XXI secolo, non solo violenza: religioni al top

di Marion Cocquet, Avvenire 24.9.09

L’analisi del sociologo francese Olivier Roy 

Il XXI secolo sarà religioso? Dall’acuirsi delle tensioni tra comunità al successo dei radicalismi, tutto fa pensare che le religioni saranno al centro delle sfide sociali e internazionali di domani. Nessuno scontro di civiltà, però, assicura Olivier Roy in La Sainte Ignorance (pubblicato in Francia da Seuil). Politologo specialista dell’islam e direttore di ricerche al Cnrs (Centre national de la recherche scientifique), segue l’emergere dei movimenti religiosi di domani. E ci invita a capirne la natura invece di temerli.

Lei si oppone all’idea di un ritorno del religioso destinato a dominare gli anni a venire. Perché?

«Chiamano ‘ritorno’ quella che in realtà è una maggiore visibilità del religioso, legata paradossalmente al successo globale della secolarizzazione. Nel cristianesimo le Chiese tradizionali in Europa stanno rallentando. Ma quando il religioso tiene, si manifesta in forma particolarmente impressionante: di fronte a quattromila persone riunite allo stadio per pregare, si ha la sensazione di una nuova vitalità della religione. Ma non ci si accorge che, dietro quei quattromila, ci sono altri diecimila che non frequentano più la chiesa. Anche nell’ebraismo e nell’islam si osserva l’emergere di nuove pratiche nell’ambito di un mercato del religioso globalizzato».

XXI secolo, non solo violenza: religioni al topultima modifica: 2009-09-25T14:58:10+02:00da borgosotto
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