“Non è più tempo di galleggiare”. La Cei sferza la maggioranza

di Marco Ansaldo, La Repubblica 9.11.10

Bagnasco: c´è una caduta di qualità della classe politica 

Assisi – «Non è più tempo di galleggiare». Il presidente della Cei Angelo Bagnasco punta il dito sul «Paese diviso» e denuncia la «caduta di qualità» nella «scena politica». All´assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, aperta ieri ad Assisi, i toni che emergono dalla relazione introduttiva del cardinale sono molto preoccupati. I vescovi osservano con attenzione l´avvitarsi della crisi politica. «Dicevamo, un mese e mezzo fa – esordisce il capo dell´episcopato italiano – che nel nostro animo di sacerdoti siamo angustiati per l´Italia che scorgiamo come inceppata nei suoi meccanismi decisionali, mentre il Paese appare attonito e guarda disorientato». Non ci sono suggerimenti tecnico-politici da offrire, precisa Bagnasco, «salvo un invito sempre più accorato e pressante a cambiare registri, a fare tutti uno scatto in avanti». Di più: «I cattolici devono partecipare alla vita della società e della politica, esercitando la propria autonomia di coscienza senza cedere alle lusinghe e a costo di essere scomodi». I cattolici in politica non cedano «sui valori non negoziabili». L´arcivescovo di Genova evita con cura di intervenire sulla Conferenza sulla famiglia aperta a Milano da Giovanardi e Sacconi.

Il forfait del premier Berlusconi, dopo le critiche del Forum delle famiglie, sembra aver dato una scossa ai rapporti tra Chiesa e governo. Al caso delle escort Bagnasco riserva un accenno: c´è una «caduta di qualità», mentre è necessaria una «tensione» fra «ideali personali, valori oggettivi e la vita vissuta, tra loro profondamente intrecciati». Rilevanti le proposte sociali uscite dal parlamento dei vescovi. La più importante chiede di «convocare a uno stesso tavolo governo, forze politiche, sindacati e parti sociali e, rispettando ciascuno il proprio ruolo ma lasciando da parte ciò che divide, approntare un piano emergenziale sull´occupazione. Un segno che il Paese non potrebbe non apprezzare». Subito, dalla Cisl, per bocca del segretario Raffaele Bonanni, arrivano parole di apprezzamento e condivisione. Anche il Papa nel messaggio inviato al Presidente della Repubblica in occasione del proprio rientro dalla visita in Spagna, augura la «concordia» all´Italia, il cardinale si tiene lontano dalle soluzioni della crisi politica. Punta piuttosto a rivendicare un ruolo per i fedeli. «Aspettarsi che i cattolici circoscrivano il loro apporto all´ambito sempre importante della carità – dice – significa scadere in una visione utilitaristica, quando non anche autoritaria. I cattolici non possono consegnarsi all´afasia, ideologica o tattica: se lo facessero tradirebbero le consegne di Gesù, ma anche le attese specifiche di ogni democrazia partecipata». Bagnasco denuncia «trend profondi che attraversano l´Italia e che, ancorandone una parte all´Europa, potrebbero lasciare indietro l´altra parte». Netto il “mea culpa” sugli «abusi orribili» compiuti «anche di recente» contro i bambini da alcuni preti: «Non sempre siamo stati pronti a identificare la gravità di certe azioni». Richiami che trovano un´eco nelle parole che Benedetto XVI ha inviato come messaggio di apertura dell´Assemblea generale Cei. C´è, oggi, dice il Papa, una «crisi di fiducia nella vita», di fronte alla quale «non è sufficiente un generico richiamo ai valori». Ma occorre «un´alleanza» educativa», aggiunge, che parta «da una nuova prossimità alla famiglia e «che ne riconosca e sostenga il primato educativo».

IL FOGLIO

Pag 2 La Cei sull’orlo di una crisi antiberlusconiana. Ma il Vaticano la frena di Paolo Rodari 

Roma. Lo “sconcerto” dei vescovi italiani nei confronti del premier Silvio Berlusconi è grande. Ma alle porte di una possibile crisi istituzionale, il cardinale Angelo Bagnasco ha preferito, aprendo ieri pomeriggio ad Assisi i lavori dell’assemblea generale della Cei, scegliere la strada della cautela. La prolusione pronunciata davanti agli oltre duecento presuli’adunati, infatti, è stata limata fino all’ultimo per arrivare a non dare l’impressione che siano i vescovi che intendono dare il colpo di grazia al governo. Certo, l’accusa alla classe dirigente del paese è stata esplicita – “Non c’è più tempo di galleggiare” ma occorre “fare tutti uno scatto in avanti concreto e stabile verso soluzioni utili al paese e il più possibile condivise”, ha detto il presidente della Cei – ma non è nulla rispetto al sentimento di insofferenza che la classe dirigente della chiesa italiana nutre nei confronti del premier. “C’è una caduta di qualità della scena politica”, ha detto Bagnasco cercando di dare spazio con un certo stile ai sentimenti più accesi dell’episcopato. In realtà, un testo dai toni ben più forti pare che Bagnasco l’avesse ipotizzato. Ma l”‘imbarazzo” manifestato cinque giorni fa dal presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti, per la presenza del premier alla Conferenza nazionale della famiglia e la conseguente rinuncia del premier a parteciparvi hanno convinto il capo dei vescovi italiani ad adottare toni più soft. Dalla presidenza dell’episcopato del paese, tra l’altro, pare sia partita una richiesta ai vescovi di mantenersi abbottonati coi media almeno fino a prolusione pronunciata, al fine di non gettare ulteriore benzina sul fuoco delle critiche. L’uscita di Belletti, infatti, seppure espressione della pancia dell’episcopato, non è stata giudicata da tutti opportuna. Non è facile per Bagnasco gestire il malcontento dei vescovi. E non sarà facile gestirlo di qui in avanti. Da una parte ci sono i vescovi. Dall’altra c’è il Vaticano e l’azione nei confronti dei politici che dal febbraio del 2007 il cardinale segretario di stato Tarcisio Bertone ha appaltato a sé. Grazie a Bertone il premier ha trovato oltre il Tevere un alleato fedele e fidato e non è facile per Bagnasco smarcarsi e far ritrovare alla Cei una sua autonomia. La ferita del “caso Boffo” sanguina ancora e soprattutto mette ancora molta paura negli uomini ai quali è affidata la responsabilità della Conferenza episcopale del paese.

 

“Non è più tempo di galleggiare”. La Cei sferza la maggioranzaultima modifica: 2010-11-09T20:26:02+01:00da borgosotto
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