La Chiesa e la moralità dei politici

di Angelo Bertani, http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/111617/la_chiesa_e_la_moralita_dei_politici

Quanta importanza hanno i comportamenti privati di un politico? C’è chi dice: è lì che si vede la qualità morale di una persona, quando agisce fuori dal cono di luce dei riflettori. Altri rispondono: un politico vale o no a seconda di come opera nella città, non a casa sua. Un po’ a sorpresa un vescovo ha dichiarato: «Purtroppo si sta affermando il modello sassone che contempla lo scandagliamento dei vizi delle persone, mettendoli in pubblico per un fariseismo assurdo. Il ragionamento che ci sta dietro è… che siccome hanno questo vizio, non possono più governare… Se sto valutando la statura di un politico evito di scavare negli eventuali fanghi, le miserie umane, semmai guardo il suo operato di governo, il bene che ha fatto per la collettività» (Domenico Sigalini, Il Messaggero 26 giugno). Forse voleva difendere i “buoni rapporti” tra premier e gerarchia; forse voleva attirare la critica sull’“agire politico” dell’uomo (monopolio televisivo, leggi ad personam, contro gli immigrati…).
Certo è che larga parte del mondo cattolico non capisce.

Molti, pur contrari agli eccessi del gossip, ritengono che “chi comanda dev’essere virtuoso”. Lo avevano detto, suscitando larghi consensi, don Sciortino su Famiglia Cristiana, il vescovo Carlo Ghidelli sul Corriere della Sera. Lo ha ribadito Rocco d’Ambrosio, sacerdote e docente di Filosofia politica alla Gregoriana sul Corriere del Mezzogiorno. Su questo punto trovano piena convergenza le coscienze più avvertite di cattolici e “laici” come Gustavo Zagrebelsky, Barbara Spinelli (La Stampa), Edmondo Berselli, Gad Lerner (Repubblica), Franco Monaco (Adista)… L’associazione “Città dell’uomo”, che si richiama all’insegnamento di Giuseppe Lazzati, ha pubblicato in questi giorni un limpido documento in cui afferma: «Non intendiamo fare del moralismo: semplicemente crediamo sia tempo di ribadire ad alta voce l’abc, cioè la grammatica elementare del comportamento dell’uomo politico in democrazia. Le vicende in discussione rivelano, da parte del capo del governo, una visione e gestione disinvolte del proprio ruolo pubblico, al quale – conviene ricordarlo – è intrinsecamente connesso un elevato grado di potere. Un presidente “ricattabile” costituisce un problema serio per l’intero paese, oltre che causa di discredito istituzionale nei rapporti con l’estero. Di tutto ciò si ha eco anche su prestigiosi organi di stampa internazionali». E altri, con riferimento alle parole della gerarchia in tema di “vita privata”, hanno detto: «È difficile, per non dire scandaloso, confrontare le parole pronunciate per Eluana o per Welby e i silenzi concessi per palazzo Grazioli e dintorni».

La Chiesa e la moralità dei politiciultima modifica: 2009-07-05T08:08:49+02:00da borgosotto
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