Combattere la povertà, costruire la pace

PACE e POVERTA’ nel Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2009)

Fonte: www.paoline.it di Alberto Bobbio

Pace è una parola molto consumata dall’uso. E anche povertà. Benedetto XVI le mette in fila perché la prima è un’aspirazione profonda dell’umanità e la seconda ne è uno degli impedimenti principali. In giro si sente dire che il mondo tutto sommato è in pace. Accade perché si tende a dimenticare le guerre e le cause che provocano le guerre. Tra esse la prima è la povertà. Dunque ogni sforzo per combattere la povertà è un contributo per la costruzione della pace. Le guerre si fanno per rapinare popoli e persone e per saccheggiare la terra. Sono guerre di conquista. Le guerre umanitarie sono una bugia e una truffa. Così anche le guerre per estirpare il terrorismo, che si combatte ancora e solo facendo diminuire la povertà. Invece per le armi i soldi ci sono sempre e per il pane non ci sono mai. Benedetto XVI dice che tutto ciò è scandaloso. Anche la finanza serve a produrre denaro per i ricchi e più fame per i poveri. Il Papa nel messaggio per la Giornata della pace analizza lo scenario e chiede regole per i mercati, soprattutto in tempi di recessione. Ci dicono che ogni giorno si bruciano soldi sui mercati. E’ sbagliato i soldi non si bruciano mai, ma spariscono nelle tasche di qualcuno. Di solito dei ricchi più ricchi tra i ricchi. Il testo non è lungo, ma è molto denso. Vale la pena leggerlo con un avvertenza: bisogna scovarne i contesti per illuminare le nostre responsabilità. Se oggi la povertà resiste e la pace arranca la colpa è nostra. Non del mercato, non della globalizzazione. Le scelte sono responsabilità degli uomini. I mezzi per sconfiggere la povertà ci sono. 23 dicembre 2008

SINTESI del MESSAGGIO:

A ogni discepolo di Cristo, come anche a ogni persona di buona volontà, rivolgo all’inizio di questo nuovo anno il caldo invito ad allargare il cuore verso le necessità dei poveri.

Di fatto, la povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà .

Quando la famiglia si indebolisce i danni ricadono inevitabilmente sui bambini. Ove non è tutelata la dignità della donna e della mamma, a risentirne sono ancora principalmente i figli .

Un ambito che merita particolare attenzione è la relazione esistente tra disarmo e sviluppo. Un eccessivo accrescimento della spesa militare rischia di accelerare una corsa agli armamenti che provoca sacche di sottosviluppo e di disperazione, trasformandosi così paradossalmente in fattore di instabilità, di tensione e di conflitti .

Nell’attuale mondo globale è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a tutti .

Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l’eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani .

L’appiattimento degli obiettivi degli operatori finanziari globali sul brevissimo termine riduce la capacità della finanza di svolgere la sua funzione di ponte tra il presente e il futuro, a sostegno della creazione di nuove opportunità nel lungo periodo.

Il testo completo del messaggio lo trovate anche in:  http://www.sanpaolo.org/fc/0852fc/0852fc63.htm 

Combattere la povertà, costruire la paceultima modifica: 2008-12-29T11:23:44+01:00da borgosotto
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