Anche i papi si evolvono (G.Ravasi)

 

di Gianfranco Ravasi

 in “Il Sole 24 Ore” del 5 luglio 2009

«Scienza e religione non sono in contrasto, ma hanno bisogno una dell’altra per completarsi nella mente di un uomo che pensa seriamente». Così scriveva nel suo saggio sulla Conoscenza del mondo fisico  Max Planck, il padre della fisica quantistica. Queste sue parole potrebbero essere l’ideale esergo della raccolta testuale riguardante il rapporto tra i Papi e la scienza, a partire da Pio XI fino all’attuale Pontefice Benedetto XVI, recentemente pubblicata. La  silloge è ampiamente introdotta e commentata da Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, la celebre istituzione vaticana fondata nel 1936 proprio da Pio XI, che ne rinverdiva il blasone di Senatus scientificus 

della S. Sede connesso precedentemente all’Accademia dei Lincei. Max Planck  fu tra i primi membri, accanto ad Amaldi, Bohr, Rutherford, Marconi e ad altri personaggi di questo calibro, ai quali si aggiungeranno figure come Heisenberg, de Broglie, Fleming, Eccles, per giungere sino agli attuali Hawking, Levi Montalcini, Cavalli Sforza o Cabibbo, che ne è ora il presidente. Fu proprio questo scienziato tedesco a sollecitare Pio XII perché denunciasse al mondo il rischio terribile di una guerra basata su armi nucleari.

 

 E’, quindi, estremamente interessante scorrere questa sequenza di discorsi papali per cogliervi sia la gamma dei soggetti trattati, sia il diagramma delle evoluzioni all’interno dei giudizi e delle riflessioni. Così, si scopre che – proprio nella linea del monito di Planck- il tema della pace  acquista un primato evidente. Ma affiorano anche argomenti più specifici, naturalmente suggeriti dalle sessioni dell’Accademia, la quale a sua volta era stimolata dalle urgenze che il mondo della scienza gettava sul tappeto: così, appaiono le questioni delle cellule staminali, del genoma umano, della popolazione, delle neuro-scienze, della morte cerebrale, del cancro, dell’energia, dell’acqua, dell’alimentazione, dell’ambiente, dello spazio cosmico e persino delle malattie tropicali e la prassi dell’allattamento al seno, rivelando spesso un’interazione tra scienza e società. Un soggetto tematico particolarmente suggestivo da vagliare, tenendo conto di quest’anno darwiniano, è quello dell’evoluzione.

E qui, ricorrendo a un bisticcio lessicale, si può verificare l’evoluzione dello stesso pensiero dei Papi, pur nella continuità di un’antropologia generale. L’avvio era stato dato dall’

Humani Generis di Pio XII che non rigettava l’ipotesi evoluzionista in sede biologica. Lo snodo, però, fu nel celebre discorso che Giovanni Paolo II rivolse il 22 ottobre 1996 all’Accademia, quando dichiarò che «nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi», riproponendola così al dialogo con i teologi e i filosofi. In questo processo acquistano un valore particolare le successive puntualizzazioni di indole “metafisica” introdotte da Benedetto XVI. Egli ricondurrà l’evoluzione all’interno del quadro epistemologico teologico, ricorrendo all’idea tomistica di “creazione continua”: «La creazione è il rapporto fondazionale e costante che lega le creature al Creatore… Essa è continua e si attua lungo l’intero arco del divenire cosmico fino alla fine dei tempi».

È noto che i membri della Pontificia Accademia delle Scienze non sono cooptati su basi confessionali o apologetiche; le riunioni nella stupenda Casina di Pio IV, la loro sede ufficiale, sono quindi un segno del necessario dialogo tra scienza e fede nel rispetto dei propri statuti  metodologici, nella certezza che l’autentica fede e la genuina scienza – come affermava il fisico Arno Penzias, Nobel 1978, nel colloquio con Riccardo Chiaberge presente nel volume 

La variabile Dio – sono «complementari e non opposte e incompatibili». Ogni confronto serio e libero da reciproci esorcismi può raggiungere quell’esito che Giovanni Paolo II auspicava nella sua Lettera per il centenario della nascita di Einstein (1979): «La scienza può purificare la religione dalla superstizione; la religione può purificare la scienza dai falsi assoluti». L’incrocio degli sguardi tra scienziato e teologo è, quindi, necessario, considerando non solo la complessità del reale, non esauribile con un unico approccio, ma anche la polivalenza della conoscenza che non si rinchiude esclusivisticamente nella sola verificabilità sperimentale o nella sola logica formale ma imbocca anche altri percorsi, come attestano l’arte, la poesia, l’amore, e quindi anche la religione.

In appendice a queste considerazioni sul messaggio “ufficiale” della Chiesa riguardo al nesso fedescienza, vorremmo segnalare due piccoli ma preziosi saggi recenti. Uno dei cavalli di battaglia per il duello tra teologi e scienziati in passato (ma non solo…) è stato il libro biblico della 

Genesi.

L’associazione laica di cultura biblica «Biblia» raccoglie una serie di contributi che cercano di schiodare quelle pagine, per altro di straordinaria densità simbolica e metafisica, da ermeneutiche fondamentaliste o da usi impropri, convocando attorno a esse esegeti (De Benedetti, Prato, Luzzatto, Stefani) e scienziati (Redondi, Giorello, Greco, Pancaldi, Piazza) per letture condotte da entrambe le prospettive. Il secondo testo che proponiamo è, invece, opera di un teologo singolo  che s’interessa di scienza e che ha al suo attivo un libro su 

Teologia e fisica (2007) già da noi segnalato.

Ora egli affronta il nodo piuttosto rovente tra fede, evoluzione ed etica, cercando di contrastare – in un linguaggio limpido e fin didattico (e quindi utile a smitizzare l’autoreferenzialità un po’  arrogante di scienziati e teologi) – gli estremi di un integralismo bio-centrista che erge la teoria evolutiva e lo specismo a sistema ideologico globale, e di un creazionismo fondamentalista che ignora una corretta ermeneutica teologica e confonde i differenti statuti delle vie del sapere.

– Marcelo Sánchez Sorondo, a cura di,«I Papi e la scienza nell’epoca contemporanea», Pontificia Accademia delle Scienze – Jaca Book, Milano, pagg. 562, € 68,00;

– I Libri di Biblia, «Genesi e Natura», a cura di Laura Novati, Morcelliana, Brescia, pagg. 238,

Anche i papi si evolvono (G.Ravasi)ultima modifica: 2009-07-06T08:50:00+02:00da borgosotto
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