Pontificatori. Sulla stampa cattolica

di Francesco Agnoli, IL FOGLIO, 24.9.09

Leggere la stampa cattolica di questi tempi è il modo migliore per diventare un po’ anticlericali 

Un giorno leggo che il Papa invita i vescovi a sfuggire “litigi” e “correnti”, e i sacerdoti a “evitare il coinvolgimento in prima persona nella politica italiana”: Poi apprendo che un vescovo molto importante ha accennato al fatto che sarebbero “in vista nuovi assetti politici”, lanciandosi così nel ruolo di politologo-futurologo che non mi sembra competergli. In contemporanea, sfogliando i giornali, noto l’ennesima dichiarazione di un altro monsignore che emette pareri non meno frequenti, benché meno ponderati, di quelli del ministro degli Interni; leggo, altrove, che un gesuita usa le pagine della Civiltà Cattolica per spiegare che le prospettive centriste di Casini non hanno futuro, perché il bipolarismo è ormai assodato… e mi chiedo, anche qui, se queste discussioni siano il passatempo più opportuno per un sacerdote… Poi prendo in mano Famiglia Cristiana e leggo don Sciortino, che una v91ta attacca il ministro Gelmini, l’altra, per par condicio, Carlo, Giovanardi; un’altra, utilizzando il giornale che dirige per i suoi personali rancori politici, e adottando un linguaggio inverecondo, specie per un sacerdote, spiega che i politici leghisti sono di per sé il culmine dell’ignoranza e della stupidità (“chiedere a un politico leghista di leggere i ‘Promessi sposi’ del gran lombardo Alessandro Manzoni è chiedere troppo”).

Pontificatori. Sulla stampa cattolicaultima modifica: 2009-09-25T15:19:05+02:00da borgosotto
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