5a domenica Tempo di Pasqua – Anno A (20 aprile 2008)

– L’approfondimento è, in queste ultime domeniche del Tempo di Pasqua, sull’identità di Gesù Risorto, o meglio su chi lui sia PER NOI, qual è la sua rilevanza per la nostra vita concreta.

– Dopo aver meditato, domenica scorsa, sul Cristo Buon Pastore che dona la sua vita perché possiamo a nostra volta vivere in pienezza, ecco che Gesù stesso si rivela come la VIA , la VERITA ’ e la VITA.

– Il CONTESTO è quello del “discorso di addio”, gli ultimi insegnamenti offerti ai discepoli prima della sua morte e Resurrezione. Un vero TESTAMENTO SPIRITUALE in cui è condensato il cuore del messaggio cristiano.

Ø       Ecco allora la SPERANZA contro il turbamento per la crisi che i discepoli dovranno attraversare: l’apparente assenza di Gesù è motivata dal suo bisogno di ricongiungersi definitivamente col Padre e in questa unione c’è posto anche per noi. E’ lui stesso che ci prepara questo posto. A noi chiede di avere FEDE.

Ø       La META del nostro pellegrinare è dunque quanto di più bello possiamo immaginare: dimorare nella Trinità, in questo scambio d’amore che riempie tutti i nostri bisogni oggi frustrati. Sentirci finalmente a CASA, FAMIGLIA unita dall’amore reciproco.

Ø       E’ la META che ci spinge ad intraprendere un percorso arduo: si và in montagna sapendo che la fatica attuale sarà ripagata dal riposo e dal fascino di aver raggiunto la meta designata.

Ø       Ma ci pensate come sarebbe arduo tutto questo se non ci fosse un percorso tracciato? Questo percorso, la VIA che ci conduce al Padre è Gesù stesso: è l’IMITAZIONE della sua vita, ma soprattutto il camminare DIETRO a lui, seguendo le sue orme, seguendo le indicazioni che ci lascia sul cammino, lasciandoci sospingere e guidare dal suo Spirito che è la FORZA e la SAGGEZZA che ci fa discernere sulle scelte da fare.

Ø       Gesù dunque è la VIA che ci conduce alla VERITA’ e alla VITA piena, eterna.

– La nostra incomprensione e titubanza è “giustificata” dalle reazioni degli stessi discepoli di Gesù: con loro anche noi fatichiamo a comprendere la portata di queste rivelazioni, la ricaduta concreta per la nostra esistenza.

– D’altra parte la storia di questi 2000 anni conferma le parole di Gesù e l’affermazione finale:
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre”.

Ø       L’opera di Gesù continua nei suoi discepoli. Come le opere di Cristo manifestano la piena comunione con il Padre, così chi è in comunione con Gesù ne continua l’azione con “opere più grandi”, non per il contenuto ma per la loro estensione, perché continuando nei discepoli l’opera di Gesù assumerà proporzioni sempre più grandi.

La CHIESA diventa allora il LUOGO in cui incontrare Gesù Risorto che opera in coloro che lo lasciano agire, che si affidano a lui.

Ø       Tutti noi, in virtù del BATTESIMO, siamo SACERDOTI di Cristo, mediatori della sua presenza, chiamati ad offrire SACRIFICI SPIRITUALI, cioè atti di amore concreto.

Ø       Noi siamo le PIETRE VIVE che costituiscono l’EDIFICIO SPIRITUALE (la vera Chiesa non è quella fatta di mattoni, ma la COMUNITA ’ che vive insieme al suo Maestro e opera con lui). Noi siamo il POPOLO di Dio, la sua NAZIONE SANTA: noi che proclamiamo le sue opere e mostriamo con la vita di essere passati dalle tenebre del non senso alla luce meravigliosa del suo amore.

Ø       Queste pietre non sono identiche: devono trovare il loro posto particolare per rendere completo l’edificio. Lungo la storia la Chiesa cresce, prende sempre maggior consapevolezza di sé, mostra di essere in cammino e in questo cammino cresce e si trasforma per realizzare sempre più quel progetto originario. Così accanto agli apostoli chiamati in particolare alla preghiera e al servizio della Parola ecco che nascono i DIACONI, “uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza” a cui viene affidato il servizio ai poveri e alla mensa. Sarà inoltre un Diacono, S.Stefano, il primo martire e uno dei primi annunciatori. Sarà Filippo, altro Diacono, a convertire per primo delle persone straniere…

Ø       Come a dire: dal bisogno concreto nascono delle nuove vocazioni, ma ogni vocazione realizzata diventa annuncio e testimonianza. Così è per gli sposi, per le vedove, per i professionisti chiamati a vivere cristianamente il loro lavoro. Così nascono i Lettori, i Cantori, i Catechisti, gli uomini e le donne che concretamente si impegnano per rendere dignitoso e accogliente questo nostro mondo…

Ø       La Chiesa ha bisogno di ciascuno di noi. La carenza di preti nel mondo occidentale mostra come i laici, come ciascuno di voi, deve collaborare attivamente all’interno della comunità per renderla realmente comunità di fratelli e sorelle, dunque una famiglia che ha Dio per Padre, un Padre che ha preso un volto concreto in Gesù, il Cristo, uomo-Dio, la nostra Via che ci conduce alla Verità e alla Vita di Dio, meta del nostro faticoso pellegrinare.

Gesù tu sei la nostra via.
La via che ci indica
il progetto di vita del Padre.
La via che ci porta
alla felicità vera.
Gesù tu sei la nostra verità.
Fra le tante proposte di vita
che ci vengono offerte
e che ci vogliono sedurre,
tu ci riveli quella vera,
quella che ci permette
di costruire
la nostra vita sulla roccia
Gesù tu sei la nostra vita.
Tu sei sempre vicino a noi,
cammini con noi,
ci dai la forza di vivere
come tu sei vissuto.
Tu ci dai il coraggio
e le energie sufficienti
per fare ogni giorno,
in ogni situazione,
la volontà del Padre.
Gesù tu sei:
il nostro campione,
il nostro progetto,
la nostra forza,
la nostra gioia.
(don T. Lasconi)

5a domenica Tempo di Pasqua – Anno A (20 aprile 2008)ultima modifica: 2008-04-17T13:25:00+02:00da borgosotto
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