LA TESTIMONIANZA di Suor Emmanuelle

BASTA AMARE

 

Dalla intervista a Soeur Emmanuelle, a cura di Viviane Chocas in “Le Figaro” del 21 ottobre 2008 (traduzione di http://www.finesettimana.org/ )

Spirito sveglio, parola chiara: cinque giorni prima della sua scomparsa, Soeur Emmanuelle parlava a ruota libera della vita e della morte. Quella vita che l’ha “appassionata”, quella morte di cui diceva di “non aver paura”, anche se temeva “ciò che la precede”. Confidava ancora, ridendo, di essersi messa d’accordo con la Madonna ”. Un’intervista-testamento riassunta in queste parole: “Basta amare.”

L’ultima volta che ci siamo viste, due anni fa, lei aveva insistito su questa frase molto semplice: “Siamo tutti diversi, siamo tutti da amare.” Amare di più, è la sua ricerca permanente…

Ero abbastanza giovane quando sono stata colpita da questa frase di Bernadette Soubirous: “Basta amare.” Quelle semplici parole. Amare Dio, lasciarsi amare da lui, e quell’amore… darlo ai propri fratelli e sorelle. Basta amare.

Sant’Agostno diceva: “La misura dell’amore è…

…è amare senza misura”. È così vero! Bisogna amare senza misura. Se no, non funziona. Se si pensa sempre a sé… Lascia perdere il resto! Basta amare con tutta l’anima, con tutta l’intelligenza, con tutto il proprio essere.

Si impara?

Si sviluppa a poco a poco. E dà una vita estremamente bella. La misura cresce man mano nel tempo. Ma amare non è una cosa così semplice. È un soffio…

Un soffio?

È appassionante lasciare che questo soffio ti porti via.

È un fatto di respirazione?

In fatto di inspirazione! Cioè… Ho l’impressione di aspirare Dio, lo respiro… e lo traspiro (ride).

È molto umano questo. Si ama con la testa, col cuore, col corpo…

Sì, si ama con tutto il proprio essere di carne. È bello questo. Dà alla vita un rilievo straordinario.

Ha imparato anche ad amare se stessa? È importante amare se stessi?

Non è facile amare se stessi, non mi è molto facile, perché sono conscia dei miei difetti che mi impediscono di amare con tutto il mio essere. Questo è il problema. Vorrei sopprimere tutti gli ostacoli, passare oltre per amare.

Sono prima di tutto interiori, personali, questi ostacoli?

C’è di tutto. Delle cose che possono venire dalla persona stessa, se non è molto simpatica, o da sé, quando si è un po’ stanchi, o si manca di coraggio. Cristo ha amato gli uomini fino in fondo, è nel Vangelo. Prima della sua passione, della sua morte e resurrezione. Basta amare fino alla fine. Non è così semplice!

Lei ha lottato nella sua vita perché questa voglia di amare non era così forte in lei?

Certo, perché non mi sforzavo abbastanza. A poco a poco, ho cercato di fare meglio, e un po’ ci sono riuscita.

Per resistere tanto e raggiungere fra poco 100 anni, lei ha dovuto proprio amarlo questo mondo!

Se non l’avessi amato, sarei arrivata alla stessa età! Non è questa la questione. La questione è che amare la vita dà alla vita stessa una colorazione molto bella. Appassionante.

La vita l’ha sempre appassionata?

Ogni minuto ci porta qualcosa di bello da fare, o dentro di noi, o pregando, o con gli altri. In Europa ho constatato una sorta di noia. L’Europa è triste. Tra gli straccivendoli del Cairo, questo non esisteva. (Scusa la parola, ma tutti sghignazzavano) Ridevano tutti. Rientro in Europa nel 1993, pensando che la vita sarebbe stata meravigliosa e mi imbatto in persone che non smettono di lamentarsi. E del tempo, e del parente, e del marito, e della moglie… di tutto! (ride)

Quegli anni al Cairo sono stati gli anni più belli per lei?

Gli anni che ho passato nella bidonville con gli straccivendoli, sono stati una meraviglia… Non c’è niente che possa essere paragonato a quel periodo.

Perché l’ha portata all’estremo?

Perché mi ha portata ad avere dei rapporti molto buoni, molto forti, con Dio prima di tutto, e con gli uomini. Come Gesù bambino, a dare con una mano e a ricevere con l’altra.

In che modo la preghiera la aiuta?

La preghiera è il mio respiro. È tutto per me. È la preghiera che mi dà la forza di vivere, e di cantare nel mio cuore.

E la lettura? Continua a leggere, vero? Anche il giornale?

Naturalmente, leggo il giornale La Croix tutti i giorni, leggo i titoli e gli articoli che mi interessano.

Perché questo gusto, sempre, dell’attualità?

Perché esisto. Noi esistiamo. Desidero sapere ciò che succede nel mondo per prendere tutto nel mio cuore, e offrirlo a Dio.

Ci pensa a quel momento? All’incontro con Lui?

Ci penso molto. Mi dico: “Emmanuelle, ancora un po’ di pazienza.” Quello che mi interessa è il momento dell’incontro. Questo sì, è bello. Come diceva il nostro padre fondatore, la morte è il più bel giorno della vita. Il giorno in cui, finalmente, la fidanzata vede il fidanzato faccia a faccia, il bambino suo padre, la sposa il suo sposo. È il più bel giorno della vita. Mica male, eh?

Significa che lei lo aspetta senza paura? Arriva a questo?

Non ho paura della morte. Ma di ciò che la precede… Per quello… non sono sicura. Ma, insomma, mi sono messa d’accordo con la Madonna : prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte: l’ho detto milioni di volte, mi rimetto a lei, non mi preoccupo.

LA TESTIMONIANZA di Suor Emmanuelleultima modifica: 2008-10-23T20:51:00+02:00da borgosotto
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