Comunicato della CIMI sul DDL “Sicurezza”

La Conferenza degli Istituti Missionari Italiani (Cimi) dichiara il suo sconcerto per quanto riguarda i provvedimenti sul tema degli immigrati, nei suoi vari aspetti… Ci meraviglia che il cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” sia stato votato e approvato senza neppure tener conto delle cause che sono all’origine e concomitanti del drammatico fenomeno migratorio…

 

Il decreto “Sicurezza” è stato approvato alla Camera e al Senato della nostra Repubblica con voto di fiducia, ma non certo in un clima di fiducia. Pur nella complessità del Decreto, che affronta temi e aspetti slegati tra loro, la Conferenza degli Istituti Missionari Italiani (Cimi) dichiara il suo sconcerto per quanto riguarda i provvedimenti sul tema degli immigrati, nei suoi vari aspetti.

 

Siamo ben consapevoli che ogni stato ha il diritto-dovere di regolare le migrazioni, in pieno rispetto dei diritti umani dei propri cittadini e anche di ogni persona al mondo, come richiede la Costituzione della repubblica.

 

Come missionari – donne e uomini che dedichiamo la vita al fraterno e solidale servizio tra i popoli del mondo – siamo testimoni delle tragiche situazioni in cui sono costretti a sopravvivere centinaia di milioni di persone e famiglie a causa dell’impoverimento forzato e dei numerosi conflitti, con responsabilità anche internazionali.

Ci meraviglia, quindi, che il cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” sia stato votato e approvato senza neppure tener conto delle cause che sono all’origine e concomitanti del drammatico fenomeno migratorio. Allo stesso tempo, dichiarando colpevole di “reato” ogni immigrato clandestino, la legge colpisce le persone più deboli, lasciando impuniti quegli organismi (noti o clandestini) che sono coinvolti – in modo illegale e criminoso – nel reclutamento, trasporto e sfruttamento dei migranti.

 

Altrettanto ci preoccupano le enfatiche dichiarazioni di certi legislatori, che abbiamo avuto modo di ascoltare sulle televisioni e leggere sulla stampa. Il fenomeno migratorio e la sua regolamentazione devono essere, invece, affrontati con alto senso di responsabilità e grande equilibrio, sulla linea di quanto affermato anche recentemente dal presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), card. Angelo Bagnasco: «La risposta non può essere solamente di ordine pubblico, anche se è necessario mettere in chiaro diritti e doveri». Diritti e doveri che riguardano anche noi italiani, verso tutti gli immigrati nel nostro paese e in Europa, e ai quali gli stati devono poter garantire la giusta sicurezza e l’umana dignità.

 

In questo contesto, noi missionari chiediamo al nostro governo di impegnarsi – al prossimo G8 -per promuovere in modo prioritario l’attuazione di tutte le promesse – più volte fatte e mai realizzate, a livello europeo e internazionale – verso un maggiore impegno di economia solidale e di equo sviluppo a favore dei popoli più bisognosi.

Link utili:
http://www.nigrizia.com

(Attualità) Giugno 2009autore: Conferenza degli Istituti Missionari Italiani (Cimi)

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Sicurezza/ Vescovi lombardi: consenso ddl suscita preoccupazione

La paura non aiuta a leggere in verità fenomeno della migrazione

Il consenso ad alcune parti del ddl sulla sicurezza, emerso anche nelle comunità cristiane, “fa nascere interrogativi e suscita preoccupazione”. Lo sostengono in un comunicato i Vescovi delle diocesi lombarde, al termine della sessione estiva della Cel – Conferenza episcopale lombarda, tenutasi a Caravaggio. “Provocati” anche dalle parole della nuova Enciclica di papa Benedetto XVI “Caritas in veritate”, appena pubblicata, i Vescovi lombardi “sentono il dovere pastorale di rivolgersi ai fedeli delle comunità cristiane della Lombardia per invitarli alla riflessione”. “Sembra che la paura – si legge nel comunicato – in qualche circostanza purtroppo non priva di ragioni, troppo spesso amplificata artificialmente, spinga a una reazione emotiva che non aiuta a leggere in verità il fenomeno della migrazione e ostacola la considerazione della dignità umana di cui ogni persona, anche quando migrante, è portatrice”. Secondo i Vescovi lombardi straniero “non è sinonimo di pericolo o di delinquente: la maggior parte degli immigrati che vivono e lavorano tra noi lo fanno in modo onesto e responsabile a tal punto da costituire una presenza fondamentale e insostituibile per molte attività produttive e per la vita di molte famiglie”. Invitano quindi le comunità cristiane a rinnovare lo sforzo educativo sui temi dell’accoglienza e della dignità di ogni persona. I cristiani “devono farsi promotori di atteggiamenti e di una legislazione che riconoscano i diritti delle persone oneste (anche quando immigrate)” – scrivono i Vescovi delle diocesi lombarde – promuovano e sostengano la responsabilità sociale di questi ‘nuovi cittadini’ provenienti da altri Paesi, favoriscano la solidarietà verso tutti i soggetti più deboli, realizzino procedure praticabili, sensate ed efficienti per la regolarizzazione degli stranieri presenti da tempo nella nostra regione ma solo formalmente irregolari solo perchè la burocrazia rallenta e complica l’applicazione di regole già in vigore”. “Favorire l’integrazione degli immigrati presenti nella nostra regione alla ricerca di condizioni di vita oneste e dignitose – concludono – è la via più promettente per realizzare una convivenza serena che vinca la paura e giovi al bene comune”.
Comunicato della CIMI sul DDL “Sicurezza”ultima modifica: 2009-07-09T09:02:55+02:00da borgosotto
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