I cristiani dimenticati

di Vittorio Messori, Corriere della Sera, 11.6.10

I silenzi sul vescovo assassinato 

Cristianofobia” in un occidente sempre più secolarizzato? “Cristianicidio” in un islam sempre più fanatizzato? Neologismi di attualità drammatica. Approssimandosi i funerali a Milano del vescovo cappuccino assassinato in Turchia. Sono in molti a non credere nella tesi dello squilibrato, visti anche i precedenti di omicidi di cristiani, attribuiti dalle autorità locali a pazzoidi fuori controllo. A questa sorta di noncuranza islamica, si accosta quella dell’Occidente, pronto a indignarsi e a manifestare nelle piazze per ogni buona causa, vera o presenta che sia, ma che qui sembra aver messo la sordina alle proteste. La nostra indignazione è, semmai, per la minaccia al benessere di pesci ed uccelli nell’inquinato Golfo del Messico, più che per i credenti nel Vangelo martirizzati in Asia e in Africa. Eppure, statistiche irrefutabili mostrano che il cristianesimo è di gran lunga la religione più perseguitata nel mondo. A dar la caccia al battezzato non ci sono solo i soliti musulmani – o, almeno, le loro frange estremiste – ma in prima fila stanno anche gli induisti che, nel mito liberal, erano il paradigma della tolleranza nonviolenta. Non mancano casi di violenza sanguinaria anche da parte dei «pacifici» buddisti, per non parlare delle mattanze cui volentieri si dedicano gli adepti delle vecchie e nuove religioni dell’Africa Nera. Perché tanto odio e perché tanta rimozione da parte nostra, davanti a quello che talvolta assume il volto terribile del massacro?

Il credente scorge qui significati ultramondani, sulla scorta delle parole di Gesù: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi». La possibilità del martirio fa parte di una prospettiva che ha le sue basi nel Vangelo stesso. Per dirla con Chesterton, il convertito: «Il nostro simbolo è la croce sul Golgota, non la villetta nei sobborghi verdi di Londra». Ma, al di là della lettura religiosa, quali fattori storici hanno creato e alimentano l’avversione per i cristiani? Per stare al caso che oggi più inquieta, quello musulmano, spesso non si considera che non in tempi remoti, bensì alla fine della seconda guerra mondiale, non vi era nessun Paese islamico che potesse dirsi indipendente. Tutti, senza alcuna eccezione, facevano parte di un impero coloniale europeo o erano sottoposti al suo protettorato. Il cristianesimo era, per un Islam frustrato e ridotto all’impotenza, la religione dei «padroni»: un paradosso, tra l’altro, per casi come la Francia o il Belgio, dove la classe politica dirigente era impegnata in patria nella lotta contro la Chiesa e nelle colonie ostacolava i missionari cattolici e spingeva per la creazione di logge massoniche. Ma un paradosso anche nell’impero britannico, dove si favoriva la Chiesa anglicana – questa «Camera dei Lords in preghiera», com’era definita – che, più che il Vangelo, annunciava virtù civili, pregiudizi, eccentricità dell’establishment politico britannico. Ma erano distinzioni che furono cancellate nella propaganda per la decolonizzazione, dove il «tiranno europeo» era identificato tout court con il cristiano. Nel caso del Medio Oriente, la situazione è stata molto aggravata dall’inserzione di Israele, sentita come una violenza: il grande padrino nordamericano dello stato ebraico si vanta di essere il paladino del cristianesimo biblico, vi è sorto addirittura il potente movimento dei «cristiani per il sionismo» (Bush junior ne faceva parte), per il quale il ritorno degli ebrei in Palestina va favorito, come annuncio dell’apocalisse e del ritorno glorioso di Cristo. Così, l’avversione per Israele è diventata per le folle musulmane avversione per la fede nell’ebreo Gesù. Anche zone superstiti di tolleranza religiosa, come l’Iraq del laico Saddam, sono state avvelenate dalla violenta aggressione dei «cristiani» americani. Quanto a noi e alla nostra mancata mobilitazione: è indubbio che parte influente del media-system occidentale sta dalla parte di coloro che – come già i giacobini del 1793 – vorrebbero «chiudere finalmente la parentesi cristiana ». Enjamber deux millénaires, scavalcare due millenni e ricominciare da capo, scrostandoci da dosso l’eredità funesta di quel Crocifisso che non a caso l’Unione Europea vuole togliere dai muri. Può una Unione così – che rifiuta persino l’evidenza storica, negando le sue radici cristiane – può forse indignarsi se, nel mondo, è scomoda la situazione di una credenza per la quale si auspica che non ci sia futuro? Un certo vittimismo cristiano lascia perplessi, come pure un complottismo un po’ paranoico: è indubbio, però, che al prevedibile aumento della violenza contro i credenti nel Vangelo non si accompagnerà un aumento della solidarietà nei Paesi stessi che di quella fede furono i privilegiati.

