La “settocrazia” di Cl e Opus Dei nuova insidia all’unità della Chiesa

di Alberto Statera, La repubblica 23.2.10

Allarme in una parte della gerarchia. Sodano: ci vuole più unità

 Più di duecento Sante Messe in 70 paesi del mondo hanno celebrato ieri il quinto anniversario della morte di don Luigi Giussani e segnato l’inizio dell’iter per la beatificazione del fondatore di Comunione e Liberazione. Il più solenne non è stato tanto il rito che il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale, ha celebrato a Genova, ma quello che il cardinale Dionigi Tettamanzi ha officiato nel Duomo di Milano, capitale mondiale del “ciellismo realizzato”, dove nel 1954 il movimento nacque nelle aule del Liceo Berchet come Gioventù Studentesca. Mezzo secolo dopo, la creatura di don Giussani ha il “controllo” non solo spirituale di Milano e della Lombardia, in rapida estensione nel resto d’Italia e nel mondo. Nove milioni di abitanti, 12 Province, 1.546 Comuni, un Pil che eguaglia quelli di alcuni stati del Nord Europa, da quindici anni la Regione è governata da Roberto Formigoni, pio e indiscusso campione politico del movimento ecclesiale, che si appresta al nuovo mandato del ventennio. Ecco perché tra le tante “ancelle” del Papa, Cl è considerata oggi, a ragione o a torto, forse la più vicina al cuore e alla ragione di Benedetto XVI. Più dell’Opus Dei, dei Focolarini, dei Legionari di Cristo, della Comunità di Sant’Egidio, nell’immensa galassia di movimenti ecclesiali che in qualche modo assediano l’assetto istituzionale “classico” della Chiesa di Roma.

Tanto che qualcuno in Curia, nelle Nunziature, tra i vescovi, comincia a vivere i movimenti quasi come sette di cosacchi che abbeverano i cavalli nella fontana del Bernini. Di ancelle cielline in carne e ossa, Papa Ratzinger ne ha portate almeno quattro nel Palazzo Apostolico. Carmela e Loredana appartengono ai Memores Domini, il ramo monastico di Cl, praticano i tre dettati evangelici di castità, povertà, obbedienza e negli appartamenti papali curano la cucina, le pulizie e il guardaroba. Due loro consorelle, Emanuela a Cristina, completano la squadra. Il segretario del Papa Georg Gaenswein, il cui ruolo viene dato in crescita, insegnava invece alla Pontificia Università della Santa Croce, l’Ateneo dell’Opus Dei. Sorella Loredana, che veste abiti civili, ha lavorato in passato con il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, quando questi era rettore della Pontificia Università del Laterano. Egli è oggi il grande ambasciatore di Cl nelle alte sfere vaticane. “Don Giussani – sostiene Scola – era un grande realista, e aveva percepito con chiarezza che il potere è inevitabile perché la sua radice è antropologica. Tutti hanno potere, anche il neonato sulla mamma e viceversa”. Di qui la creazione della Compagnia delle Opere, il braccio economico, nato dall’intuizione che “bisognava abbandonare una concezione ideologica della politica a favore di una pratica del bene comune”. Il caso Boffo, collettore di tutti i malumori che allignano in Vaticano ruotanti intorno alla famosa lettera al presidente della Cei Angelo Bagnasco con la quale il segretario di Stato Tarcisio Bertone avocava a sé tutti i rapporti con gli Stati, le istituzioni e la politica dopo la lunga stagione di Camillo Ruini alla guida dei vescovi, ha risvegliato anche le sopite polemiche sulla “Chiesa delle sette”. A dispetto delle conferenze episcopali, il potere dei “movimenti d’élite“, da Cl all’Opus Dei, è in crescita attraverso deleghe “di fatto” concesse dalla Segreteria di Stato in materie come sanità, scuola, bioetica, oltre a finanza e affari. Ecco allora coagularsi, secondo canoni ecclesiastici che ragionano non solo sull’oggi, ma sul mondo e sull’eternità, un fronte “istituzionale” del dissenso preoccupato dall’esplosione in epoca ratzingeriana e bertoniana di movimenti ecclesiali sempre più autonomi e potenti, che minacciano di frantumare l’unità della Chiesa. Non molte sere fa si è tenuta una cena in onore del decano del Collegio Cardinalizio Angelo Sodano, segretario di Stato dal 1991 al 2006, leader della Scuola diplomatica che accompagnò Papa Wojtyla in 54 viaggi in giro per il mondo e che poi fu uno degli artefici dell’ascesa di Ratzinger al trono papale. Pare che tra i capi di Dicasteri sia stata una corsa per aggiudicarsi l’invito, soprattutto tra i critici del “centralismo” del Segretario Bertone rispetto all’Episcopato, con un riposizionamento dell’asse di potere semmai verso le sette e la tolleranza per la loro eccessiva autonomia, che rischia di produrre errori del Papa, come quello della pace siglata con i lefevriani, mentre il vescovo Richard Williamson riaffermava il negazionismo sull’Olocausto. Insomma la “settarizzazione” aggiunge malumori a malumori. I movimenti ecclesiali per il cardinal Sodano “sono risorse essenziali”, ma a patto che siano capaci di “integrarsi nella vita della Chiesa con umiltà”. E’ umile l’approccio in questa fase di Cl, Opus Dei, Comunità Sant’Egidio? Don Giuseppe Dossetti, sospettoso dei “procedimenti segreti”, si chiedeva sull’Opera: “Dove si distingue dalla Massoneria?”. Anche la Comunità Sant’Egidio, al comando di Andrea Riccardi, è un’organizzazione piuttosto impenetrabile. Il fondatore dei Legionari di Cristo, padre Marcial Maciel, è coinvolto in una storia di abusi sessuali. Attenti allora alla “settocrazia“, non solo alla deriva che il vaticanista Giancarlo Zizola definisce “avignonese“, con i fenomeni di ingerenza della Chiesa nello Stato, che oggi potrebbero semplicemente essere trasferiti dalla Cei alla Segreteria di Stato e traslati ad ancelle potenti come Cl. Non a caso, Bertone ha appena partecipato appassionatamente al convegno della formigoniana Reteitalia, che riunisce politici e amministratori del Pdl di ispirazione ciellina. Una pura manifestazione pre-elettorale, nella quale il Segretario di Stato, pur ribadendo ad uso di Berlusconi che l’etica pubblica non può essere distinta da quella privata, ha inneggiato a “una nuova generazione di politici cattolici impegnati a iniettare buona e nuova linfa nella società”. Non come Emma Bonino, candidata nel Lazio, abortista e favorevole ad altri costumi incompatibili con la fede. Forse gli effetti velenosi del caso Boffo, che necessita ancora di molti chiarimenti, non hanno finito di rivelarsi nel corpo sacro della Chiesa, oltre il Portone di Bronzo.

La “settocrazia” di Cl e Opus Dei nuova insidia all’unità della Chiesaultima modifica: 2010-02-23T15:27:51+01:00da borgosotto
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