Nobel per la pace 2010. Vince Liu: «Cade la muraglia d’omertà»

http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=2889

Premiato l’attivista cinese convertitosi al cristianesimo. La mostra di Mondo e Missione su lui e altri dissidenti.

 

«L’assegnazione del Nobel per la pace all’attivista cinese Liu Xiaobo è una bellissima notizia». È quanto afferma Gerolamo Fazzini, direttore editoriale della rivista Mondo e Missione, mensile del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere), da sempre attento alla realtà dei dissidenti cinesi.

«In primo luogo – prosegue Fazzini – perché viene riconosciuta la statura morale di una figura che ha pagato di persona – con l’ostracismo più bieco e il carcere – un prezzo altissimo per i suoi ideali di democrazia, giustizia sociale e libertà. In secondo luogo perché, premiando Liu, è finalmente caduto la «grande muraglia» d’omertà che l’Occidente ha mantenuto in questi anni nei confronti di una situazione gravissima quale quella dei diritti umani in Cina. Già nel 2008 era stata proposta la candidatura di Hu Jia (e quest’anno negli Usa è stata proposta quella di Cheng Guancheng), entrambi dissidenti cinesi molto noti all’estero, ma non se n’è mai fatto nulla, anche in ragione della pavidità delle cancellerie occidentali nei confronti di Pechino».

Prosegue Fazzini: «Liu Xiaobo, ideatore di “Carta 08” – che potremmo additare quale il manifesto di una “nuova Cina” (clicca qui per leggere in italiano il testo integrale del documento) dove libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani fondamentali hanno finalmente cittadinanza – non è un uomo isolato, ma la punta di diamante di un movimento di attivisti, intellettuali, ex funzionari di partito che stanno cercando di cambiare la Cina dal basso. Ma che, proprio per questo, sono osteggiati da Pechino, tant’è che fino dal febbraio scorso il portavoce del ministero cinese degli Esteri aveva definito una “mossa sbagliata” l’eventuale assegnazione del Nobel per la pace a Liu».

Fazzini inoltre ricorda l’afflato religioso che anima Liu: «Salutiamo con grande favore la scelta di Stoccolma per il Liu Xiaobo perché egli – insieme con altri noti dissidenti, quali Gao Zhisheng, Han Dongfang e Hu Jia – fa parte di un gruppo di persone che sono approdate al cristianesimo e che hanno scoperto la fede cristiana come la base del valore assoluto della persona e forza del loro impegno in difesa dei diritti umani. “Il Partito reputa questa alleanza fra religione e diritti umani come l’elemento più pericoloso alla sua sopravvivenza”, ha osservato acutamente padre Bernardo Cervellera, direttore di Asia News. Ma un futuro di pace per la Cina dipende proprio da questo loro impegno».

Clicca qui per leggere lo speciale di Missionline su Liu Xiaobo.

Nobel per la pace 2010. Vince Liu: «Cade la muraglia d’omertà»ultima modifica: 2010-10-08T21:24:00+02:00da borgosotto
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