 

Pag 25 I media e la verità sulla Chiesa cattolica (intervento di Fabrizio Palenzona)

 

Caro direttore, da buon (almeno nelle intenzioni) Cristiano Cattolico ho, come tutti, il dovere della testimonianza. Dovere da noi facilmente esercitabile, volendo, con carta e penna e, per chi riesce, con comportamenti ed azioni da cui «riconoscano che siete Cristiani». Da altre parti del mondo, ancor oggi, invece, significa rischiare e, a volte, perdere la vita! Non so se il grande Ettore Bernabei abbia ragione. Ma, conoscendolo, certamente lo rispetto e mi interrogo sul suo punto di vista. D’altra parte il «programma di lavoro» enunciato dal nostro Dio per bocca di una Giovinetta duemila anni fa è preciso: «Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote» . Per nostra fortuna ha anche aggiunto «ricordandosi della Sua Misericordia». Siccome, nei fatti e nella storia, ieri ed oggi la Sua Santa Chiesa, pur con gli inevitabili errori umani, ha sempre tenuto questo comportamento, è verificato che tanti potenti (poi rovesciati) non l’hanno amata e non la amano: dagli imperatori romani fino a Napoleone, Hitler e Stalin. Mi pare evidente che sia in corso una campagna planetaria ostile al Papa ed alla Santa Chiesa Cattolica. Non chiedo, per questo, di nascondere le notizie, mai! Né di operare bavagli protettivi, mai! Per nessuno! (Ma è sempre proprio così). Mi permetto di ricordare, a me prima di tutti – per punti sintetici ed esemplificativi – alcuni fatti troppo spesso trascurati: 1) Se esiste questa Europa e questa cultura europea è per la Santa Chiesa Cattolica; 2) Se esistono gli ospedali e le Università è per la Santa Chiesa Cattolica; 3) Se abbiamo potuto conoscere la cultura Greco-Romana è per la Santa Chiesa Cattolica; 4) Se esistono i Diritti dell’uomo è per la Santa Chiesa Cattolica. Per non parlare di Scienza, Arte, ecc, ecc… Fosse solo per questi indiscutibili meriti, lasciando da parte la difesa dei valori essenziali della vita e la «mission» più importante che è la salvezza delle Anime, cosa mi piacerebbe vedere sulla stampa e sulla tv? Che, con le notizie di scandali penosissimi, vergognosi, terribili di alcuni imperdonabili individui in tonaca, si ricordasse il tanto, tantissimo bene che centinaia di migliaia di preti, suore e milioni di laici hanno fatto e stanno facendo nel mondo. Che la Religione ancor oggi perseguitata è la religione Cattolica, che giovani, preti, suore, famiglie vengono in questo momento, mentre scrivo, uccisi, a volte sterminati nelle chiese, solo perché predicano l’amore, la tolleranza, la libertà di credere in un Dio che ha tanta pazienza e tanta Misericordia che perdona, e, per nostra fortuna, non si stanca mai di farlo. Insomma, mi piacerebbe che i cosiddetti «media» facessero, anche loro, un po’ di ricerca della Verità che è in tutti, di cui nessuno ha l’esclusiva se non Dio, e che la Sua Santa Chiesa non ha mai cessato ne cesserà mai di cercare nel mondo e di proclamare nella Fede. Infine, tanto per non essere frainteso, le assicuro che non mi spaventa nulla di quello che vedo. Un po’ mi ripugna. Ma su ciò che più mi sta a cuore, sul «core business», nulla temo: i Difensori giusti esistono, sono imbattuti da più di duemila anni e lo saranno ancora per i secoli dei secoli.

I cristiani dimenticatiultima modifica: 2010-06-11T15:21:12+02:00da borgosotto
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