Lettere al Cardinal Martini

http://www.corriere.it/cultura/speciali/2009/martini01/

Il Corriere della Sera ha lanciato da pochi giorni un canale in cui il Cardinal Martini risponde alle lettere inviate. Ne segnalo alcune.

Le risposte e le verita’ da non nascondere

Inizia oggi e si rinnove­rà l’ultima domenica di ogni mese il dialogo del cardinale Carlo Maria Martini con i lettori del « Corriere».

La sfiducia e la paura portano alla menzogna

Molti mi hanno scritto sul tema della menzogna, sottolineandone l’importanza e la complessità. Anche per questo scelgo di rispondere a diverse lettere con un discorso d’insieme. Una società è tale in quanto ha dei valori in comune; quanto più essi sono numerosi e profondi, tanto è più coesa, è più forte la società. Perciò la menzogna diviene particolarmente distruttiva quando a causa di essa si diffondono la sfiducia e la paura di essere ingannati a proposito di tali valori.

Sono quei casi in cui, come si esprime un lettore «è d’uopo la verità, o ci si aspetta la verità». Non è necessario che essa sia sempre espressa in modo verbale. La società familiare, che è una delle più forti, sta o cade a misura della lealtà con cui si accettano e si vivono i grandi valori comuni, anche senza verbalizzarli.

Su di essi si fondano quel rispetto e quella confidenza reciproca che sono alla base del vivere quotidiano.

Alcuni degli interventi sottolineano le grandi diversità che intercorrono tra le diverse modalità del comunicare umano. La favola, l’apologo, la parabola ecc… sono perfettamente legittimi, anche se inventati di sana pianta. C’è poi quella bugia che i moralisti chiamano giocosa e quella detta officiosa . A proposito della bugia officiosa mi ricordo di un professore tedesco di filosofia, che si era fatto costruire nel suo giardino un piccolo chalet di legno, dove si ritirava a studiare, così che la moglie potesse dire tranquillamente ai seccatori: «Il professore non è in casa». «Qualche volta è opportuno arrotondare la verità»?
Certamente, non ogni verità va detta tutta subito.

C’è un riserbo e una gradualità che sono segno di buona educazione. Sono contento che un politico mi dica, nella prima delle lettere citate, che oggi non approverebbe più questo «arrotondamento della verità». Molti mi scrivono per lamentarsi dei silenzi della Chiesa ufficiale su questioni di moralità politica. È possibile che in vari casi ci sia reticenza o paura a dire ciò che andrebbe detto. Ma è anche vero che ci sono molti pulpiti per le prediche, da quello più alto fino a quelli più riservati, che in certi casi sono più efficaci. La chiesa ufficiale non suole fare nomi di singole persone, perché diventerebbe facilmente una parte politica. Può e deve protestare contro comportamenti rovinosi e immorali, che siano in contrasto col bene comune e deve usare cautela nel ricevere o nell’onorare certi personaggi. Ma ciò non è sempre facile da stabilire e può darsi che in certi periodi si pecchi per difetto e in altri per eccesso.

Carlo Maria Martini
26 luglio 2009

Da bambini, sia in famiglia come in parrocchia e all’oratorio, si veniva educati molto sul tema della bugia. Oggi non più ed inoltre non si dà molta importanza alla «non verità». Per quanto mi riguarda ho imparato nella Politica, non tanto il contrario, quanto il concetto che: «qualche volta è opportuno arrotondare la verità».
Pensandoci, ritengo sbagliato anche questo.

Nadir Tedeschi , Trezzano sul Naviglio (Mi)

Che cos’è la bugia? Il contrario della verità?
E la verità, che cos’è?
Non confesseremmo mai di dire una bugia quando è d’uopo la verità: o ci si aspetta la verità.

Celestino Ferraro, Napoli

Per amore della verità essere pronto ad affrontare le avversità. Frase magnifica, ma metterla in pratica è per me in questo momento quasi impossibile. Sono in grave conflitto con mia figlia, perché ha fatto scelte di vita che io non condivido, con lei intrattengo un rapporto di amore-odio tremendo. In certi momenti vorrei vederla morta, poi mi pento amaramente e soffro tanto che vorrei farla finita io…

Eloisa

http://www.corriere.it/cultura/speciali/2009/martini01/notizie/martini260709_b_f40cc2b4-79b5-11de-884e-00144f02aabc.shtml

Lettere al Cardinal Martiniultima modifica: 2009-07-26T18:39:18+02:00da borgosotto
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