4 donne contro i maestri del sospetto

di Giorgio Campanini, Avvenire, 23.9.09

Simone Weil (Francia), Edith Stein (Germania), Maria Zambrano (Spagna), Armida Barelli (Italia): senza di loro non si può fare la storia del ‘900 

Mentre il XXI secolo procede nel suo corso, è venuto il tempo di tracciare un bilancio, sia pure provvisorio, del Novecento, e cioè di un secolo che nella storia dell’Occidente è stato, nel tempo della modernità, forse il più inquieto e drammatico. Se forse per altri secoli è possibile scrivere una storia quasi del tutto «al maschile», questa operazione è palesemente impossibile per il Novecento. Né la letteratura o la musica, né la filosofia o la scienza, né l’economia o la politica potranno essere ripercorse dimenticando o sottovalutando il ruolo delle donne. Vi è stato chi ha parlato, a proposito della situazione della donna in Occidente, di «parità diseguale», nel senso che il principio dell’ideale eguaglianza fra i sessi e dunque della sostanziale parità è stato da sempre riconosciuto in un Occidente permeato, nonostante tutto, dell’eredità cristiana e con la persistente memoria dell’unica chiamata alla salvezza e del definitivo superamento, in una prospettiva di fede, di ogni discriminazione. Ma, storicamente e praticamente, le diseguaglianze sono restate e non poco tempo è stato necessario perché esse venissero (e non ancora del tutto) rimosse.

4 donne contro i maestri del sospettoultima modifica: 2009-09-24T20:49:40+02:00da borgosotto
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