“Con Dio o senza Dio cambia tutto”

25 Maggio 2009

bagnasco-convegno-milano.jpg“Non si può assolutizzare una situazione di povertà a discapito delle altre; ma non si può nemmeno distinguere tra vita degna e vita non degna”. Con queste parole il card. Angelo Bagnasco, nella prolusione all’Assemblea della Cei, ha spiegato come “rispetto alle diverse stazioni della ‘via crucis’ che l’uomo oggi affronta, la Chiesa non fa selezioni”. “La sua iniziativa – ha però precisato – non ha mai come scopo una qualche egemonia, non usa l’ideale della fede in vista di un potere”, ma “per una società veramente umana”. All’obiezione di chi suggerisce alla Chiesa di privilegiare la “carità”, dove “si incontrano facili consensi”, alla bioetica, il cardinale ha risposto che “fraintendimenti e deviazioni restano incombenti, se non si è costantemente richiamati al valore incomparabile della dignità umana, che è minacciata dalla miseria e dalla povertà almeno quanto è minacciata dal disconoscimento del valore di ogni istante e di ogni condizione della vita. Avere a cuore i temi della bioetica è un modo per avere a cuore l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani”. “Non c’è contraddizione”, dunque, “tra mettersi il grembiule per servire le situazioni più esposte alla povertà e rivolgere ai responsabili della democrazia un rispettoso invito affinché in materia di fine vita non si autorizzi la privazione dell’acqua e del nutrimento vitale a chi è in stato vegetativo. È una questione di coerenza”.

“Se accettassimo l’idea di un cattolicesimo inteso come religione civile, o come «agenzia umanitaria», e l’idea di una fede nuda, scevra da qualunque implicazione antropologica, priveremmo la comunità umana di un apporto fondamentale e originale in ordine alla edificazione della stessa città dell’uomo. Saremmo più poveri noi e sarebbe più povera la società”. Ne è convinto il card. Bagnasco, secondo il quale “nella tendenza a ridurre il compito ecclesiale, e considerare le funzioni sociali come più rilevanti di quelle religiose, è difficile non vedere in azione una sorta di secolarismo edulcorato, ma non per questo forse meno subdolo, che da una parte lusinga i cattolici e dall’altra li emargina”. Alla base di una “cera idea di laicità, ha spiegato il cardinale, c’è la “cultura neo-illuministica per la quale Dio in realtà c’entra poco – forse nulla – con la vita pubblica: lo si lascia al massimo sopravvivere nella dimensione privata ed intima delle persone. Ma il vangelo annuncia che Gesù è Dio fatto uomo, è pertinente alla storia e interessato al mondo”. A questo proposito, Bagnasco ha annunciato un’iniziativa che, nella forma di un convegno internazionale sul tema «Dio oggi», è stata “messa in cantiere” per il prossimo mese di dicembre dal Comitato per il Progetto culturale, presieduto dal card. Ruini. Significativo il sottotitolo, citazione di Miguel De Unamuno: “Con Dio o senza Dio cambia tutto”.

Scarica la prolusione del card. Bagnasco all’Assemblea generale della CEI: prolusionecardbagnasco.pdf

Fonte: http://spazioblog.progettoculturale.it/

VEDI ANCHE: http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/bagnasco-cei/bagnasco-cei/bagnasco-cei.html:

Le parole del cardinale Bagnasco aprono la 59esima Assemblea dei vescovi
Condanna i respingimenti, no al testamento biologico, basta con il negazionismo

Cei: “Norme ambigue sulla sicurezza
Operai licenziati come fossero zavorra”

ROMA – Tra immigrazione e crisi economica, tra bioetica e negazionismo. E’ la prolusione del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, alla 59esima Assemblea dei vescovi italiani. Con critiche al ddl sicurezza e alla strategia dei cosiddetti “respingimenti”, e un monito sul rispetto di una cultura del lavoro che non consideri “gli operai zavorra”. Bagnasco rinnova l’appello a difesa degli embrioni e riafferma il “no” della Chiesa al “diritto a morire” ricordando che le parole pronunciate da Benedetto XVI nel recente viaggio in Terra Santa hanno chiuso definitivamente le polemiche sul negazionismo.

Sicurezza e immigrati. “I respingimenti non funzionano”, dice il presidente della Cei. “Il fenomeno non si governa solo con l’ordine pubblico”. E anche le “significative correzioni non hanno superato tutti i punti di ambiguità” già denunciati dai vescovi.

Insieme alla sicurezza dei cittadini, “deve essere salvaguardata la libertà di emigrare per migliorare le proprie condizioni e protetto il diritto di asilo”, come sostengono da tempo le organizzazioni umanitarie internazionali. Per disinnescare il problema immigrazione, la Cei offre il consiglio di migliorare le condizioni economiche e sociali dei paesi di origine degli immigrati e offrire loro un’effettiva integrazione, assicurando un’Italia multietnica “nel rispetto delle leggi da parte di tutti”.

Bagnasco e i lavoratori. A ventiquattro ore dall’appello del Papa a Cassino che ha invitato a trovare “valide soluzioni alla crisi occupazionale”, il presidente della Cei torna sul tema dei precari, per i quali “gli ammortizzatori previsti sono davvero modesti. “Troppo spesso, nell’attuale difficile congiuntura economica, i lavoratori sono stati scaricati come fossero un’inutile zavorra, una qualunque merce di scambio sottoposta alla legge della domanda e dell’offerta”. Non è accettabile “una concezione meramente mercantile del lavoro umano”.

Diritto alla vita e alla morte. Bagnasco mette in guardia sul “rischio strisciante di eugenetica” che “potrebbe insinuarsi nel nostro costume a causa di interpretazioni della legge 40 sulla fecondazione artificiale e aprire la strada verso un diritto giuridico a morire. “Il morire non può diventare un diritto che taluno invoca per sè o per altri”, dice il cardinale, ribadendo ciò che la Chiesa ha già detto in occasione del dibattito parlamentare innescato con il caso Eluana e proseguito con il testamento biologico. “Una legislazione del genere avrebbe conseguenze fatali sui diritti umani”.

“Basta con il negazionismo”. L’Assemblea dei vescovi è stata poi l’occasione per ribadire una volta ancora che la Chiesa respinge le tesi sul negazionismo. Il recente viaggio in terra Santa del Pontefice ha “definitivamente chiarito le posizioni” di Benedetto XVI. “Se equivoci avevano potuto sorgere all’indomani di Ratisbona o per il grave negazionismo di taluno – ha affermato il numero uno dei vescovi italiani- questo viaggio ha definitivamente chiarito le posizioni”.

“Con Dio o senza Dio cambia tutto”ultima modifica: 2009-05-26T08:48:31+02:00da borgosotto
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