Wikileaks sul Vaticano. Lombardi: «Solo opinioni personali»

di Salvatore Mazza, AVVENIRE di domenica 12 dicembre 2010

E rimane l’«estrema gravità della pubblicazione». Nei file, commenti critici su Bertone e sullo stesso Pontefice. Ma molte di queste «rivelazioni» si erano già lette in resoconti giornalistici ed era cosa risaputa da giorni e che dovessero uscire. 

I file di Wikileaks che riguardano «rapporti inviati al Dipartimento di Stato dall’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede», per il Vaticano sono da valutare «con riserva e con molta prudenza». È quanto affermato ieri da una nota della Sala Stampa vaticana che, «senza entrare nella valutazione dell’estrema gravità della pubblicazione… di documenti riservati e confidenziali e delle sue possibili conseguenze», osserva che essi «riflettono le percezioni e le opinioni di coloro che li hanno redatti, e non possono essere considerati espressione della stessa S. Sede né citazioni precise delle parole dei suoi Officiali». Un commento secco, sulla scia dei molti che, nei giorni scorsi, hanno accompagnato le “rivelazioni” di Wikileaks.

Nessun dramma e nessuna protesta (L’Osservatore romano ha anzi del tutto ignorato la vicenda), tanto più che a scorrere i documenti diffusi non si trova niente di più né di diverso di quanto a più riprese letto e ascoltato in resoconti e commenti giornalistici. Tra l’altro, fanno notare al riguardo autorevoli fonti della Santa Sede, dai documenti pubblicati non escono fatti, ma, appunto, solo impressioni, giudizi che a volte appaiono interessati a colpire un bersaglio forse sgradito, per di più dimostrando una conoscenza molto superficiale della storia e di come funziona la S. Sede. Inoltre, si fa notare ancora, che questi documenti dovessero uscire era cosa nota da giorni, e giovedì ne parlavano a tavola – nel pranzo di congedo organizzato in Vaticano per salutare l’ambasciatore italiano presso la S. Sede Antonio Zanardi Landi – il segretario di Stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede, Miguel Diaz. Nei documenti in questione c’è in effetti un po’ di tutto, a cominciare dai commenti non lusinghieri proprio su Bertone, definito dal numero due dell’ambasciata Usa presso la S. Sede, Julieta Valls Noyes, come uno «yes man» senza esperienza diplomatica, e che «per esempio, parla solo l’italiano». Giudizi che paiono ripresi pari pari dalla stampa Usa (in realtà parla francese, tedesco, spagnolo e portoghese, ma non l’inglese: «…L’ho detto subito al Santo Padre quando – spiegò in un’intervista del 2006 – mi ha proposto di servirlo come segretario di Stato. E lui mi ha rincuorato rivelandomi che anche personalità importanti, come il grande cancelliere Helmut Kohl, non sanno l’inglese. E poi al servizio della Santa Sede ci sono degli ottimi interpreti…»), e inseriti in un dispaccio del 20 febbraio 2009. A quanto si è appreso, il commento di Bertone in proposito è stato divertito: «Sono ben orgoglioso di essere stato definito così («yes man», ndr), visto che questa immagine un po’ colorita in realtà rappresenta bene la mia sintonia con l’azione pastorale del Papa». Altri files riguardano i «problemi di comunicazione » del Vaticano verso il mondo esterno, con riguardo particolare al caso Williamson (il vescovo tradizionalista, negazionista dell’Olocausto, che era tra i quattro ai quali Benedetto XVI rimise la scomunica). Problemi che lo stesso Papa riconobbe nella lettera scritta sulla questione ai Vescovi di tutti il mondo, ma che nel rapporto vengono considerati figli di «una cultura in cui molti dei più importanti dirigenti non hanno neppure una email» – in realtà ce l’ha anche il Papa, anche se non la usa personalmente –; tanto che il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, «l’unico che sa usare un Blackberry», viene definito «un’anomalia». Neppure il Papa viene risparmiato. Così tra i documenti si ritrova la polemica, nata già all’indomani dell’elezione a Pontefice, sulle posizioni espresse nel 2004, ancora da cardinale, circa l’ingresso della Turchia nella Ue.

Wikileaks sul Vaticano. Lombardi: «Solo opinioni personali»ultima modifica: 2010-12-14T15:44:07+01:00da borgosotto
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