Abusi su minori: sul sito vaticano la Guida alla comprensione delle procedure della Congregazione per la Dottrina della Fede

http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=371519

E’ stata pubblicata oggi sul sito della Santa Sede (www.vatican.va , nell’apposito Focus dedicato alla risposta della Chiesa alla questione degli abusi sui minori: http://www.vatican.va/resources/index_it.htm) una Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf) relative alle accuse di abusi sessuali. Non si tratta di un nuovo documento ma di una scheda riassuntiva di procedure operative già definite che possa essere di aiuto per laici e non canonisti. Le procedure si rifanno al Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela (MP SST) del 30 aprile 2001 e al Codice di Diritto Canonico del 1983.

Per quanto riguarda le procedure preliminari, la diocesi indaga su qualsiasi sospetto di abusi sessuali da parte di un religioso nei riguardi di un minore. Qualora il sospetto risulti verosimile, il caso viene deferito alla Cdf. Il vescovo locale trasmette ogni informazione necessaria alla Cdf ed esprime la propria opinione sulle procedure da seguire e le misure da adottare a breve e a lungo termine. Va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda la denuncia di tali crimini alle autorità civili. Nella fase preliminare e fino a quando il caso sia concluso, il vescovo può imporre misure precauzionali per la salvaguardia della comunità, comprese le vittime. In realtà, al vescovo locale è sempre conferito il potere di tutelare i bambini limitando le attività di qualsiasi sacerdote nella sua diocesi. Questo rientra nella sua autorità ordinaria, che è chiamato ad esercitare in qualsiasi misura necessaria per garantire che i bambini non ricevano danno, e questo potere può essere esercitato a discrezione del vescovo prima, durante e dopo qualsiasi procedimento canonico.

Per quanto riguarda le procedure autorizzate dalla Cdf, il dicastero studia il caso presentato dal vescovo locale e, dove necessario, richiede informazioni supplementari. La Cdf può autorizzare il vescovo locale a istruire un processo penale giudiziario davanti a un Tribunale ecclesiale locale. Qualsiasi appello in casi simili dovrà essere eventualmente presentato ad un tribunale della Cdf. La Cdf può anche autorizzare il vescovo locale a istruire un processo penale amministrativo davanti ad un delegato del vescovo locale, assistito da due assessori. Il sacerdote accusato è chiamato a rispondere alle accuse e ha il diritto di presentare ricorso alla Cdf contro un decreto che lo condanni ad una pena canonica. La decisione dei cardinali membri della Cdf è definitiva. Qualora il sacerdote venga giudicato colpevole, i due procedimenti – giudiziario e amministrativo penale – possono condannarlo ad un certo numero di pene canoniche, fino alla dimissione dallo stato clericale. Anche la questione dei danni subiti può essere trattata direttamente durante queste procedure.

In casi particolarmente gravi, in cui un religioso durante un processo è ritenuto colpevole di abusi sessuali su minori o in cui le prove siano schiaccianti, la Cdf può scegliere di portare questo caso direttamente al Santo Padre con la richiesta che il Papa emetta un decreto di dimissione dallo stato clericale “ex officio”. Non esiste ricorso canonico dopo un simile decreto papale. La Cdf porta al Santo Padre anche richieste di sacerdoti accusati che, consapevoli dei crimini commessi, chiedano di essere dispensati dagli obblighi del sacerdozio e chiedano di tornare allo stato laicale. Il Santo Padre concede tale richiesta per il bene della Chiesa (“pro bono Ecclesiae”).

In quei casi in cui il sacerdote accusato abbia ammesso i propri crimini ed abbia accettato di vivere una vita di preghiera e penitenza, la Cdf autorizza il vescovo locale ad emettere un decreto che proibisce o limita il ministero pubblico di tale sacerdote. Nel caso di violazione delle condizioni del decreto, non è esclusa la dimissione dallo stato clericale. Contro questi decreti è possibile il ricorso alla Cdf. La decisione della Cdf è definitiva.

