Ecco il nostro elenco per l’Italia che vorremmo

FAMIGLIA CRISTIANA di domenica 12 dicembre 2010

Gli elenchi di Vieni via con me di Fazio e Saviano hanno fatto tanto discutere. Poca coerenza sulla presenza di Welby ed Englaro; conduttori deboli con Maroni (con diritto di replica); intransigenti (oltre il buon-senso) nel rifiutare alcune “storie di vita”. Ora che la trasmissione s’è conclusa, ecco l’elenco che avremmo voluto leggere anche noi. È la lista di ciò che davvero serve all’Italia. Bisogni reali: del Paese e delle famiglie. Un elenco senza presunzione. Nella speranza di riportare i politici alla realtà. E impegnarli in scelte concrete. Oltre le tante parole e promesse, mai mantenute.

Ci piacerebbe vivere in un Paese con un fisco equo, che non penalizzasse le famiglie con figli. Un’esigenza urgente. Ormai irrinunciabile. Come da tempo andiamo dicendo, assieme al Forum delle associazioni familiari, che ha proposto il Fattore Famiglia. Una leva di giustizia fiscale, perché le famiglie non ne ce la fanno più a reggere il peso della grave crisi.

Ci piacerebbe vivere in un Paese che non tagliasse i Fondi sociali per i non autosufficienti, l’infanzia e le politiche giovanili. Ma anche per l’inclusione degli immigrati. Piuttosto che ridurre il 5 per mille per le associazioni di volontariato, la “casta” dei politici potrebbe rinunciare a tanti privilegi.

Ci piacerebbe vivere in un Paese dove anche Vieni via con me desse spazio a chi assiste con amore malati terminali. E non solo ai sostenitori dell’eutanasia. E dove a prevalere fosse la cultura della vita. In tutti i suoi momenti. A cominciare da quello iniziale, con sostegni a maternità e natalità.

Ci piacerebbe vivere in un Paese che accogliesse i profughi, piuttosto che respingerli, mandandoli a morire nel deserto. E dove anche i bimbi rom potessero frequentare la scuola, assieme ai nostri figli. Senza subire la dispersione a ogni sgombero di polizia.

Ci piacerebbe vivere in un Paese che investisse su giovani e futuro. Senza lavoro non c’è speranza. E senza inversione di tendenza, il nostro Paese (il più vecchio al mondo) si avvia al “suicidio demografico”.

Ci piacerebbe vivere in un Paese dove, a ogni elezione, il Ponte di Messina non servisse da specchietto per le allodole per il rilancio del Sud. Il Meridione si salverà non con provvedimenti assistenzialistici, ma con investimenti capaci di rilanciare l’economia, che lo tengano unito al resto d’Italia.

Ci piacerebbe vivere in un Paese che desse importanza a scuola e formazione. E che non costringesse i ragazzi a cercare opportunità all’estero. Un Paese dove i genitori avessero il diritto di scegliere tra scuola pubblica e paritaria. Con più insegnanti di sostegno. E più dignità per l’esercito di docenti “precari”.

Ci piacerebbe vivere in un Paese che potesse cambiare classe politica. E dove i cattolici tornassero a essere, di nuovo, protagonisti nella politica. In vista del bene comune.

Ecco il nostro elenco per l’Italia che vorremmoultima modifica: 2010-12-15T15:55:47+01:00da borgosotto
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