La REGOLA di VITA, ovvero: diamoci una REGOLATA!

 

E’ meglio un giorno da leoni o mille da c…retini? E’ una vecchia questione che mi è tornata in mente pensando da una parte a tanti nostri giovani e, dall’altra, ad una bella esperienza che ho fatto recentemente tra i monaci di Bose.

Da una parte ci sono  molti giovani (e diversi adulti) che vivono in ATTESA del week-end, mettendo cuore e cervello in pausa per buona parte della settimana, dall’altra questi monaci (giusto come esempio) con la vita regolata in modo “rigido” da un orario ben cadenzato (fin troppo?) e che prevede OGNI GIORNO la sveglia alle 5.30, la preghiera comunitaria alle 7, alle 12.30 e alle 18.30, circa 7 ore di lavoro al giorno (dalla pittura delle icone – bellissime!- alla casa editrice, alla produzione alimentare o di ceramica…) alternando il riposo alla meditazione personale e all’incontro fraterno nei pasti e nelle riunioni comunitarie. Dalle ore 20: grande silenzio per il riposo di tutti, fino al nuovo mattino che romperà il silenzio per una nuova lode al Signore.

E’ uno stile antico adattato al moderno (la comunità è mista ed ecumenica: maschile e femminile, con cattolici, protestanti ed ortodossi), con una grande sensibilità liturgica (affascinanti i canti e intensa la preghiera).

La sensazione è quella di trovarsi nel cuore pulsante e pensante della Chiesa, dove antico e moderno convergono con grande equilibrio e armonia e dove l’apparente isolamento dal mondo (in una campagna incorniciata da monti già imbiancati) diventa occasione di uno sguardo più ampio e unitario, così come l’artista per cogliere l’insieme della sua opera deve allontanarsi dai particolari del suo dipinto.

Cosa c’entra questo stile di vita con i giovani alle prese con lo studio e con il loro bisogno di amicizia ed affetto? Cosa c’entra con le famiglie alle prese con ritmi di vita sempre più frenetici in cui conciliare a fatica lavoro, figli, moglie (a ciascuno l’ordine di importanza) e, forse, la fede?

Io vi ho colto l’esigenza di REGOLARE la nostra vita, di cadenzarla con orari flessibili, ma fortemente indicativi, di inserirvi in ordine l’essenziale di ciò che vogliamo vivere e che ogni volta rischiamo di dimenticare.

Rimane d’altronde l’interrogativo iniziale: è meglio un giorno da leoni, cioè vivere in attesa del venerdì e sabato sera in cui alienarci dalla quotidianità in sbornie di musica e alcool, in attesa delle vacanze o meglio di pochi giorni di “follia” da tempo programmati con gli amici per non pensare a nulla, ma solo a divertirsi? In attesa del capodanno e di poche altre feste che possano garantirci un po’ di trasgressione e di “brividi”? In attesa del grande amore passionale, della notte di sesso sfrenato a dispetto di relazioni piatte e poco avventurose o emozionanti? E’ meglio questa attesa (quante volte poi frustrata da serate non all’altezza delle aspettative) o 1000 giorni, lasciatemelo scrivere, da coglioni, vissuti in una serena quotidianità, in un equilibrio pacato, con una serenità di sottofondo, priva di brividi e folli passioni?

La scelta di quei monaci di cui vi parlavo e di tanti altri (tra cui, con mille compromessi e difficoltà, anche la mia) è chiara. Ma non è possibile e doveroso per tutti RIEQUILIBRARE la propria vita e dargli una REGOLATA? Non potrebbe essere proficuo per tutti vivere ogni momento come tempo utile e godibile?

Termino con un’altra suggestione che mi viene questa volta da una piccola esperienza fatta con l’EQUIPE di NOTRE DAME, un’associazione cattolica per COPPIE che tentano di condividere il loro cammino di fede. Queste formano piccoli gruppi che si ritrovano mensilmente e che, nell’incontrarsi (io sono stato invitato come guida spirituale) verificano gli impegni presi insieme:

· “ASCOLTARE” regolarmente la Parola di Dio;

· Riservarsi OGNI GIORNO il tempo per un vero incontro “a tu per tu” con il Signore (preghiera personale);

· Ritrovarsi OGNI GIORNO insieme, marito e moglie, in una preghiera coniugale e possibilmente familiare;

· Trovare ogni mese il tempo per SEDERSI e DIALOGARE con il patner sotto lo sguardo del Signore;

· Fissarsi una REGOLA DI VITA e rivederla ogni mese.

Non potrebbe questo essere un PROGRAMMA per provare a vivere più in profondità e sincerità l’AVVENTO e così fare spazio in noi a Gesù che nasce? Non hai tempo? Trovalo! Organizzati! Metti al secondo posto le cose meno importanti! Non sei sposato o l’altro/a non condivide la tua fede? Mettiti d’accordo con altri amici che condividano i tuoi sentimenti e/o vieni in Parrocchia e, accettando i suoi e tuoi limiti, contribuisci perché diventi una comunità familiare di preghiera e di amore.

Buon Avvento!

P.Stefano Liberti 

La REGOLA di VITA, ovvero: diamoci una REGOLATA!ultima modifica: 2008-11-16T16:18:00+01:00da borgosotto
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