SINODO. Col Vangelo in mano

Fonte: http://www.sanpaolo.org/fc/0844fc/0844fc48.htm 

di Alberto Bobbio

CHIESA
LA CONCLUSIONE DEL SINODO SULLE SACRE SCRITTURE

COL VANGELO IN MANO

Il Messaggio finale ribadisce che la parola di Dio è metro di giudizio per le ingiustizie del mondo. E i padri sinodali chiedono che il ministero del Lettorato venga esteso alle donne.

«Il rinnovamento della Chiesa universale» passa attraverso «l’ascolto della parola di Dio». Benedetto XVI lo dice nella Messa che conclude il Sinodo dei vescovi su La parola di Dio nella missione della Chiesa, e aggiunge che va fatta una «promozione pastorale robusta e credibile della conoscenza della Sacra Scrittura».

Per tre settimane quasi 300 vescovi ed esperti hanno fatto il punto sull’uso della Bibbia nella Chiesa e sul suo ruolo nella cultura contemporanea. Non si è trattato solo di una discussione accademica sull’esegesi delle Scritture, sulla validità del metodo storico-critico e sul ruolo della Tradizione. Il messaggio che giunge dal Sinodo dice soprattutto che dalla parola di Dio viene l’annuncio che un altro mondo è possibile.

Lo ribadisce il Messaggio, lo dicono le 55 Preposizioni finali consegnate al Papa, sulla base delle quali Ratzinger scriverà l’Esortazione, cioè il documento con il quale rilancerà le raccomandazioni dei vescovi. Non è una visione audace. La parola di Dio è metro di giudizio per le ingiustizie del mondo, per superare conflitti e sofferenze. La Parola serve per contribuire alla giustizia e alla pace, ma anche per rendere più efficace il dialogo non solo tra i cristiani di diverse confessioni, ma anche con gli ebrei e addirittura con i musulmani.

Il Sinodo ha riconosciuto “l’immenso contributo” della tradizione protestante alla conoscenza della Bibbia, rilevando che il dialogo ecumenico non va rallentato. Il cardinale Marc Ouellet, arcivescovo del Québec e relatore generale al Sinodo, ha detto che «il Vangelo non toglie nulla alla libertà dell’uomo, né al rispetto dovuto alle altre culture, né a tutto ciò che è buono in ciascuna religione. In materia di dialogo ciò che importa è proporre senza imporre», e di «considerarsi sempre interlocutori».

I rapporti con l’islam

Qualche discussione più polemica c’è stata attorno al dialogo con l’islam, nel corso del dibattito tra i vescovi. Alcuni hanno messo in guardia da un dialogo che rischia di non portare a casa nulla, soprattutto se non prevede la reciprocità, anche riguardo alla costruzione di chiese nei Paesi arabi di tradizione islamica. Qualche vescovo ha sollevato critiche alle aperture della Santa Sede. Una delle Preposizioni finali riprende l’eco della discussione, ribadisce «l’importanza del rispetto della vita, dei diritti dell’uomo e della donna», sottolinea «la distinzione tra l’ordine socio-politico e l’ordine religioso nella promozione della giustizia e della pace nel mondo» e rimarca «il dovere della reciprocità e della libertà di coscienza e di religione». Ma sono parole che non valgono soltanto per l’islam. Vi sono poi altre indicazioni nelle Preposizioni consegnate al Papa. I padri sinodali osservano che Dio predilige i poveri e sono «i poveri ad aver diritto all’annuncio del Vangelo, perché bisognosi non solo di pane, ma anche di parole di vita».

Un “Direttorio sulle omelie”

Tra le sfide a cui occorre rispondere con il Vangelo in mano si indicano anche «lo sviluppo della scienza» e il rapporto con la legge naturale «scritta nel cuore di ogni persona», e cioè come «fare il bene ed evitare il male». La parola di Dio serve inoltre per ispirare l’azione di chi si impegna in politica, che deve ricercare il «vero bene di tutti» rispettando la «dignità di ogni persona», ma anche impegnandosi per quanti «soffrono e sono vittime delle ingiustizie». Le Preposizioni invitano a «non sostituire mai nella Messa la lettura delle Scritture con altri testi di spiritualità di letteratura» e sollecitano il Papa a scrivere un “Direttorio sulle omelie”.

Nelle Preposizioni c’è inoltre una importante novità. I vescovi auspicano che il Lettorato, cioè il ministero che conferisce la facoltà di leggere la parola di Dio durante la Messa, sia concesso anche alle donne. Oggi sono molte le donne che leggono le letture durante la Messa, anche in quelle papali, ma soprattutto sono donne la maggior parte delle catechiste. Il Lettorato presiede all’annuncio della parola di Dio, nella proclamazione della Bibbia e nell’insegnamento della catechesi.

Il Sinodo chiede che «venga riconosciuto» alle donne «il ruolo di annunciatrici della Parola». Il Lettorato sarebbe una sorta di riconoscimento formale oggi riservato ai maschi. È la prima volta che un Sinodo chiede che un ministero ordinato sia concesso alle donne.

Alberto Bobbio
   
   


IN MARZO VISITA IN CAMERUN E ANGOLA

Primo viaggio in terra africana del Papa. Lo ha annunciato al termine dell’omelia nella santa Messa conclusiva del Sinodo. Le mete saranno Camerun e Angola, nel marzo 2009. Benedetto XVI ha spiegato che la visita in Camerun sarà motivata dalla consegna del documento preparatorio del Sinodo dei vescovi sull’Africa (che si terrà nell’autunno 2009 in Vaticano). Il viaggio proseguirà poi in Angola, per celebrare l’anniversario dei 500 anni dell’evangelizzazione.

I due Paesi sono annoverati fra quelli fortemente impoveriti del Continente, nonostante qualche segnale di crescita negli ultimi anni. Il Santo Padre sarà accolto da milioni di cristiani: in Camerun il 43 per cento della popolazione, di cui il 38 di cattolici; in Angola una percentuale ancora maggiore, circa la metà è cattolica.

Benedetto XVI prosegue così la scelta “africana” di Giovanni Paolo II, che vi aveva effettuato 13 missioni pastorali. Il viaggio di marzo va a rafforzare i numerosi appelli del Papa per una maggiore attenzione dei Grandi allo sviluppo dell’Africa, alla lotta alla povertà e alla cancellazione del debito estero.

L.Sc.

SINODO. Col Vangelo in manoultima modifica: 2008-10-28T18:03:00+01:00da borgosotto
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