Laicità e analfabetismo religioso/2

 29-04-2009
a cura di Stefano Fontana

LAICITA’ ED ANALFABETISMO RELIGIOSO / 2.

LA CHIESA COME UNA MULTINAZIONALE SECONDO “LEFT”.

La rivista della Sinistra “Left”, nel numero del 24 aprile in distribuzione in questi giorni, dedica un articolo alla Santa Sede (“Santa Sede Spa”, di G. Perrotta, pp. 36-38). Vi si propone di guardare alla Chiesa con “occhio esclusivamente laico”, vale a dire alla gerarchia come ad una multinazionale e ai fedeli come a dei clienti. Come ogni multinazionale,  anche la Chiesa si basa su un prodotto di successo, di cui ha l’esclusiva: la redenzione. E’ uno strumento capace di lavare il peccato originale, inventato anche esso alla bisogna e, soprattutto, dato che si compra da vivi e la si consuma nell’aldilà, evita l’obsolescenza della merce ed anche i reclami dei clienti insoddisfatti.

Dal punto di vista strutturale ci sono inquietanti parallelismi tra le potenti strutture del petrolio, della ristorazione o del turismo e la Chiesa cattolica. Anche la chiesa si basa un amministratore delegato, il Papa, e su un consiglio di amministrazione, il collegio cardinalizio. Da loro dipendono le direzioni generali, ossia le Congregazioni e i Consigli,  coadiuvati da altre strutture come fondazioni e accademie. Le diocesi sono le filiali e le parrocchie che rappresentano i punti di contatto con i clienti. I parroci e i loro coadiutori sono i quadri, mentre lettori ed accoliti sono il livello di base.

Come ogni multinazionale, la Chiesa cattolica si avvale di consociate, sia religiose (Benedettini, Domenicani, Francescani) che laiche (Comunione e Liberazione, Opus Dei, Legionari di Cristo. La clientela è segmentata per fasce di bisogni e il prodotto è diversificato. Anche la struttura di vendita è articolata: nei paesi a tradizione cattolica basta la pratica di routine perché la clientela è fidelizzata, dove c’è concorrenza, invece, si provvede a fornire cibo o alloggio, come pacchetto da prendere insieme alla redenzione. La Chiesa, come ogni multinazionale, è attenta alla concorrenza e attua una politica promozionale utilizzando tutti i media. 

I credenti dovrebbero inorridire, i liberi pensatori dovrebbero ribellarsi. Ma se questi sono italiani, possono venire colti dalla sindrome del campanilismo. Come la Coca Cola, pur essendo universale, è americana, così la Chiesa è romana. In questo modo la Chiesa, “che porta con sé i peggiori difetti delle  multinazionali, diventa “nostra” quando i grandi vengono a Roma e fanno la fila in piazza San Pietro per baciare l’anello del Papa e il nauseante barocchismo della cerimonia passa in seconda linea.

Ecco un eloquente esempio di incapacità laica a capire il linguaggio religioso, a conferma di quanto dicevamo nella puntata numero 1 di questa miniserie sull’analfabetismo religioso di tanta laicità  che, però, proprio per questo,  laica non è.

Fonte: http://www.vanthuanobservatory.org/p/news.php?id_news=773

Laicità e analfabetismo religioso/2ultima modifica: 2009-04-30T09:31:08+02:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento