si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo”. E ancora: ”Il dinamismo pasquale, che ha reso l’esistenza di Giovanni Paolo II una risposta totale alla chiamata del Signore, non poteva esprimersi senza partecipazione alle sofferenze e alla morte del divino Maestro e Redentore”.

Una vita legata alla Risurrezione anche nello slogan del pontificato. ”Ci guidano in questa riflessione rievocativa le Letture bibliche appena proclamate: ‘Non abbiate paura, voi!’. Le parole dell’angelo della risurrezione, rivolte alle donne presso il sepolcro vuoto, che ora abbiamo ascoltato, sono diventate una specie di motto sulle labbra del papa Giovanni Paolo II, fin dal solenne inizio del suo ministero petrino. Le ha ripetute più volte alla Chiesa e all’umanità in cammino verso il 2000, e poi attraverso quello storico traguardo e ancora oltre, all’alba del terzo millennio. Le ha pronunciate sempre con inflessibile fermezza, dapprima brandendo il bastone pastorale culminante nella Croce e poi, quando le energie fisiche andavano scemando, quasi aggrappandosi ad esso, fino a quell’ultimo Venerdì Santo, in cui partecipò alla Via Crucis dalla Cappella privata stringendo tra le braccia la Croce”.

Poi, il pensiero al Congresso mondiale sulla Divina Misericordia, il primo in assoluto che inizia oggi a San Giovanni in Laterano e che “intende – spiega il papa – approfondire il suo ricco magistero su questo tema. La misericordia di Dio – lo disse egli stesso – è una chiave di lettura privilegiata del suo pontificato. Egli voleva che il messaggio dell’amore misericordioso di Dio raggiungesse tutti gli uomini ed esortava i fedeli ad esserne testimoni”.

La Misericordia è di fatto la teologia della storia proposta da Giovanni Paolo II, un papa di cui forse troppo spesso si dimentica il pensiero e si ricordano solo i grandi gesti esteriori. “Il servo di Dio Giovanni Paolo II aveva conosciuto e vissuto personalmente le immani tragedie del XX secolo, e per molto tempo si domandò che cosa potesse arginare la marea del male. La risposta non poteva trovarsi che nell’amore di Dio. Solo la Divina Misericordia è infatti in grado di porre un limite al male”.

Il testo integrale dell’omelia di Benedetto XVI

La giornata di oggi è segnata da altri appuntamenti importanti: l’apertura del Congresso della Divina Misericordia nel pomeriggio a San Giovanni in Laterano e la recita del Rosario in serata nelle Grotte Vaticane che sarà conclusa dal cardinale Dziwisz. A promuovere il Congresso è il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn, che ha annunciato l’iniziativa il 2 aprile 2007, secondo anniversario del transito di papa Wojtyła. Il progetto di un Congresso Mondiale della Misericordia era maturato durante un ritiro spirituale internazionale per sacerdoti e operatori pastorali svoltosi nel 2005 presso il Santuario di Łagiewniki sul tema “Misericordia, unica speranza per il mondo”.

Obiettivo centrale del Congresso è quello di sottolineare il potere trasformante della misericordia di Dio, in grado di aprire a cuori alla riconciliazione e al perdono, e di portare la pace nella vita delle persone, tra i popoli e tra le religioni; nucleo centrale del messaggio cristiano, la misericordia “aiuta a scoprire il vero volto di Dio, ma anche il vero volto dell’uomo e della Chiesa”. Si desidera inoltre che la riflessione sul tema della misericordia divenga un elemento permanente nella vita della Chiesa e in tale prospettiva all’evento romano seguiranno Congressi continentali (2009), nazionali (2010), diocesani (2011) e il II Congresso mondiale nel 2012.
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In ricordo di Giovanni Paolo IIultima modifica: 2008-04-02T13:25:00+02:00da borgosotto
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