Infine, la Guida ricorda che la Cdf ha in corso una revisione di alcuni articoli del Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela del 2001, al fine di aggiornarlo alla luce delle speciali facoltà riconosciute alla Cdf dai Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Le modifiche proposte e sotto discussione non cambieranno le suddette procedure.

La campagna contro il Papa oscura la lotta alla pedofilia: così don Di Noto, da 20 anni impegnato a combattere la piaga mondiale degli abusi

Da circa un mese non si fa altro che parlare di sacerdoti e pedofilia mentre la lotta delle associazioni contro gli abusi sui minori passa del tutto inosservata: lo afferma don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter che da anni lotta contro la pedofilia on line. Solo qualche giorno fa è stato segnalato alle autorità un portale internet che riproduce immagini di abusi sessuali su due bambini, uno di un anno e l’altro di cinque. Notizie, però, che appunto nella maggior parte dei casi non sono riportate dalla stampa. Sentiamo lo stesso don Di Noto intervistato da Alessandro Guarasci.

R. – Nell’ultima settimana abbiamo denunciato più di 500 siti pedo-pornografici ma abbiamo anche fatto segnalazioni dettagliate su situazioni delicatissime che sono pervenute alla nostra attenzione tramite il numero verde nazionale. Il problema è che noi denunciamo giornalmente ma non c’è un quotidiano che riprenda la notizia.

D. – E questo perché, secondo lei?

 
R. – E’ la conferma dell’azione strumentale contro la Chiesa nei riguardi della pedofilia. Ciò non toglie che dobbiamo condannare chi si è macchiato di questi reati e quindi, di conseguenza, queste persone si devono assumere le proprie responsabilità. La Chiesa sta reagendo in maniera molto chiara, trasparente ed evidente. Però questo la dice veramente lunga su come i media, a livello internazionale ma anche italiano, delle denunce formali di una nostra realtà associativa, pioniera nel campo, conosciuta in tutto il mondo e veritiera nelle segnalazioni che facciamo, non dicono una sola parola. Immaginate abusatori a viso aperto che stuprano i bambini, anche neonati, che si fanno riprendere in video e in foto, visibili a tutti e nessuno scrive una parola.

 
D. – Questo vuol dire che, secondo lei, c’è un attacco alla Chiesa e al Papa in questo momento?

 
R. – Ma è così plateale ed evidente la cosa! Il problema della pedofilia è complesso, trasversale, globale, perché è sotto gli occhi di tutti che gli abusi sessuali avvengono a 170 milioni di minori nel mondo. Basta navigare un po’ e trovare veramente l’inenarrabile. Pensare però che dobbiamo semplicemente fare, da un mese a questa parte, solo ed esclusivamente l’equazione “preti uguale pedofilia”, questo ormai sta diventando un attacco strumentale e plateale. Io che mi occupo di lotta alla pedofilia da 20 anni, per strada mi hanno visto col collettino bianco e mi hanno detto: “Prete, sei un pedofilo!”.

 
D. – I governi occidentali quanto fanno per lottare contro la pedofilia?

 
R. – I governi stanno adottando, in questi ultimi anni, diverse posizioni, normative che possono soddisfare il desiderio di giustizia da parte delle vittime. Il problema, purtroppo, è che a distanza di molti anni non si può presentare una denuncia perché il reato va in prescrizione. Un caso è quello dell’Italia: dopo 10 anni dall’avvenuto fatto nessuno può presentare denuncia, ed anche se uno la presenta di fatto non si può più procedere, perché il reato di abuso sessuale va in prescrizione. La Chiesa invece, in questo caso, si sta assumendo un impegno morale molto più forte e molto più intenso e sta intervenendo anche su casi passati. Questo è plateale, sotto gli occhi di tutti. Non è più il problema di contrapporci, perché contrapponendoci non facciamo giustizia alle vittime né tantomeno chiediamo giustizia nei confronti di coloro che con prove certe hanno abusato di bambini.

Abusi su minori: sul sito vaticano la Guida alla comprensione delle procedure della Congregazione per la Dottrina della Fedeultima modifica: 2010-04-12T21:34:00+02:00da borgosotto
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