Se l’Italia fosse un villaggio di cento persone

 di Roberto Giovannini, LA STAMPA di domenica 26 luglio 2009

Se in Italia ci fossero solo 100 persone, sarebbe un Paese di vecchi, popolato da anziani. Quante sorprese riducendo il Paese: polli e telefonini sono più degli abitanti

 Fanno impressione i grandi numeri, ma in pochi riescono a farsi un’idea concreta di quel che significano. Quanto valgono mille miliardi di euro? Quando si dice che in Italia ci sono quasi 60 milioni di abitanti, riusciamo davvero a capire cosa vuol dire questo numero? Vediamo 60 milioni di volti, oppure soltanto una cifra seguita da molti zeri? E così, ecco il colpo di genio: ridurre un’intera nazione, alle dimensioni di un piccolo villaggio di 100 persone. Un divertissement che ha proposto il quotidiano britannico «The Independent» e che noi abbiamo ripetuto, armandoci di computer e di tabelle statistiche. Con pazienza e molto sudore abbiamo ridotto i quasi 60 milioni di italiani (59.619.290, per la precisione, residenti in Italia al 1° gennaio 2008) a un paesello abitato da soltanto cento anime. Un Villaggio Italia rappresentativo della vera Italia. Una premessa metodologica: nel nostro Villaggio Italia un abitante rappresenta quasi 600.000 persone reali. E dunque i fenomeni di dimensioni molto piccole (come i 58.000 detenuti o i 130.000 politici eletti) non troveranno riscontro. I dati sono stati reperiti da pubblicazioni Istat, Bankitalia, o da ricerche di qualità. Risalgono al 2008, al 2006 per i dati sul reddito e la ricchezza. Se l’Italia fosse un villaggio di 100 persone… sarebbe un Paese di Vecchi, popolato da anziani. Sì, perché solo 14 degli abitanti avrebbero meno di 15 anni, mentre ben 20 ne avrebbero più di 65. Addirittura 5 avrebbero già compiuto 80 anni. La metà esatta dei paesani è sposata, e in tutto 4 (non pochissimi!) hanno già passato un divorzio o una separazione. In tutto le famiglie del paese sono 41, di cui 9 sono «mononucleo»: ovvero, dei single o comunque persone che vivono da sole.

