La radice biblica dei diritti umani

di Alberto Melloni, CORRIERE DELLA SERA, 21.9.09

Interrogativi sul concetto di persona 

Il linguaggio dei diritti è quello al quale da oltre due secoli è affidato il compito di rendere vivibile la vita. Ma come ha ben spiegato Marcello Flores nella sua  Storia dei diritti umani (Il Mulino, pp. 376, € 25), proprio i diritti – inclusi quelli più supremi – hanno camminato per tentative approssimazioni, nelle quali tutte le culture, tutte le ideologie, tutte le fedi hanno sperimentato fallimenti e ritardi. Ciò è così vero che più d’uno oggi ritiene che di quei diritti sia saggio godersi la pratica, quando c’è; o chiederne il rispetto, dove mancano; senza interrogarsi troppo sui loro fondamenti, che sono meno rilevanti dei loro esiti. Tuttavia, anche se si guarda ai diritti col più pragmatico disincanto, la discussione si riaccende quando si deve dire chi ne è titolare. C’è chi ripropone la famosa tesi di Simone Weil secondo cui «ciò che è sacro, ben lungi dall’essere la persona, è ciò che in un essere umano è impersonale ». E c’è chi ricorda che il personalismo è stato lo strumento col quale una grande cultura non proprio incline a riconoscere i diritti dell’uomo come fattore di progresso civile e morale come quella cattolica ha imparato a fidarsi della democrazia, a battersi per essa.

La radice biblica dei diritti umaniultima modifica: 2009-09-22T20:54:12+02:00da borgosotto
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