Le liturgie padane e i vescovi: il rapporto complicato Chiesa-Lega

di Gian Antonio Stella, Corriere della Sera 26.8.09

«La Chiesa fa il suo mestiere, noi il nostro», ha sbuffato un paio di giorni fa Umberto Bossi facendo spallucce davanti al coro di proteste cattoliche sul modo, i toni e le parole con cui la Lega Nord affronta il problema dell’immigrazione.

Certo è che i contrasti sul te­ma hanno avuto negli ultimi me­si un’impennata mai vista. E ri­schiano di compromettere pe­santemente un rapporto che, do­po anni di scontri ustionanti, sembrava aver preso una piega meno conflittuale.

Che la Chiesa faccia il suo me­stiere (anzi: timidamente, secon­do certi preti più accesi) è diffici­le da contestare. Il versetto 25,23 del Levitico, il terzo libro della Bibbia, dice chiaramente (la tra­duzione è quella ufficiale del Vati­cano) come la pensa quel Dio tira­to sempre in ballo da chi si erge a bellicoso difensore delle tradizio­ni religiose occidentali: «Le terre non si potranno vendere per sem­pre, perché la terra è mia e voi sie­te presso di me come forestieri e inquilini». Tutti. Compresi quan­ti sono insediati nello stesso terri­torio da tempo immemorabile.

Non bastasse, San Paolo nella lettera ai Colossesi chiarisce che nessuno ha la precedenza: «Qui non c’è più Greco e Giudeo circon­ciso, incirconciso, barbaro e Sci­ta, servo e libero, ma Cristo è tut­to e in tutti».

Le liturgie padane e i vescovi: il rapporto complicato Chiesa-Legaultima modifica: 2009-08-27T11:34:49+02:00da borgosotto
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