Sono 20 le persone che consideriamo «giovani adulti», ovvero tra i 25 e i 38 anni di età. Purtroppo (o per fortuna, magari a loro piace!) ben 5 di loro vivono a casa di mamma e papà, e Tommaso Padoa-Schioppa li avrebbe chiamati “bamboccioni”. Sarà anche per questo che quest’anno non si sposerà nessuno (in realtà i matrimoni sono 250.000, ma nel nostro villaggio questo vale zero). Sarà anche per questo che nel 2009 nascerà soltanto 1 bambino: se sarà maschio, potrà sperare di vivere fino a 78,8 anni di età. Se sarà femmina, beata lei, potrà scommettere su una vita di 84,1 anni. Anche per questo tra i cento troviamo 51 donne e solo 49 uomini. Al paese nasce un bimbo, e in dodici mesi muore solo una persona. Fa pari e patta, ma la popolazione aumenterà: anche nel 2009 arriverà al villaggio un immigrato proveniente dall’estero. Eh sì: dei 100 paesani, solo 94 sono italiani di cittadinanza. Gli stranieri residenti sono 6. Di questi 6 stranieri, 1 è un giovane con meno di 18 anni: significa che tra gli stranieri ci sono tantissimi giovani, e che ben presto una bella fetta dei giovani sarà di origine straniera. E sempre dei 6 stranieri, 1 è nato in Italia, anche se ancora non ha la nostra cittadinanza. E la seconda generazione, che speriamo si potrà integrare bene. Volete sapere i nostri 6 immigrati da dove vengono? Dalla Romania (il record) uno, dall’est europeo (extra-Ue) un altro. Uno è africano, uno viene dall’Asia. Ai nostri paesani l’affollamento non piace troppo: 19 di loro infatti vive in cittadine (reali) con meno di 20.000 abitanti, e soltanto 5 nelle grandi aree urbane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova). Parliamo di regioni? 7 sono i piemontesi, 16 i lombardi, 9 abitano nel Lazio, 10 in Campania, 8 in Sicilia. Vi interessa sapere con quanti animali convivono? 15 famiglie hanno animali domestici. 10 hanno cani, 10 hanno gatti (alcune, si capisce, hanno sia cani che gatti). Nelle stalle e nei campi troviamo 15 pecore, 11 mucche, 16 maiali, e ben 163 polli (vitaccia). Parliamo della vita dei nostri 100 paesani. Si definiscono cattolici in 89, ma «cattolici praticanti» soltanto in 37. 2 sono gli ortodossi, 1 è protestante, 2 i musulmani, 7 sarebbero «non religiosi». I fumatori non sono pochi: in 26 sfumazzano allegramente, mentre sono 27 quelli che hanno smesso. Statistiche non ce ne sono (per fortuna) ma diciamo che 6 o 7 dovrebbero essere omosessuali. Passiamo alla salute. Salute, non andiamo mica tanto bene. 12 paesani sono obesi o sovrappeso. 17 consumano alcolici in modo «non moderato», 44 bevono vino tutti i giorni. 10 hanno sofferto o soffrono di depressione. 23 fanno sport (o dicono di farlo), mentre ben 41 ammettono di essere sedentari. I vegetariani sono 10. Cultura… i nostri cento amano i cellulari: ce ne sono 122, di telefonini. 20 famiglie hanno un computer, 13 una parabola per vedere le tv, 22 hanno visto la serata finale di Sanremo 2009. Ad avere Internet sono 19 famiglie, di cui 8 navigano veloci con la banda larga. In 16 hanno un account di Facebook, pare. Letture, così così: 60 hanno letto almeno un libro in un anno, 36 nemmeno uno (gli altri quattro hanno meno di sei anni, forse non sanno leggere). Giornali, andiamo malino: solo 8 comprano un quotidiano ogni giorno, anche se lo leggono in 39. In 50 andranno almeno una volta al cinema quest’anno, in 23 in discoteca. Gli studenti in tutto sono 15. Uno va a una scuola privata. Uno si è iscritto all’università, e sempre uno quest’anno si laurea. Nel paese ci sono 7 laureati, 26 diplomati, 25 con licenza media. E anche un analfabeta. Un paesano fa l’insegnante. Dolenti note, il lavoro. 66 paesani sono in età di poter lavorare, ma solo in 42 hanno un impiego o se lo cercano. 39 di loro ci sono riusciti, e un posto ce l’hanno; 34, addirittura, a tempo pieno. Un impiego pubblico ce l’hanno in 6. I disoccupati (per ora) sono 3. Sono ben 4 gli invalidi civili. Una casa di proprietà in cui vivere ce l’hanno in 69; 21 stanno in affitto. Soltanto 2 persone sono agricoltori, 12 invece lavorano nell’industria. I pensionati (diciamo meglio, il numero delle pensioni pagate) sono 39. Dolentissime note, il reddito e i soldi per campare. In media, ogni anno (scontiamo le false dichiarazioni al Fisco!), ognuna delle 41 famiglie va avanti con 31.792 euro netti. Fa 2.649 euro al mese. Sempre ogni famiglia, in media, possiede una ricchezza netta (soldi, immobili, patrimoni, sottratti debiti e mutui) di 146.718 euro. In media, però. Perché i 10 paesani più ricchi incamerano (soltanto loro!) il 26,4% del totale dei redditi, ovvero tanto quanto i 50 più poveri. E sempre i 10 più ricchi posseggono addirittura il 45% della ricchezza netta del Villaggio Italia. I più poveri, solo il 2,6%. Le persone considerate in stato di «povertà assoluta» sono 4. 13 hanno un «basso reddito» (meno di 7.900 euro l’anno). In 12 sono indebitati per pagare un mutuo. Per 13 il debito da rimborsare è per l’acquisto di beni di consumo. I paesani amano molto l’automobile: ce ne sono 60, in 53 hanno la patente. Usano la macchina (come conducenti o passeggeri) per andare al lavoro o a scuola in 36, mentre solo 9 vanno a piedi. Di politica, infine, si interessano pochino: alle ultime Europee del giugno scorso hanno votato in 55. I partiti dovrebbero riflettere: al Villaggio Italia il Pdl ha preso soltanto 18 voti, mentre il Pd 13. In 33 sono rimasti a casa o hanno annullato la scheda.

Se l’Italia fosse un villaggio di cento personeultima modifica: 2009-07-28T15:38:35+02:00da borgosotto
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