Cambiare le regole per diventare preti

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Eminenza, alla messa di domenica ha celebrato un sacerdote nigeriano assistito da un diacono e un seminarista anche loro stranieri. La preghiera dei fedeli è stata letta da una suora nigeriana. I fedeli erano ottanta. Quelli sotto i 50 anni non superavano le venti unità. Penso che la costante diminuzione di vocazioni sacerdotali e di fedeli presenti alla messa domenicale imponga a tutti i credenti, ma in particolare alla gerarchia, una seria analisi per un coraggioso cambiamento.
Nicola Palumbi Argenta (Ferrara)

Che cosa pensa, eminenza, della crisi delle vocazioni di sacerdoti e suore dovute al secolarismo dei nostri tempi? Seminari semideserti, fra non molti anni non saranno più in grado di fornire il ricambio generazionale, per cui paesi, quartieri, città saranno privi di guide spirituali soprattutto per i giovani che, già adesso, sentono la religione come una cosa fastidiosa e noiosa. La Chiesa che cosa fa per fronteggiare questa emorragia?
Luigi Calloni Cerro Maggiore (Milano)

Sono d’accordo che è molto importante per la Chiesa interrogarsi sulla sua grave situazione in Occidente. Tuttavia non bisogna solo partire dall’analisi delle messe domenicali poco frequentate, ma considerare il grande potenziale di dono che esiste in molti giovani. Anche una revisione delle norme di accesso al ministero potrebbe aiutare in questo senso.

Eminenza, sulla sua tesi della totale conciliabilità tra scienza e fede, alcune domande (tra le tante): se troveranno conferma le ipotesi del «big crunch» che si alterna al «big bang», non avrà avuto ragione il pensiero dell’eterno ritorno? Se infinitesima è la probabilità di un universo come lo conosciamo, perché sarebbe stata scelta proprio questa possibilità? Se, come ha detto il Santo Padre, cristianesimo è dialogo tra uomo e Dio, che ne sarà della religione quando la morte del sole avrà reso impossibile la vita?
Clemente Forte Roma

Itemi da lei suggeriti sono fascinosi e anche assai difficili. Purtroppo la scienza non ci dà che tentativi di risposte e modelli euristici, che cioè non corrispondono del tutto ai dati ma ci servono per esplorare ulteriormente il tema.

Tuttavia vorrei rassicurarla perché, a differenza di un passato in cui lo stato della scienza invitava ad alcune considerazioni riferite allo stato del cosmo per giungere all’esistenza di Dio, oggi comprendiamo meglio che le cosiddette prove dell’esistenza di Dio non hanno niente a che fare con lo stato della scienza.

Eminenza, mi piacerebbe conoscere la sua opinione su un Papa a cui io voglio un bene grande: papa Albino Luciani. Se lei prova a chiedere a un non credente un’opinione su di lui avrà questa risposta: era un grande uomo, lo stimo e lo rispetto. Papa Luciani lo amavano tutti.
Ivan Passadore Corsico (Milano)

Ho conosciuto papa Luciani quando era patriarca di Venezia. Ne ricavai l’impressione di una persona umile e amabile, forse un po’ timida. Il suo sorriso non era solo di gioia, ma anche di accettazione di una carica così pesante per le sue spalle.

Ma, come dice il quarto Vangelo parlando di Giovanni Battista, «egli era una lampada che arde e risplende», e noi abbiamo saputo «solo per un momento rallegrarci alla sua luce» ( cfr. Giovanni 5.35).

Per tutta la vita l’uomo cerca Dio, e per tutta la vita ha risposte negative alla sua ricerca. Mi capita spesso di pensare che l’esistenza di Dio sia tutta una costruzione fatta allo scopo di regolare la vita di noi umani, di farci sentire sempre sotto osservazione da qualcuno che tutto vede e tutto giudica. Usando la ragione, mi allontano da Dio, se mi abbandono col cuore sembra tutto più semplice. Dov’è la verità?
Roberto Galli Bergamo

La verità si ha nell’interrogare il proprio cuore e nel riconoscere in esso Dio che ci dona di amarlo e di chiamarlo Padre.

Spesso ho l’impressione che la Chiesa usi un atteggiamento dogmatico per sottrarsi al dialogo e al confronto. Il nuovo libro di Dan Brown mi ha portato alla mente le polemiche suscitate dal «Codice Da Vinci». Indipendentemente da meriti o demeriti letterari dell’autore, mi chiedevo…
Ma se fosse vero che Gesù visse la sua vita umana in modo così «completo» ed ebbe dei figli? Il suo messaggio di amore, carità, compassione, giustizia sociale, sarebbe intaccato o diminuito nella sua straordinaria portata religiosa e storica? In base a quali documenti storici una tale ipotesi può essere scartata e combattuta così drasticamente dalla Chiesa?

Andrea Maggioni Brisbane (Australia)

Per descrivere la figura storica di Gesù bisogna stare ai testi più antichi e documentati. Se usciranno nuovi testi, non potranno mai negare quanto abbiamo ricavato dai testi più antichi. Del resto gli esempi che lei cita, come i libri di Dan Brown, sono una dimostrazione di quanto possa essere inventato da una immaginazione scatenata e non controllata sulle fonti.
Bruno Delù Milano

Èsuccesso già molte volte che sono state utilizzate chiese o locali religiosi per accogliere i migranti. Ma questo può essere fatto solo per breve tempo perché non è una soluzione da loro accettabile. Quanto a ricevere tutti, la Chiesa si attiene alle regole civili, soltanto raccomanda di esprimere con esse una vera solidarietà.

Eminenza, le sue parole scaldano il cuore e fanno intravedere barlumi di speranza, unico antidoto a quest’epoca decadente e nichilista.
Giuliano Carpino Mangone (Cosenza)

Desidero ringraziarla per le sue parole vere di speranza che mi paiono risuonare così poco nella Chiesa ufficiale di oggi. A quasi sessant’anni di vita, intensa e attiva, riaffiora persistente in me il bisogno di Dio, un bisogno e un senso che non so come coltivare: la via che mi è stata sempre più facile è quella della comprensione e della vicinanza verso chi mi circonda. Ho acquistato la «Bibbia di Gerusalemme», ma non so da quale parte cominciare e con quale spirito.
Angela Barbaglio Milano

Grazie a Giuliano per le sue parole, di cui abbiamo molto bisogno. Ad Angela vorrei dire: apra la «Bibbia di Gerusalemme» e legga alcuni capitoli dei Vangeli: per esempio, Matteo 5-7, poi Matteo 25, 31-46, e poi il resto dei Vangeli. Lasci che Dio le parli al cuore, e dica a Dio ciò che le verrà in mente.

29 novembre 2009 http://www.corriere.it/cultura/speciali/2009/martini01/

Cambiare le regole per diventare pretiultima modifica: 2009-11-29T15:53:57+01:00da borgosotto
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